MA TU, DI PRECISO, CHE LAVORO FAI?

Mi chiedono: “che lavoro fai?”. Rispondo: “l’avvocato d’affari”. Un buon 30% si storce in una smorfia di disapprovazione, ravvisando nella mia affermazione una boria altezzosa e fuori luogo. L’altro 70% dilata leggermente le pupille e si sporge meglio come a voler analizzare a fondo quest’uomo che sembra tanto normale alla vista ed invece – l’avreste detto? – è un avvocato-d-affari. Eppure, la verità è che io non voglio né disgustare né compiacere. E’ solo che, dopo anni, ho capito che quella è la formula migliore con cui rispondere alla sopradetta domanda, per due semplici motivi.

In primo luogo poiché a replicare semplicemente “avvocato”, si deve accettare un prosieguo della conversazione impostata sul seguente registro:

– “Mio zio ha un garage che non usa da dieci anni e teme che…”
– “No, devi scusarmi, non sono ferrato in diritto condominiale.”
– “Ah… Comunque mia sorella ha ricevuto da mia nonna lo stabile di Rogoredo mentre io…”
– “No, scusa, non conosco il diritto ereditario.”
– “Mmm… la mia ex-moglie…”
– “Neanche matrimoniale.”
– “Ho fatto un incidente…”
– “Niente infortunistica.”
– “Ho un credito…”
– “Nessuna ingiunzione di pagamento.”
– “Multa.”
– “Chiedo perdono.”
– “…”
– “…”
– “Beh, scusa se te lo dico, ma non sai davvero fare un cazzo”.

E si allontana scuotendo il capo. Tendo a rimanerci male.

“Avvocato d’affari” mi risparmia tutto questo, pone l’interlocutore con le spalle al muro, costretto a un rapido esame di coscienza che esclude che abbia da pormi quesiti che possano competere ad un rango come il mio. Gli affari. Anzi, la maggior parte delle volte si sentono dei vermi. Vorrebbero ritirare la domanda e scappare lontano. E così ci si ritrova a parlare del tempo.

La seconda – e più importante – ragione per la sopradetta risposta è che ho bisogno di una formula abbastanza vuota che mi consenta di uscirne a testa alta, perché io, sfortunatamente, non so davvero fare un cazzo.

Avvocato d’affari. Si penserà: ecco un altro che gioca alla falsa umiltà, allo sventurato auto-commiserarsi, alla antiquata psicologia al contrario. Niente di più sbagliato. Semplicemente una onesta presa di coscienza.

Il mio lavoro è molto semplice nella sua incredibile complessità. Una società, che solitamente si presenta come “leader del settore” (ma non hanno mai cura di specificare quale), bussa alla nostra porta nella persona di un uomo solitamente molto brutto e molto stronzo. Dice: devo comprare/vendere/fare questa operazione perché voglio guadagnare tantissimi soldi e tu, avvocato [detto tra i denti, in equilibrio sul filo sottile che unisce l’indifferenza al disgusto], devi assistermi in ogni adempimento da qui ad allora perché io devo andare in barca con Marina, una universitaria che ho appena conosciuto e che a te non ti cagherebbe di striscio anche se hai 20 anni meno di me. “Ok”, rispondiamo noi, sgargianti, con negli occhi il sedere di Marina. Salutiamo dopo avere sinceramente riso a quattro o cinque battute molto stupide e deprimenti e torniamo nelle nostre stanze.

Qui avviene il miracolo: si accede al Santo Server. Digitando le mai tanto celebrate Parole-Chiave, ecco spuntare dalla massa loro: i Beati Precedenti. I Beati Precedenti sono i documenti predisposti in un tempo lontano da qualcuno oggi probabilmente ricordato nelle omelie di novembre e ritoccati negli anni con l’aggiunta di una parolina qui, di una clausoletta là, di un titoletto in fondo.

Immaginate un pittore che nel suo magazzino conserva migliaia di tele di tutti i tipi: uomini rossi ma calvi, donne col naso grosso, visi sottili e allungati, facce tonde, ecc. Ogni volta che si presenta qualcuno desideroso di fissare la propria immagine su tela, non fa che tirare fuori la più somigliante e passare giorno e notte a modificare un tratto del sopracciglio o un pelo nel naso, secondo le incomprensibili e mai corrette indicazioni del cliente. Così è per noi, che riceviamo in dote documenti di ogni tipo, buyer-oriented oppure seller-oriented, sottoposti a legge italiana o inglese o tedesca (neanche questo ci ferma più), lunghi decine e decine di pagine o brevi e semplici, ecc. Ed eccoci lì ad operare e ri-operare su clausole riscritte e ritoccate centinaia di volte, da noi e da altri, alla ricerca della clausola perfetta o, più semplicemente, di una giustificazione a parcelle milionarie.

Con il Beato Precedente in mano, si comincia a lavorare con finissimo ragionamento tecnico-giuridico: Trova “Società X” – Sostituisci con “Società Y” – Sostituisci tutto. Ed ecco che già un buon 50% del lavoro è stato fatto.

E allora perché passare le notti in studio? Perché il pelo liscio nella narice destra aggiunto su consiglio del cliente non piace a controparte, che preferisce un pelo riccio. 3 conference call e due notti di lavoro duro portano al risultato: nessun intervento sul naso ma due peli nelle orecchie.

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27 Pensieri su &Idquo;MA TU, DI PRECISO, CHE LAVORO FAI?

  1. Purtroppo questo è quello che pensano in molti. Tendono ad associare il concetto di avvocato a quello di una persona dotata di scienza infusa. Alcuni miei parenti già sostengono di avere l’avvocato in famiglia. Quando mi vengono a chiedere consulenze simili a quelle che hai descritto e io rispondo “non ricordo bene… dovrei consultare un attimo il codice” rimangono sbalorditi. Ma vaglielo a spiegare…credo sia del tutto inutile…

  2. Solidea, i peggiori invece sono quelli che vogliono approfondire:

    – Di preciso preciso?
    – Niente, faccio il contratto di compravendita della società.
    – Ok, ma nel concreto?
    – Nel concreto digito sul pc il contratto.
    – Grazie. Intendo come si svolge il tutto…

    Così per ore. Fino alla fatidica frase:

    – Dai, dimmi che azioni devo comprare per guadagnare un po’…

  3. non capisco…non sai cosa fai di preciso o meglio lo sai e non ti piace…sei frustrato perchè non puoi rispondere al dominus che consideri una testa di c..vivi da solo e parli con il muro…mangi pizza e giapponese…non hai vacanze, w-e liberi, una donna e degli amici perchè ovviamente non hai tempo per coltivarli…ma scusa, avvocato d’affari, cosa ti blocca nel magic circle?

  4. per la gloria, no?

    stesso motivo per cui mi ostino a fare il consulente del lavoro.
    “ah, e di che si tratta esattamente?”
    “mi occupo dei rapporti fra ditte e dipendenti”
    “sì, ma esattamente?”
    “beh, tutto quello che riguarda la gestione dei dipendenti, dalle assunzioni ai licenziamenti, alle buste paga, ai contributi…”
    “ah, allora sei manager di una ditta?”
    “no. lavoro in uno studio.”
    “ah, allora sei commercialista!”

  5. non è una domanda trabocchetto….è una domanda che mi sto ponendo anche io da qualche settimana….magic circle or boutique?….boutique or magic circle?
    il vil denaro, la mancanza di responsabilità, il lavoro da semplice impiegato – anche se fuori ci chiamano avvocati d’affari – o uno stipendiuccio con la promessa mai mantenuta di una percentuale sulle pratiche con la rottura di p…dell’acquisizione clienti?

  6. Anonimo, mi sembra che un’idea chiara tu già ce l’abbia sulle due realtà. Sta a te scegliere la strada più congeniale.

    Io, molto brevemente, mi sono trovato qui perchè non sapevo come fosse questo mondo e ne ero attratto. Devo ammettere che è molto peggiorato negli ultimi anni. Da dentro si perde in lucidità e mollare tutto è facile e frequente da pensare. Meno da tradurre in atto.

    La mia e-mail è: duchesne.dd@gmail.com. Se mi lasci il tuo indirizzo e se ne sono in grado, ti posso dare qualche consiglio con più tranquillità.

  7. Ho capito cosa fai!!!
    Forse (meglio mettere le mani avanti per evitare figure di merda).

    Aiuti gli investitori istituzionali ovvero i ladri patentati ad acquisire società buone ma con bassa redditività.

    Questi le rimettono in sesto al massimo 9-12 mesi.
    E poi le rivendono a pezzi o intere,ma ad un prezzo almeno triplo di quello pagato
    al momento dell’acquisto.
    In pratica sei un consulente legale
    x affaristi,più o meno creativi,con
    tanto di tegame al seguito.

    PS: Tegame è un vezzeggiativo per
    una signorina che ama il denaro
    e farebbe di tutto per denaro.

    Oppure aiuti le società
    a quotarsi in borsa o ad
    emettere un prestito
    obbligazionario tipo
    Parmalat o Cirio.

    Comunque qualcuno deve pur farlo,
    ma il tuo blog è molto divertente.
    Mi piace.

  8. ReMida, sì, direi che è quella è una parte del mio lavoro, non ti sbagli.

    A parte che devo rifornirmi di tegame, chè al momento ne difetto.

  9. Smussare? Sostituire?
    Un chirurgo estetico del diritto: una bella terza dove prima c’era il nulla.

    Cmq copio anche io la tua mail perchè uscendo dal garage ho investito il cane del vicino che però era l’unico erede della vecchia signora, cosi mi son firmata un lascito a nome del cane poi ho ucciso la vecchia e mentre commettevo il reato un vigile mi ha multato…quindi ti scriverò perchè voglio sapere in che azioni investire l’eredità cinofila.

  10. Fighissimo il tuo lavoro. Ho dato un’occhiata al tuo blog e se non ti spiace ti segno tra i preferiti per tornare a leggerti con più calma.
    PS: se sei a Torino sappi che ti prendo come avvocato personale.

  11. questi discorsi accadono sempre quando le persone rispolverano i senso di inadeguatezza di fronte alle categorie professionali.
    Si passa dal timore reverenziale all’odio per i soldi che fanno e per le porcate che si sentono in tv:)
    Figurati io come posso spiegare che lavoro farò con la laurea in economia politica, almeno gli avvocati sono più conosciuti, dell’economia invece ci si ricorda solo dei manager e dei commercialisti.
    Anche mio padre s’era fatto i film sulla laurea in economia, uno studio ripulito ed io che correvo nelle aziende però dall’inizio dell’università gli ho specificato “Commercialista no”:)
    Di fatto però ancora non so come spiegarmi al volo, tu almeno la sintesi la ottieni utilizzando la parola “Avvocato d’affari”:)
    Speriamo che la gente si documenti un po’ sulle categorie per capire anche da chi andare per determinato problemi specifici…
    Buon lavoro

  12. Piacevole, decisamente piacevole lettura..
    L’autoironia poi è sempre indice di intelligenza per me.
    Anche se, a voler approfondire, mi verrebbe da chiederti : se non ti piace questa minestra, mai provato il risotto?

  13. Clamorosamente bravo ed equilibrato. Sembra quasi tu sia un avvocato.
    Potresti a buon titolo dire che sei uno scrittore.
    Ti saluto e pensa che io sto peggio.

    Tra i vari papà in spiaggia si parlava di lavoro. Io tizio dice “faccio questo”, ciao “io quello” e poi giunti a me mi chiesero ” e tu”?
    Abbozzo smarrito: “sinceramente non lo so”.
    Fede

  14. Non c’è che dire:allla lucedei fatti la risposta esatta a ”Faccio l ‘avvocato d’affari” sembra senza dubbio essere ” Mi dispiace”. ( E sempre strabuzzando gli occhi).
    SAluti.

  15. allora:
    1) talvolta noi clienti NON siamo così. ricchi, intendo.

    2) a me un giorno hanno chiesto “tu che sei laurato in legge, come si fa la carta d’identità?” giuro.

    3) i B.P. servono in un sacco di lavori.

  16. Ih ih ih..!
    Sì vabbé avvocato d’affari..: maritime (posso dire shipping che mi piace di più)? banking? energy? transport? finance? litigation? (questa mi fa scompisciare..!) 😀
    Comunque, con tutto il rispetto che posso avere per la professione appena sento “Avvocato” la mano si muove verso le gonadi..! 😉

  17. usare un italico “contenzioso” no eh? sempre questo provincialismo teso a scimmiottare gli yankees a svantaggio della lingua allofona…che tristezza..

  18. Questo blog è davvero divertente…io faccio l’avvocato “normale”…e mi devo sentir porre le stesse domande dalle quali tu riesci a svicolare…ed io no…quasi quasi inizio a mentire…e dico che faccio l’avvocato d’affari… 😮
    Buona giornata!
    Silvia

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