IL RISVEGLIO

Casa mia si affaccia sopra un bel cortile interno traboccante di verde, uno di quei tanti piccoli scorci di Milano celati a rumore ed inquinamento. La mattina, quando apro le finestre, prima di tornare alla mia usurata prospettiva professionale, mi fermo sempre qualche secondo a contemplare questo mio angolo di pace, da cui, complice il canto di diversi uccelli, provengono suoni di natura mai del tutto scomparsa da questa città.

Nella piccola beatitudine di questo quadro, si è inserito, da qualche tempo a questa parte, un ulteriore elemento di poesia urbana, che contribuisce a rendere questo cavedio un luogo ancora più particolare ed estraneo alla realtà cittadina cui sono solito: il suono di un pianoforte, un po’ scordato ad essere sinceri, che un pensionato di uno degli stabili che si affacciano sul cortile suona tutte le mattine, con predilezione per scherzi e ballate di Chopin.

Come tante altre volte, anche stamani le delicate ma potenti note dell’uomo mi sono giunte limpide e gentili ad aprire il mio risveglio. Ho pensato: “Beh, così è tutta un’altra cosa, altro che la suoneria di quel maledetto telefonino”. Ma tale pensiero è bastato a spossarmi. Mi rivolto, allora, faticosamente su di un fianco, per confermare un subitaneo sospetto. Guardo l’ora sulla radiosveglia: 7:09. Mi trascino faticosamente verso la finestra e, con gli occhi ancora incrostati di sonno, mi pronuncio:

– “MA ALLORA, PORCO GIUDA. LA VOGLIAMO FINIRE OGNI MATTINA CON QUESTA LAGNA? E PLIN E PLAN E PLIN E PLAN… C’E’ GENTE CHE DORME, GENTE CHE SI SPACCA LA SCHIENA TUTTA SETTIMANA. CE LA DIAMO UNA REGOLATA?”.

Sul cortile cala una morbida cortina di silenzio.

– “TI TE SET PROPRI UN CAFUN”.
– “Torna qui, Luigi. Laset perde quel pirla”.

Continuo a tenere gli occhi chiusi, poso la testa sul cuscino, stendo le gambe e reprimo ogni insano impulso, facendo finta che il dormiveglia abbia prevalso. La settimanale guerra civile è appena cominciata.

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19 Pensieri su &Idquo;IL RISVEGLIO

  1. Pusi, anche per le cose che ti piacciono ci sono i momenti giusti ed i momenti sbagliati: quante volte ho dovuto chiudere fuori dalla porta di casa la mia ragazza alle 6 del mattino…

    Anonimo

  2. Da una settimana, ore 5.30 – 6.00, dal giardino del vicino: BAU BAU BAU BAU BAU BAU.
    A seguire, per empatia, dal mio giardino: MIAAO MIAAAO MIAAAO.
    A chiosa, dalla finestra di casa mia:
    alooooooooooooooraaaaaaaaaa!!!
    Dai, Chopin è meglio…..

  3. La mia finestra da sul terrazzo e sul parco pubblico di fronte a casa mia. In particolar modo proprio in corrispondenza della mia camera c’è una betulla sovraffollata di nidi. La notte dormo con la finestra aperta e il mattino il loro canto mi risveglia. Poi mi alzo, spalanco le persiane e vedo quel verde e mi si riempie il cuore di gioia. Unica pecca è sentire i battibecchi delle gazze o delle ghiandaie. In primavera sono insopportabili con quel ticchettio del becco! Sembra quasi una macchina da scrivere amplificata!!!

  4. Ciao, non c’entra niente, ma io ho lavorato qualche anno in uno degli studi linkati… ah, quanti ricordi. Tornavo a casa la sera alle 10, a volte anche più tardi.

    Poi, ho preferito vivere. 🙂

  5. Comunque, meglio Chopin che Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio a tutto volume la domenica mattina alle 8, come facevano i miei vicini. Poi si sono evoluti, e sono passati alla Pausini e ai Negramaro.

    Aspetto con ansia la prossima tappa della loro evoluzione musicale (Keith Jarrett?). 😉

  6. Interno cortile al mare, silenzio interrotto solo dal frinire di qualche cicala.
    Ore 10.30 passate.
    Bimbo svizzero spedito in cortile a giocare dalla mamma che non lo regge più e deve finire di pulire casa.
    Il suddetto bimbo gioca con un tubo di cartone, tipo parte centrale del rotolo dello scottex, modulandoci dentro la voce.
    Ore 11. Mio fratello si solleva dal letto stile zombie, con i capelli tutti arruffati dal cuscino, si sporge dalla finestra e lo apostrofa con inusuale calma.
    “Allora! La vogliamo finire o vengo giù a spezzarti le braccine?!?”
    Silenzio.
    Il bimbo svizzero ora ha tra i 16 e i 18 anni, ma quando incrocia mio fratello nei pressi di casa cambia strada!!!

  7. Che vogliono
    mi chiamano al citofono
    si organizzano
    son li sul pianerottolo
    a dire che non dormono
    per via del mio sassofono
    che suona un Evergreen.

    Mi barrico
    e’ gente senza scrupoli
    col megafono
    mi urlano di arrendermi
    “Consegnaci il sassofono
    e vattene agli antipodi…”
    e arrivederci Broadway.

    Chi di notte coltiva
    la passione del sax
    sappia che i condomini non masticano il Jazz
    chi rincorre in pigiama
    ideali a go-go
    vedrà che rebelot.

    Chi si prende la briga
    di esibirsi alle tre
    vedrà che vita è.
    Mi sfrattano
    e io per quieto vivere
    cambio genere
    mi esercito al triangolo
    insieme a un tale eccentrico
    che sa imitare il trapano
    vi scriverò da Broadway.

    Chi di notte coltiva
    la passione del sax
    badi che i condomini
    non dormano di già
    chi rincorre in pigiama
    le chimere del Jazz
    vedrà che vita è”

    S. Caputo

  8. e’ bello leggerti.. sei coinvolgente e invogli ad andare avanti… Carofiglio scrive legal thriller… tu potresti inventarti l’eroino degli affar thriller! Davvero pensaci su

  9. Acc… ma stavo scherzando!
    Non ho la più pallida idea se esista o meno eroino, però è simpatico.
    (il De Mauro non riporta nemmeno il termine “facilissimo”, credo che abbia ranzato via tutti gli accrescitivi, i diminutivi e via dicendo, poi non saprei, chiamo Tullio e gli chiedo).

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