LA SCELTA

Dai 1.500 ai 2.000 euro al mese (lordi) è uno stipendio (di questo si tratta, non compenso, né retribuzione, né tantomeno onorario per l’assistenza prestata) che inebria un neolaureato. Una volta ottenuto il diploma di laurea, i casi sono due: o ci si accontenta di fare la pratica avvocatizia presso uno studio cosiddetto tradizionale, percependo – a titolo di rimborso spese – una miseria lorda pari a 500 euro al mese (nei casi fortunati) e passando metà della giornata lavorativa a “far cancelleria” (in tribunale a partecipare a code senza fine per il deposito di un atto, fare fotocopie, ritirare documenti – attività che potrebbero essere svolte da un ragazzino con licenza media, ma solo se si sentisse in vena di farsi umiliare quotidianamente da cancellieri e commessi che si fanno arroganti e violenti nel loro piccolo potere) e l’altra metà della giornata a compilare ricorsi per decreto ingiuntivo o altrettanti atti elementari (che pure una segretaria poco qualificata debitamente istruita all’uopo – 10 minuti di tirocinio – potrebbe preparare) oppure, viceversa, si sceglie la strada delle grandi law firm internazionali e non (“e non” è la formula per indicare “italiani”). In questo caso, la paga sale almeno al triplo, non si mette piede in tribunale e si dà avvio ad una carriera non di vero e proprio avvocato, quanto di consulente di grandi imprese internazionali e non (eccolo di nuovo). Sembrerebbe facile, così a prima vista, scegliere il proprio percorso: sminuirsi e degradarsi a tiraborse di un cosiddetto dominus per un pugno di euro o scegliere una carriera che comincia sotto i migliori auspici? Prima di rispondere, teniamo a mente che nell’ultima scena Alice sta scappando dal paese delle meraviglie.

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2 Pensieri su &Idquo;LA SCELTA

  1. Ho una certa avversione per chi intraprende la carriera forense per diventare “consulente” di grosse imprese, in “grossi studi legali” che “non metteranno mai piede in tribunale”. Peraltro, di quanti ne ho conosciuti, pochissimi davvero sono soddisfatti delle proprie giornate a lavoro. Forse perchè non hanno mai imparato nelle aule dei tribunali a “sbattere i pugni” sui banchi dei giudici. Perdono grandi occasioni.

  2. Ma vuoi mettere parlare con i tuoi ex compagni di università – ora avvocati in studi tradizionali o, nelle migliori delle ipotesi, soci del piccolo studio del papi – e poter dire “sai io sono da allen, faccio capital markets”. che gran soddisfazioni ti poi levare, mio caro illegale. servo eri e servo rimarrai.

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