UNA RISPOSTA AI DUBBI

“Io mi sento appagato quando viene messa la firma sul contratto”, “A me eccita quella sensazione di adrenalina che scorre nel mezzo delle negoziazioni più animate”, “Io adoro risolvere le problematiche giuridiche più complesse”, “Per me conta la posizione sociale”, ecc. Ne ho sentite a grappoli di motivazioni, di risposte.

La domanda ricorrente con questo lavoro, infatti, è sempre la stessa: “Perché lo fai?”. Declinata in tutte le sue molteplici forme: l’ingenua “Ma allora perché lo fai?”, la ribelle “Ma perché cazzo lo fai?”, la dolce “Ma scusa, perché fai tutto questo?”, la spregiativa “Io non capisco come uno possa fare tutto questo”, la compassionevole “Tu sei pazzo”, la femminile “Vai fare in culo… no, no… no, nessun ma del cazzo… non voglio sentire scuse, vaf-fan-cu-lo, tu, il tuo lavoro e le tue scuse da stronzo… un cazzo… ti sto aspettando da 45 minuti, ‘cinqueminutiesonolì, cinqueminutiesonolì’… e allora vaiaffanculo!”.

E’ passato a trovarmi Giovannino – dipartimento finance – un ragazzo molto motivato, stacanovista instancabile, il pifferaio magico delle cartolarizzazioni. E’ alto poco meno di un metro e 60 e sono convinto che compri le cravatte dei bambini per evitare di andare in giro con un boa che gli arrivi alle ginocchia. Non si spiegherebbero tutte quelle bandierine colorate che riempiono la stoffa. Lui dice che è di una marca tal-dei-tali, famosissima, di Genova, fatta apposta su ordinazione. Sarà. Io ho l’impressione che siano le stesse che vendono da Pitti Bimbo.

Nonostante questa sua dedizione professionale, Giovannino è un ragazzo simpatico, in gamba ed è bello vederlo diventare rosso di rabbia quando gli si dice: “Cazzo Giovannino, piove”. “Ma che dici? Non c’è una goccia!”. “Probabilmente laggiù non sono ancora arrivate, fai tempo a correre a prendere l’ombrello”.

Giovannino è passato a trovarmi e si scherza sulla possibilità di staccare una rotella dalla sedia del mio compagno di stanza, entrato da qualche minuto in una riunione da cui penso emergerà solo fra ore. Decido di aprirmi e chiedere conforto:

– “Giovannino, ma tu perché lo fai?”
– “Così vediamo se col culo per terra se la prende ancora con la mia altezza.”
– “Imbecille, non parlo della ruota della sedia. Tutto questo… il lavoro, gli orari, le rinunce… Perché questa corsa?”
– “Ma che razza di domanda è?”
– “Non so. Non ti pesa? Non credi che…?”
– “Senti… Che vorresti fare? Pulire il culo ai galli?”

Resto interdetto.

Mi gratto un tempia, mentre aggrotto la fronte. Non avevo mai considerato il mio lavoro da questo punto di vista: un’alternativa a pulire il culo ai galli. Devo ammettere che non è affatto un bel mestiere. A un tratto mi sento quasi sollevato, percepisco l’ineluttabilità del fato e penso a quelli più sfortunati di me. Mi sembra quasi che tutto trovi un suo senso superiore. Guardo Giovannino piegato sotto la scrivania.

– “Vuoi venire a darmi una mano che se entra qualcuno potrebbe fare domande sul fatto che sto qua sotto?”.
– “Non ti preoccupare Giovannino, nessuno si accorgerebbe della differenza”.
– “Fottiti”.

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27 Pensieri su &Idquo;UNA RISPOSTA AI DUBBI

  1. La prospettiva della pulizia dell’ano gallico non e’ il massimo, magari e’ solamente un tantino ristretta.
    Certo che se si ci si mette ad elencare tutti i possibili punti di vista non si finisce piu’.
    Tu, galli a parte, perche’ lo fai?
    Seps

  2. Cinas, in realtà non è così semplice. I soldi sono uno dei motivi per cui non si molla (non tanto perchè se ne guadagnano così tanti, quanto perchè altrove è difficile mantenere il livello), ma credo che sia più complesso. A me capita di pensare di essermici trovato e intanto procedo.

    Non escludo, tuttavia, che un giorno non troverete più post. Quel giorno sorridete per me.

  3. Ho visto che sei passato da me così ricambio la visita.
    Non so perchè lo fai tu, ma so perchè non lo voglio fare io, eppure sono qui a studiare per l’orale di venerdì, quest’anno col mal di pancia da pronto soccorso. L’ho fatto anche l’anno scorso e lì inece ho avuto un incidente in macchina. Secondo me sono segni premonitori che avvocato proprio non devo diventarlo.
    Buon lavoro!

  4. Pulire il culo ai galli è abbastanza, a volte molto, renumerativo e si è meno schiavi, dì pure al nano stronzo (io il mio lavoro si avvicina)… Inoltre è comune alla tua categoria la scusa dell’alternativa per non rispondere realmente al perché lo si fa. La mia ex-morosa affermava che lei ha studiato e si e impegnata tanto perché non voleva fare la cameriera… Se un giorno cambierai totalmente lavoro ed ambiente fammi sapere che ci facciamo un weekend a Budapest a mie spese… Garantito…

  5. LoadingMind, credo che se Giovannino ti leggesse verrebbe a svitarti i cerchioni dell’auto.

    Ludovicoandrea, segno: Budapest.

    kappa-pera: l’avvocato d’affari (ancora una volta la risposta torna utile).

  6. Be a careful lawyer

    …x ridere un pò duchesne 😉

    Why lawyers should never ask a witness a question… …if they aren’t
    prepared for the answer!

    In a trial, a Southern small town prosecuting attorney called his first
    witness to the stand – a grand motherly, elderly woman.

    He approached her and asked, “Mrs. Jones, do you know me?”

    She responded, “Why, yes I do know you, Mr. Williams. I’ve know you since you were a young boy, and frankly, you’ve been a big disappointment to me. You lie, you cheat on your wife, you manipulate people and talk about them behind their backs. You think you’re a big shot when you haven’t the brains to realize you never will amount to anything more than a two-bit paper pusher. Yes, I know you.”

    The Lawyer was stunned. Not knowing what else to do, he pointed across the room and asked, “Mrs. Jones, do you know the defense attorney?”

    She again replied, “Why yes, I do. I’ve known Mr. Bradley since he was a youngster, too. He’s lazy,
    bigoted, and he has a drinking problem. He can’t build a normal relationship with anyone, and his law practice is one of the worst in the entire state.
    Not to mention he cheated on his wife with three different women, and one of them was your wife. Yes, I know him.”

    The defense attorney almost died.

    The judge asked both counselors to approach the bench, and in a very quiet voice, said, “If either of you bastards asks her if she knows me, I’ll throw your sorry asses in jail for contempt.”

    buon lavoro
    p.

  7. Please non smettere, da avvocato (non d’affari) trovo molto divertente il tuo blog anche se non t’invidio, sicuramente guadagni più di me ma io non conosco la noia di cui parli Tu

  8. da un avvocato non d’affari ma che sta studiando per diventarlo all’avvocato non d’affari che ha appena scritto sul blog….
    …egregio collega, credo si tratti semplicemente di scelte di vita….magari duschesne si annoia oggi (anche se in my opinion fare M&A or Finance or Corporate or Competition non è affatto noioso!!!)…dicevo…magari si annoia oggi ma sai quanto si divertirà tra 10 anni quando potrà permettersi di mollare tutto e comprarsi una villa in toscana (i.e.)dove dedicarsi alla lettura, alla musica o alla coltivazione di frutta e verdura biologica 😉 al contrario degli avvocati non d’affari che devono galoppare tra un’aula d’udienza all’altra, avere a che fare molto spesso con cancellieri ignoranti e frustrati ed ancora smanettare tra un fascicolo di infortunistica a quello sull”ultima faida condominiale, per concludere poi con la separazione dell’amico di famiglia!
    ripeto dunque, senza permettermi di giudicare, credo che la scelta di duchesne sia molto coraggiosa!
    p.

  9. Collega, purtoppo credo che per un poco ancora non smetterò e persisterò nel resoconto.

    Ma fra dieci anni conto di narrare le mie vicende quotidiane in fattoria. La visione bucolica di P. mi ha conquistato. Non pulirò culi ai galli, tuttavia.

  10. duchesne, sono una inguaribile romantica … Moonlight Serenade mi ha ispirata ;-))
    did you like the joke?
    p.

  11. Si, mi è piaciuto. Conto nella prossima riunione di potermi rivolgere ai clienti – mio e di controparte – con la frase: “If either of you bastards…”

  12. Dall’avvocato non d’affari al collega che spera di diventarlo
    Sì Collega, condivido la Tua descrizione dello stress giornaliero al 95%, resta un 5% di gratificazione per aver aiutato qualcuno ad affrontare e magari anche a risolvere un problema, qualche volta basta a risolvere la giornata

  13. Mamma mia, la storia delle cravatte di Giovannino mi ha fatto ribaltare sulla tastiera.
    Però avvisaci se ci sarà un ultimo post, chiamalo, chessò, ultimo post? 🙂

  14. ma io non ho mai sentito che i galli si facciano pulire il culo da chicchessia… io la stessa domanda esistenziale proverei a farla anche a un consulente all’alta direzione… quando io mi sono data la risposta, mi sono anche licenziata.

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