PROFESSIONISTI INTORNO A PAG. 90

Venerdì mattina, il mondo dell’avvocatura d’affari – dal fondo del misero praticante all’alta vetta del comunque misero managing partner – si allontana qualche minuto dalla frenesia in cui affonda per avvolgersi in un rito di pregevole caratura: la lettura della rubrica settimanale – Professionisti – dell’eccelso Franco Stefanoni su “Il Mondo”, l’inserto business-e-dintorni del Corriere della Sera.

Là dove la massaia si perde nell’abisso degli occhi sediziosi di Riccardo Scamarcio o nella narrazione del nuovo e sospirante amore della Canalis, a noi piace avere il rendiconto del movimento professionale dei colleghi. Sapere che il tale partner se ne va da tale studio. Il talalatro giovane avvocato arriva nel talaltro studio. La law firm internazionale approda con la sua armata nel mercato italiano. Questo e quello si fondono. L’avvocato ics-ipsilon ha vinto la coppa del torneo di golf. E via così. Mi fermo qui, perché credo che chiunque a questo punto non veda l’ora di sfogliare tali pagine. Noi lo facciamo ogni settimana e, a differenza dei comuni lettori, ammicchiamo con noi stessi. Ammicchiamo perché noi sappiamo la verità e la verità è che si tratta di immondizia giornalistica, sguaiati pettegolezzi, soffiate di colleghi o ex-colleghi rancorosi e, soprattutto, marchette. E’ importante imparare a leggere tra le righe. Di fronte all’articolo in cui si cita di un partner che sceglie di lasciare uno studio per divergenze di strategia mantenendo tuttavia ottimi rapporti con gli ex-colleghi, noi sappiamo che è stato silurato e se potesse infilerebbe dell’azotidrato di piombo nel tubo di scappamento dell’auto del collega. Non escludo sia già avvenuto. Se leggiamo di un avvocato di 28 anni (con tanto di foto a lato in cravatta rossa, la cravatta di chi sa il fatto suo) sorridiamo con condiscendenza verso l’ennesimo pupazzo sbattuto sulla pagina dallo studio che l’ha assunto e vuole mostrare alla concorrenza a chi l’ha sottratto e quanto bene stia con la cravatta rossa. Via dicendo.

Una volta ci sono finito anch’io su “Il Mondo”. Ne ho comprate due copie: una l’ho donata a mia mamma, che si mostrasse orgogliosa con il dentista che le ricorda sempre di “avermi visto crescere con quella luce negli occhi che questo qui, signora, l’ho capito subito che faceva una carriera”; l’altra copia, invece, l’ho tenuta io ed ora giace sotto cumuli di ciarpame nel fondo di un cassetto in basso nell’armadio degli abiti. La conservavo per farla vedere un giorno ai miei nipotini. Poi, coi ritmi che sostengo, ho cominciato a pensare fosse tanto riuscire a mostrarla ai miei figli. Oggi giace nel fondo di quel cassetto dopo che l’ho fatta vedere al figlio dei miei vicini, una volta che mi hanno chiesto la cortesia di badarci perché loro dovevano andare a prendere la nonna in stazione che non trovava un taxi. Otto anni e una innaturale passione per il cinema splatter.

Mi ha detto: “Avevi più capelli”.

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22 Pensieri su &Idquo;PROFESSIONISTI INTORNO A PAG. 90

  1. Molto ironico. Complimenti!
    le tue vicende sono simili alle mie e a quelle che capitano nel mio studio e anche noi ovviamente ci scherziamo su.
    ciao

  2. io sono un professionista serio…ma sulla cravatta avrei qualcosa da ridire……però de gustibus…
    Il fenomeno che descrivi io l’ho sempre visto come la serie “fai un saco di casino sul tuo nome e la tua immagine così anche se non vali nulla potrai ricilarti facilmente e chiedere una retribuzione alta”
    Che ne pensi?
    (credo che assumero un ufficio stampa per apparire sulle riviste….)
    Ovviamente ironico, ti saluto.
    Batman

  3. mi ha fatto morire dal ridere quello che hai messo come commento al tuo avatar….
    ….ultimamente non sto troppo bene…
    ..nel senso: dio è morto, marx è morto e neanch’io sto troppo bene…
    e poi si, magari avevi più capelli o più grilli per la testa ma sicuramente non sei abbastanza splatter

  4. Maria, ho cominciato ad avere il sospetto di non stare benissimo quando gli altri hanno cominciato ad insinuarmi il dubbio chiedendomi: “Ma stai bene?”

  5. Io, invece, tempo fa la mia foto l’ho vista piazzata in prima pagina…solo che il giornale in questione era Il Resto del Carlino e riguardava uno di quei sondaggi scemi del tipo “giovani e mondo del lavoro”….Avevo un ingenuo sorriso da neolaureata e “quella luce negli occhi” di chi non ha ancora messo piede in uno studio legale…

  6. Anch’io sono finita lì, ma non sapevo neanche cosa fosse!

    Non sono italiana e qualche anno fa sono arrivata a Milano con l’illusione di un mercato aperto e internazionale. Per due anni ho svolto il ruolo di schiava estera (oops, consulente) fino al giorno in cui li ho mandati tutti a quel paese. Oggi lavoro felicemente in un’azienda che (sorpresa, sorpresa) appartiene ad un settore molto tradizionale.

    Cari tutti, scappate perché fuori di questi deliri c’è luce!

    E la mia copia della rivista… sarà in qualche cassetto.

  7. io ho perso l’amore della mia vita per questo stile pseudo legale.continua a dedicarsi al suo lavoro senza sapere che non lo porterà a nulla di imanamente apprezzabile.Gloria onore e solitudine, sempre se non ti sposi una escort.Amore se leggi pensaci!!!!

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