PRRRRR…

Praticante. Praticante. Praticante. Ripetiamolo più volte, come un mantra. Praticante. Praticante. Praticante. Praticante. Praticante. Praticante. Praticante. Non sembra nemmeno più una parola, sembra una maledizione. Se appena la voce si fa sussurro, se appena il sussurro si fa sibilo, ecco che avviene il prodigio. Quel suono sgradevole che ha ora la parola ai nostri orecchi, quel disturbante groviglio di lettere si fa fastidioso, assillante, molesto. Ecco, siamo riusciti a tirare fuori la vera anima nera che si nasconde dietro alla dimensione del praticante. Io e il mio compagno di stanza siamo soddisfatti di questa nostra teoria appena sviluppata. Appena si presenta un praticante gliela esporremo e ne testeremo la reazione. La giovane avvocata del secondo piano dice che siamo malati. Ma quando faremo la scena vuole esserci. La pietà è morta quando l’avvocato è comparso sulla terra.