– TI ABBRACCIO – IO DI PIU’

Esco dalla stanza del Partner. Mi ha detto: “Alle sei chiamiamo Matteo e sentiamo cosa dice”. Matteo avrà 38 anni e fa qualcosa all’interno della […] S.p.A. Non so essere più preciso. So solo che in questa operazione è lui il referente per la società cliente. Per dirla in maniera simpatica a sbarazzina, è a lui che si lucidano le terga mediante il nostro apparato gustativo. Devo essere presente alla telefonata perché sarò io a tradurre in elegante linguaggio contrattuale le direttive, le indicazioni, gli umori di Matteo. Mi sistemo sulla poltroncina con il blocco e la penna pronto a cogliere ogni sfumatura telefonica e ad ammirare la reverenza del capo nei confronti del cliente. Quel capo così sicuro, imponente, grave, ora alle prese con colui che ci mette i soldi, con chi gli permette di mandare la figlia piccola al Collegio San Carlo e la maggiore alla Columbia. Quello stesso capo è pronto alla metamorfosi: abbaia un’ultima volta contro il mio collega reo di avere sbagliato la formattazione di una definizione, si spela e si scopre tenero micetto.

– Sono Giuseppe.
– Ciao Giuseppe.
– Matteo carissimo. Come stiamo?
– Tutto benissimo.
– Perfetto. Senti, ti disturbo per una piccola questione che è sorta sul contratto.
– Giuseppe, non rovinarmi la giornata, però.
– Ma no, ma no. Non ti preoccupare, proprio un nonnulla. Solo volevo il tuo conforto sulla questione delle condition precedent.
– Me ne ha parlato Paolo e, ti dirò, non sono molto soddisfatto di come è stata portata avanti questa cosa.
– Stai assolutamente tranquillissimo, stiamo ancora negoziando. Siamo in tempo per tutte le modifiche del caso. Volevo però…
– Ottimo. Senti, ci dobbiamo risentire perché ora ho un’altra riunione.
– Ti lascio andare allora. Un abbraccio Matteo.
– Un abbraccio.

Posa il telefono: “Questo pezzo di merda non ha neanche letto il contratto”. Lo guardo. Mi guarda. Stiamo entrambi in silenzio. Trattiene una certa severità sul volto. Sembra bisognoso di recuperare la sua aura di dominio, appena minata da una perfetta interpretazione di detersione anale. “Comunque poi lo richiamo e, riunione o non riunione, si mette lì e ascolta quello che ho da dirgli. Siamo qui a lavorare per lui, mica che…”. Già, già.

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