ABBI FIDUCIA IN TE STESSO, IDIOTA

Quasi tre anni fa, arrivato da pochi mesi in studio, ho partecipato alla convention interna organizzata dallo Studio Illegale per celebrare i successi passati e stendere le strategie del nostro brillante futuro, sotto lo slogan “Il futuro è solo un passo”.

Un sabato mattina, numerosi professionisti, vestiti con polo e pantaloni eleganti ma sportivi, con la faccia eccitata dei bimbi in gita, si sono messi in moto, chi con l’auto, chi col treno, per raggiungere la meta. Tra le mani il programma dei lavori (ore 15.00, seduta plenaria; ore 18.00, the break; ore 18.30: simposio serale; ore 19.30, trasferimento in villa; ore 20.00, cena del successo; ore 23.00, danze scatenate fino a tarda notte [ma vedi punto succ.]; ore 00.30, ritorno con pullman – si prega di essere puntuali); nella mente un solo pensiero: “Magari stasera mi faccio quella del secondo piano”.

L’incontro si svolse in una location toscana scelta per l’occasione: un “esclusivissimo” casolare di campagna munito di ogni più avanzata struttura di accoglienza per il professionista in trasferta. Non così esclusivo, a dire la verità, visto che, al nostro arrivo, abbiamo scoperto di non essere soli. La delegazione di una banca d’affari internazionale aveva selezionato la nostra stessa meta, nei medesimi giorni. Ad ogni delegazione fu assegnata la propria sala conferenze. Eravamo distinguibili solo dai capelli: noi ne avevamo meno.

Alle ore 14.30, i delegati bancari si sono adunati nella sala Leonardo.
Alle ore 15.00, i miei colleghi ed io ci siamo raccolti nella sala Galileo, ribattezzata per l’occasione, e secondo i dettami ironici del nostro Managing Partner, Sala Diabolik. “Per fare simpatia, ma soprattutto [pausa di suspense] autoironia”. Clap clap clap. “Troppo simpatico”. “Fortissimo”. “E’ il nostro Capo”. “Grande”. “Sempre una nuova”. “Cool”.

Dopo 3 ore di discorsi celebrativi e motivatori, esco turbato, decido di saltare il the e mi ritiro nella mia stanza per una doccia. Seduto in accappatoio ai piedi del letto, fisso la specchiera che ricopre l’armadio e, con lo scopo di metabolizzare al meglio quanto appreso, provo a raccogliermi in un dialogo con me stesso. O meglio il me stesso professionista.

Lo guardo: il me stesso professionista è un pochino più basso, ha gli occhi più stanchi e due profonde rughe che gli solcano la fronte come prolungamento del naso, conferendogli una punta di incancellabile cattiveria. Lo guardo e timorosamente gli parlo, secondo i precetti appena ricevuti, ripetendoli come un mantra, ripetendomeli, ripetendoli a lui: il me stesso professionista.

Tu.

Tu, tra essere e avere, non ti sei accontentato di essere.
Tu hai scelto di più.
Tu hai scelto di essere un libero professionista, amministratore del tuo futuro, responsabile della tua carriera, artefice del tuo successo.
Libero.
Professionista.
Il tuo successo nel lavoro, con il lavoro, per il lavoro.
Il sacrificio è potenziamento.
Vedi nei tuoi occhi quel punto luminoso? E’ la soddisfazione del Cliente.
Successful.
Una strada in salita, su ciottoli di soddisfazioni.
Guidelines del destino.
La selezione naturale dei migliori.
Noi.
L’orgoglio di esserci.
La fierezza di appartenere ad un meccanismo perfetto.
Stai dando il tuo meglio? Domandatelo ora!
Un successo con i best regards.
Prestigio.
Tu.
Against the competition.
Against all issues.

Improvvisamente mi alzo dalla sponda del letto e corro verso il gabinetto. In preda ad un violento spasmo, mi sistemo sulla tazza e mi lascio andare, in balia di una brutale aggressione intestinale a briglie sciolte. Sulla faccia mi cala un alone di sconsolata depressione. Ripenso al pranzo toscano tradizionale assaporato prima dell’inizio dei lavori di convention, al formaggio stagionato ed alla marmellata di peperoncino, alla salsiccia semicruda, alla pignatta di fagioli. Ripenso al Managing Partner che dice “against all issues”.

Ancora oggi mi domando quale fu la causa di tanta incontrollabile evacuazione.

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35 Pensieri su &Idquo;ABBI FIDUCIA IN TE STESSO, IDIOTA

  1. ecco, però adesso sei ad un bivio. o continui sul tema misonopentitodellasceltaalienante e allora uno si chiede perchè non cambi lavoro (tipo ufficio legale di banca e/oazienda, molto più tranquillo)
    oppure viri sull’anedottica dello studio.

    il tutto non è una critica, scrivi benissimo e sei molto divertente. diciamo che è un contributo.

  2. io mollerei lo studio illegale e mi dedicherei alla scrittura..casolare toscano, aria pura, vita tranquilla sole natura…ma forse ti annoieresti..
    ps:sono sempre i funghi a fare quell’effetto li ..:)

  3. Beh, Cinas, un po’ e un po’, aneddotica e riflessioni amare.

    Anche perchè, a dirla tutta, io ci ho provato a cambiare lavoro, poco prima di aprire il blog.

    E ho scoperto che per me era facilissimo trovare studi legali disposti a pagarmi anche 1.000 euro in più al mese ma non un’azienda che mi prendesse anche pagandomene 1.000 in meno.

  4. la prima convention del mio studio cui partecipai fu per me (allora praticante) uno shock. L’ultimo giorno me ne andai a fare la turista in giro per la città che ci ospitava e incontrai un sacco di colleghi che avevano avuto la mia stessa idea…

  5. Per prima cosa non posso che complimentarmi con te per il blog, è scritto veramente bene e soprattutto le cose che dici rispecchiano la nuda e cruda realtà degli studi illegali..!!
    Lo studio illegale dove lavoro è una “boutique del diritto”, e ogni tanto penso di trovare tra un manuale di diritto e un codice qualche profumo o cose similari, anche perchè l’umana varietà che circola è più simile ed adatta ad un centro benessere piuttosto che ad uno luogo di lavoro.
    Comunque date e ristrette (anzi raccolte) dimensioni dello studio non abbiamo mai fatto una convention, ma ci siamo limitati a serate in pseudo ristoranti/discoteche che presto sfociavano in ubrichezza molesta dei venerabili soci e relative esibizioni di protagonismo.. per fortuna il mio fisico non ha mai ceduto, però ci è andato vicino.

    M.

  6. caro avvocato, delizia della mia mente, voglio citarti questa frase e ti basti a capire che fra me e te non so chi stia peggio.Non smettere di fare l’avvocato, smetti solo di SENTIRLI, punto, oppure defeca abbandonate e soddisfatto overall.
    e ora vado con la citazione: “l’era delle grandi opportunità non è ancora finita…”
    e ancora, perchè tu nonti senta troppo solo..
    ..”dare a persone schiette e oneste la possibilità di crescere sia sul piano individuale, sia su quello professionale in modo da poter creare insieme una vita quotidiana migliore per noi stessi e per i nostri clienti” siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    se hai bisogno di qualche rotolone regina fammelo sapere, ne ho dovuto fare un ascorta super, visti i tempi che corrono:-)

  7. in effetti a distanza di tre anni è un pò insolito che tu ci stia ancora pensando. anche se non credo sia stato il cibo.
    ti ho letto un pò.. almeno gli ultimi posts.. non credo che tu stia poi cosi male. anzi.. 🙂

  8. La mia prossima convention si avvicina.

    Tutte uguali e tutte perfettamente descritte da te. Anche se adesso inizio a credere che ti ho associato allo studio illegale sbagliato.

    Il tema di fondo delle convention è sempre lo stesso comunque…di solito il gruppo si divide in due schieramente: quelli che dicono “forse riesco a farmi quella del secondo piano” e quelli che dicono “guardiamoli mentre si accoppiano”.

    Anonimo numero 11

  9. Duchesne, non ti leggo solo perchè ciò che scrivi è divertente, ma anche perchè spero di trovare, anche tra i commenti, una qualche idea su cosa fare.

    La mia situazione è come la tua, solo qualche anno addietro (i.e. praticante). Ora (forse) sono ancora in tempo per cambiare lavoro, vorrei farlo, ma non ho la minima idea di dove andare a sbattere la testa…

    Anonimo

  10. L’azienda e’ il futuro. O la banca d’affari tranquilla. Nel senso che poi trovi l’avvocato d’affari (es. Duchesne) a cui far fare il lavoro sporco. Comunque le convention internazionali hanno un certo fascino: gli fai spendere in 3 giorni quello che spendono per te in un mese…
    Seps

  11. Ah – sospiro – Casciana Hotel San Marco – sospiro…ma poi sei riuscito a fartela quella del secondo piano?

  12. Le improvvise aggressioni intestinali ci ricordano che non siamo infallibili… e fondamentalmente sono una di quelle cose che rendono tutti uguali. Ricchi e poveri, belli e brutti.
    Adoro l’imprevedibilità degli eventi.
    Bentornato Duchesne

  13. grande! tu considera che a ogni convention/event/social dinner (puàh!) il grande capo esordisce con: “sono felice di vedere che il nostro studio è ancora diverso da tutti gli altri: noi qui siamo AMICI e non solo colleghi. Questo fa la forza del nostro team …”
    Già. Peccato che si giochi all’incularella un giorno sì e l’altro anche ….

  14. Non mollare, non mollare. Si può sopravvivere anche a questo… magari fidanzandosi con una donna intelligente, passionale e con un gran seno dell’umorismo!!

  15. ho l’impressione che tu ti senta prigioniero, in gabbia
    che tu ti sia reso conto che la vita non e’ solo lavoro… ma ci sono cose molto piu’ importanti del succeso e del denaro
    che tu abbia mandato giu’ troppi rospi vomitevoli e adesso senti solo schifo
    .. ma potrei sbagliarmi

  16. Certo che gli utenti anonimi potrebbero perlomeno numerarsi come ha fatto il n.11.
    Ecchecavolo!

    I grossi nomi del legal thriller americano facevano gli avvocati. Scott Turow era stato incaricato dal Governo degli Stati Uniti di partecipare ad una commissione che redigesse uno studio sulla pena di morte.
    Prima o poi, Duche fa il salto.
    Intanto, qui, scalda la penna.

  17. una vera sorpresa il tuo blog! ti linko immediatamente per 4 buoni motivi:
    1. mi sono sempre chiesta cosa direbbe in modo assolutamente sincero ed anonimo un rampante giovane professionista di un mega super studio legale fichissimo
    2. mi piace la tua autoironia
    3. mi interessa la tua storia e voglio vedere come va a finire
    4. la tua lista dei link che pare quella copiata da top legal è sorprendente! e potrebbe essere utile…

  18. “perchè non cambi lavoro (tipo ufficio legale di banca e/o azienda)”… e questo sarebbe il lavoro diverso?! Suvvia..

  19. Beh, non ci prendiamo in giro. L’autocompiacimento che trasudano questi esilaranti resoconti, ma anche le considerazioni libere, si vede bene anche da qui. Certo, sei malato, ma la cosa forse non ti dispiace completamente: lo dico con cognizione di causa e per esperienza diretta. Se ti curassi forse perderemmo un sollazzo quotidiano, ma potremmo acquistare un grande scrittore (io lo penso in tutta sincerità). Sono indeciso: se rimani insano ti posso leggere sul blog quando voglio, fino a che dura, se diventi un grande scrittore dovrò comprare i libri.
    Saluti ammirati

  20. Caro Duca, ecco il mio prezioso consiglio: continua ancora un po’ con il blog, raccogli tutto in un libro, senza troppo sforzo.. tipo “Il praticante può attendere” di qualche anno fa (si trattava di avvocati di tribunale, non d’affari).
    Complimenti, promesse, proposte, forse la possibilità di cambiare. Poi ti rendi conto che l’unico pubblico possibile per siamo noi, quelli che si immedesimano e mentre leggono ridono delle proprie disgrazie.
    Il bivio è lì, non ora: o ti fai venire in mente una bella storia (scrivere, scrivi davvero bene) o ti decidi a mangiare più verdure.

    Non firmo perchè non mi va di registrarmi, ho una conf alle 16 e sono già in ritardo. Bye!

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