L’APERITIVO

“Duchesne. Venerdì aperitivo”.

Ogni settimana arriva puntuale un uomo completamente anonimo che presumo essere un mio collega che mi dice: “Duchesne. Venerdì aperitivo”. Non domanda, né si informa, né propone. Semplicemente mi lascia sulla scrivania il fatto compiuto. Talvolta, mentre l’Anonimo si allontana mi arrivano echi indistinti in cui mi sembra di riconoscere frasi come: “Stavolta muovi il culo, non fare lo stronzo come settimana scorsa” oppure “Porta un’amica, se ce l’hai”, ma credo sia solo un’impressione.

Le attività di socializzazione mi divertono molto. Insomma, non contenti di ammirarci il muso più di 60 ore a settimana, nasce la necessità di passare anche del tempo libero insieme. Questo è bello. Significa che siamo molto amici. O molto soli. Ma sono convinto sia perché siamo molto amici.

Il momento che preferisco è quello in cui il più sfrontato di noi, proprio nel mentre il collega di turno sta raccontando della riunione in cui…, interrompe tutti e pronuncia gravemente: “No, dai, adesso non si parla più di lavoro”. Segue un’ovazione partecipata, quasi emozionata. “Ah già” “Eh, sì” “Vero” “Porca troia, infatti” “Bravo” “Clap clap” “Se no non si vive più” “Sì sì”. … L’ardore si spegne… Lunghi momenti di silenzio… Chi si guarda i piedi, chi cerca una macchia inesistente sull’abito, chi si fa aria, chi segue con lo sguardo uno sconosciuto facendo finta di conoscerlo. Finché arriva improvvisa un’ancora di salvezza. “Io vado a prendere da mangiare che sono appena uscite le pizzettine calde”. Segue l’ovazione. “Ah già” “Eh, sì”, ecc. ecc.

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11 Pensieri su &Idquo;L’APERITIVO

  1. Quasi io Cinas, quasi. Tranne, devo ammettere, la parte della vita dal fascino incredibile.

    Oggi, per dire, mi è arrivata una busta da un notaio svizzero. Ed è l’avvenimento più eccitante successomi in giornata.

  2. Ti racconto una cosa divertente.. dovrei vergognarmi della mia stupidità, invece rido di me stessa ..e a crepapelle!
    Quando ho incrociato il to blog la prima volta ho pensato che l’avatar fosse, anzichè un nodo della cravatta, un vestito da donna rosso, fatto, non so, con un origami, qualcosa del genere. E l’ho creduto per circa una settimana, credo! Adesso ogni volt che lo rivedo mi viene da ridere. Sono decisamente stordita.
    Ma darei non so cosa per lavorare con te, sai?

    Duchesne, che ne dici se ci prendiamo un aperitivo insieme?

  3. Il guaio è che alla fine con queste persone ci devi passare tutte le giornate.
    E non li conosci, non li apprezzi e non li hai scelti…però la vita la si spreca a parlare con persone che non vorresti di cose che non ti interessano, fino a che andrai in pensione e inizierai a parlare con le piante che curerai in giardino…a meno che non si abbia il coraggio di andare a scegliersi la propria vita…
    Son negativa oggi….si vede?!

  4. Piumaviola, tu stai citando il mio collega, che però gli aperitivi me li impone. Devo confessarti che lavorare con me o prendere un aperitivo non sono attività così divertenti come potrebbero sembrare. Soprattutto in questi ultimi tempi.

    Ma un giorno vi invito tutti in Brera a festeggiare con sottaceti e cous cous. E ti regalo la cravatta.

  5. Mi ricorda tanto la pausa pranzo quando ero in ditta… era un continuo parlare dell’ultima riunione, della sfuriata del capo, dell’organigramma e della programmazione settimanale, fino alla mitica frase “dai, ora basta parlare di lavoro”… a quel punto scendeva il silenzio!!!

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