SOMEWHERE OVER THE RAINBOW…

Quello Nuovo, il praticante, ha fatto un gran casino nella preparazione delle bibbie. Ma non è colpa sua, nonostante ci si diverta a farglielo pensare. Nessuno gli ha spiegato precisamente cosa doveva fare, si sperava lo immaginasse. Li prendiamo laureati con il massimo dei voti, perfetti conoscitori di almeno una lingua straniera, ambiziosi e capaci e poi ce ne facciamo beffe. E’, in effetti, un percorso ben strano quello che segue un praticante avvocato (o, come va di moda ora, un trainee). Appena accolti in studio li si fa sentire preziosi, gli si fanno delle contenute feste, li si porta in giro a conoscere i nuovi colleghi, gli si assegna una posizione, un computer e una sedia e li introduce alla vita professionale attraverso dei mirati corsi di formazione. Il giovanotto sembra smanioso di cominciare, avido di mostrare il suo valore, desideroso di apportare il suo contributo. Si può vedere quasi la proiezione del suo pensiero: si sente Dorothy Parker sul sentiero lastricato d’oro del Regno di Oz. Sì, sì, aspetta solo di incontrare l’Uomo di Latta. Forse ricorderete, l’Uomo di Latta era il personaggio che non aveva il cuore. Noi abbiamo il Partner.

Ma torniamo ai sogni del praticante. La realtà ben presto si mostra per quale effettivamente è. Per i primi mesi il praticante viene impiegato alla fotocopiatrice, così avrà modo di risistemare le sue inutili ambizioni. Pensaci ora, ripensa a Dorothy mentre liberi la macchina dall’inceppamento nell’area 3, ripensa al sentiero d’oro mentre cambi il toner e ti macchi la camicia, ripensa al Regno di Oz quando bussi ed entri in sala riunioni a portare le copie e vieni liquidato con un cenno infastidito del capo. Eh? Come dici? Ci Stai pensando? Ad essere onesti al praticante sono assegnate anche le celebri ricerche. Ogni qual volta si incontra una problematica giuridica nessuno qua dentro ha né il tempo né la voglia di approfondire la questione, siamo avvocati d’affari mica stupidi ricercatori universitari. Il diritto è l’ostacolo da aggirare e se proprio dobbiamo averci a che fare, che sia il praticante a sporcarsi le mani. Lo sventurato si ritroverà quesiti di incredibile complessità, relativi a operazioni in corso da mesi, di cui verrà fatto un sunto esplicativo in meno di 25 secondi. E ora vai. Acchiappa la risposta. Dimenticavo: è urgente. Il ragazzo ha già la faccia di gomma mentre si dirige in biblioteca. Non troverà nulla, del resto non siamo neanche sicuri che il quesito formulato abbia un senso. Spesso è solo un nostro piccolo vezzo. Nel giro di un paio di mesi la dolce dedizione che il praticante mostra al suo ingresso in studio, si trasforma in avvilita abnegazione. Ma il ragazzo deve avere più fiducia, arriverà il momento in cui verrà impiegato come un professionista. Certo, deve ancora passare attraverso la fase traduzioni inglese-italiano/italiano-inglese e la delicata opera di inserimento delle modifiche fatte a mano all’interno del documento elettronico. Questo è il Regno di Oz, ma tu non sei Dorothy, sei Toto, il cagnolino.

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5 Pensieri su &Idquo;SOMEWHERE OVER THE RAINBOW…

  1. Che dire? Magnifica descrizione del fantastico mondo della pratica forense. E’ vero…mi sono sentita una Dorothy i primi tre giorni, e un Toto per tutti gli altri. La storia delle ricerche poi è superazzeccata. Non avrei nulla da aggiungere, se non un altro personaggio: lo Spaventapasseri che decide di chiedere un cervello al mago di Oz. Io nel mio, seppur ancora breve, vagare per stradine dai mattoncini gialli che conducono inesorabilmente sempre in tribunali ne ho incontrati diversi… 🙂

    MissNiglio

  2. Uhm… sembrerebbe che tu non sia passato per la fase iniziale…
    o ci sei rimasto talmente male da porvare sollievo nello sfogarti sulle povere Dorothy Toto ?

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