IL TRAVIATO

ALLONS-Y CHOCHOTTE, CHOCHOTTE / ALLONS-Y CHOCHOTTE, CHOCHOTTE ALLONS-Y”.

Ascolto volentieri della musica mentre lavoro la sera. Lo studio si svuota, nessuno in stanza, ed io ho l’occasione di rendere l’ambiente più confortevole. Dopo tante notti passate alla scrivania, transitando da Frank Sinatra ai Matia Bazar, dalle sigle dei cartoni animati anni ’80 a Radio Italia Solo Musica Italiana, ho ormai una certa dimestichezza con lo spartito e sono arrivato alla conclusione che nulla può accompagnare meglio le lunghe ore notturne di un po’ di musica classica.

La rivelazione l’ho avuta su una celebre aria pucciniana tratta dalla Madama Butterfly. Ricordo che su tale aria risolsi un difficile dilemma giuridico che non riuscivo a sciogliere: una complicata clausola di aggiustamento del prezzo che non voleva funzionare, attorcigliandosi su se stessa senza soluzione. Io sudavo, pensavo, cancellavo, riscrivevo, calcolavo, rileggevo, ma non ne venivo a capo. Tutto ad un tratto la voce di una soprano giapponese cominciò ad intonare “Un bel dì vedremo / levarsi un fil di fumo / sull’estremo confin del mare / e poi la nave appare”. E’ stata per me come un’illuminazione. Tutto ha immediatamente assunto una forma definita. Ho capito cosa avrei dovuto fare. La nave era apparsa nella forma di un taxi 8585 e sono andato a casa.

Ho cominciato ad approfondire la faccenda e ho trovato che Verdi è ottimo per i lavori di rifinitura del contratto (i.e. controllo delle cross-reference, corretta numerazione degli articoli, ecc.), là dove le arie di Bach sono perfette per la scrittura di clausole complicate. Per lo studio della pratica è eccellente Debussy, mentre Chopin accompagna meravigliosamente la lettura dei commenti del Cliente. Per quanto riguarda la scrittura delle e-mail alla Controparte mi viene in mente il colonnello Kilgore in Apocalypse Now: “Io uso Wagner, fa cacare sotto i Vietnamiti”. Uso Wagner anch’io.

Stasera lavoro sulle premesse del contratto, una sorta di cornice all’interno della quale si va a sistemare l’operazione. Per l’occasione ho selezionato Erik Satie. Nel dettaglio: Allons-y Chochotte, un pezzo degli anni ’20, per brillanti tenori. “Le soir du mariage / Une fois rentrés chez nous…” canto. E intanto scrivo “Whereas Company X has entered into a certain agreement on…”. Canto e scrivo. “Puisque tu m’aimes, prends-moi / Mais pour cela il te faudra”. Le premesse prendono forma davanti ai miei occhi mentre mi appassiono, gonfiando il petto e attacco il ritornello una volta ancora:

ALLONS-Y CHOCHOTTE, CHOCHOTTE / ALLONS-Y CHOCHOTTE, CHOCHOTTE ALLONS-Y”.

“Duchesne, ma che cazzo stai facendo?”. Trasalisco. La porta è leggermente accostata. Il Capo è lì fermo, sulla soglia. Mi scruta. Io ridacchio, poi mi zittisco, ridacchio di nuovo, chiudo Windows Media Player cliccando ripetutamente sulla piccola x e mancandola tre o quattro volte. Lo saluto, con un tono di voce troppo alto, quasi urlando.

– “Ciao Giuseppe, ehm… Giuseppe… sono sul contratto, quello dei tedeschi… ma tu non eri andato a casa?”
– “Ero a cena e sono passato a prendere lo spolverino. Poi ho sentito dei lamenti”.
– “No, no, tutto a posto. A domani”.
– “A domani”, dice ma continua a fissarmi come si guarda uno yogurt ammuffito.
– “…”.
– “Duchesne?”
– “Sì”.
– “Sicuro che stai bene? Quelli erano versi innaturali”.

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40 Pensieri su &Idquo;IL TRAVIATO

  1. Beh anche io trovo ottia la trovata di accoppiare generi diversi di musica a generi diversi di lavoro….Di solito quando i laboraori del corridoio si svuotano, mi diletto anche in “squisite” coreografie degne della miglior performance di Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi… (alti livelli eh *.^)

  2. Fantastico!! Mi fai morire dal ridere. Io entro in ufficio alle 7 del mattino e come te sono sola… se capita qualcuno sto ascoltando Oasis e ridendo leggendoti. Grazie. Mi regali sempre un bel modo di iniziare la giornata! smack

  3. Mi permetto di consigliare la cara vecchia Filodiffusione, now available on a radio near you. Mi diverto ad indovinare gli autori che trasmettono random, controllando le mie risposte sul palinsesto della programmazione che si trova in internet.
    Regards

  4. Dopo la scomparsa di Pavarotti ascoltare l’opera mi è intollerabile.

    Le mie narici si riempiono di incenso.

    E scrivere una conclusionale circondato dall’incenso è troppo anche per me.

    Speriamo passi presto.

  5. I notturni di Chopin, quelle fughe, le volate e l’ imprevedibilità dei suoi tasti
    Il rigore e i colori di Bach e giustizia alla pausa…
    …forse dovresti concerdetene una anche tu ogni tanto
    Non è pre caso che prendi anche le puase caffè come un lavoro?!
    Serena giornata

  6. Magari molti inorridiranno (pazienza) ma l’heavy metal produce risultati migliori alle volte. Specialmente nelle email alle controparti…

  7. un pò fiacchetto duchesne…
    questo racconto non è all’altezza degli altri.
    Comunque ti leggo sempre con piacere…. e a quanto pare…. non sono il solo.
    saluti.

    megafox

  8. Altro che “Dubliners”!
    In questi post c’è il vero flusso d’incoscienza… Quello che ti fa vivere grottesche situazioni come questa, sorriderne giorni dopo, quando l’impatto emotivo generato dal trovarcisi si è ormai affievolito, e infine raccontarle come ognuno può immedesimarsi!
    Grande Traviato, non ancora redento.

  9. scusate tutti, ma trasalire pur essendo composto di salire, irregolarmente si coniuga come finire. (io m’informerei prima di scrivere).

    lancia spezzata per duchesne.

  10. ops… effettivamente hai ragione. Però ammetti che gli irregolari stonano alquanto. In preda a questo enorme rammarico grammaticale, faccio penitenza e mi flagello ascoltando Mahler.

  11. interessante il tuo blog.. qua di passaggio io.. incurisita.
    Mi piace ascoltare musica mentre aspetto l’ispirazione per risolvere una questione.. legale.. lavoro nel settore ankio
    ma il capo ascolta volentieri la musica, tutti la ascoltiamo volentieri in studio.. ma sai.. meglio non alzarla troppo
    un saluto.

  12. In studio, come in tutti gli studi, siamo tornati a una normale attività di precaria sopravvivenza. Il tempo è quello che è. Ma vi leggo e vi ringrazio per complimenti e gentilezze.

  13. per le nottate primaverili con finestre spalancate e un ritaglio di stelle consiglio stephen micus, the garden of mirrors, bach, suiti per violoncello di brunello se piove ed è sempre sera e se la passione per il contratto vi possiede con brivido, allora ascoltate gidon kremer, hommage a piazzola e sognate…

  14. Anch’io mentre traduco, spesso, passo da un genere musicale all’altro… :)) almeno un vantaggio della lavoratrice freelance 😉 non mi devo preoccupare di affrettarmi a minimizzare la finesetra.
    Oltre a tutta la musica che ti ispira ovviamente, magari per le clausole finali, quelle spesso uguali in molti contratti puoi ascoltare le frequenze di LifegateRadio: blues e non solo, pezzi non commerciali, programmazione di musica senza interruzioni pubblicitarie o di dj.
    Buon ascolto!

  15. Lorsque je vis Chochotte,
    Elle me plut carrément ;
    J’lui dis: “Êtes-vous mascotte ?”
    “Mais monsieur certainement.”
    “Alors sans plus attendre
    Je veux être votre époux.”
    Elle répond d’un air tendre :
    “Je veux bien être à vous,
    Mais pour cela, il vous faudra
    Demander ma main à papa.“
    Allons-y Chochotte, Chochotte…
    Allons-y Chochotte, Chochotte allons-y.

    Le soir du mariage,
    Une fois rentrés chez nous,
    J’prends la fleur de son corsage
    Je fourre mon nez partout.
    ”Alors” me dit ma femme,
    “Avant tout écoute-moi
    J’vais couronner ta flamme.
    Puisque tu m’aimes, prends-moi.
    Mais pour cela il te faudra
    Ne pas m’chatouiller sous le bras.”
    Allons-y Chochotte, Chochotte,
    Allons-y Chochotte

    Le lendemain, Chochotte
    Me dit : “Mon p’tit Albert,
    J’veux un fils qui dégote
    Mozart et Meyerbeer.
    Pour en faire un prix de Rome
    T’achèteras un phono
    Que tu r’mont’ras mon petit homme
    Au moment psycholo et l’on march’ra
    De ce moment là, comme ton cylindre
    L’indiquera.”

    Allons-y Chochotte, Chochotte..

    Neuf mois après, Chochotte
    Me rend papa d’un garçon.
    “Ah !” s’écrie “Saperlotte !”
    La sag’femme “Que vois-j’donc ?”
    “Qu’avez-vous donc, Madame ?
    Pourquoi crier si haut ?”
    Lui demanda ma femme.
    “N’a-t-il pas tout ce qu’il faut ?“
    “Oui, mais voilà, on peut lir’là
    Sur son p’tit nombril c’refrain-là :
    Allons-y Chochotte, Chochotte.
    Allons-y Chochotte, Chochotte allons-y !”

    deliziosa!!!
    una scelta molto raffinata !!
    chicca

  16. ognuno, non visto, fa delle cose assurde, tipo cantare a petto gonfio e con espressione, cosa che di sicuro non faresti mai in pubblico 😉
    chissà il tuo capo che fa di nascosto….
    magari si traveste da Zorro, o da superman quando lavora di sera da solo nel suo ufficio….

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