TI OFFRO UN CAFFE’

– No, guarda. Ne ho fin sopra i capelli.
– Eh, ti capisco, altrochè.
– Un atteggiamento, credimi, che neanche coi cani. Maleducato, arrogante. E abbiamo la stessa anzianità. Fosse un partner, potrei capire. Non giustificherei, ma potrei capire. Invece.
– Tipico suo. Tipico.
– Ma adesso dico basta. Tu sai che sono buono e caro, ma quando mi incazzo, sono guai veri. Una bestia divento.
– Cosa intendi fare?
– Stamattina, ad esempio, mi fa “buongiorno”. Io ho risposto semplicemente “‘giorno”.
– Esatto, poca confidenza. Oltre a questo?
– Ma intanto vedo come va così.

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46 Pensieri su &Idquo;TI OFFRO UN CAFFE’

  1. temerario… domani gli dice solo “buon” e lunedì prossimo incrociandolo nel corridoio lo apostroferà “io non mi curo di te ma guardo e passo!”…
    Tienici aggiornati.

  2. Direi entrambi.

    Ma la cosa più divertente mi è successa qualche giorno fa, ad una riunione, quando un avvocato dello studio di controparte ha risposto ad una domanda rubando una battuta al mio blog e accreditandosela.

    (La battuta era:
    – “Tu sei di Freshfields?”
    – “Finché qualcuno non paga il riscatto”.)

  3. e tu? aplomb anglosassone da vero professionista o sei saltato in piedi sul tavolo e ti sei svelato rivendicandone la paternità al grido di “Duchesne c’est moi!”?

  4. Chissà che faccia fa ora a legger questo tuo commento.
    Primo capirà di non aver fatto proprio la figura del brillantone; secondo starà maledicendosi per aver riutilizzato la battuta nelle ultime 20 riunioni, senza poter quindi capire chi tu sia davvero 🙂

  5. Ma tu non sapevi gia’ chi assisteva la controparte? O, in subordine, non avete scambiato le b.c. appena entrati nel meeting?
    Seps

  6. devo dire che da quando l’ho finamente scoperto questo sito (dopo essermi per mesi interrogato sull’autore di un post che per settimane girava su web) rido quotidianamente da matti e vorrei sapere che è Duchesne per assumerlo, se è bravo come avvocato quanto mi fa ridere vale tanto oro quanto pesa

  7. Ma avete la macchina del caffè o scendete ad un bar?

    (Sembra una domanda irrilevante, ma è fondamentale ai fini dell’ironia di ttua la storia. In base alla rispostà valuterò se ridere o meno)

  8. scusate ho dimenticato di firmare
    – equity partner perplessso –

    P.S. per gli altri collaboratori di studi legali che hanno risposto alla mia provocazione di qualche giorno fa – fate come quando il capo vi rivede una bozza, rileggete con attenzione per imparare il mestiere la risposta che mi ha dato Duchesne ed imparate da lui la finezza della replica, la capacità di essere autocritici e lasciate a casa la contrapposizione fra capi e sottoposti che è la morte dei giovani avvocati d’affari che vanno via via trasformandosi in impegati per giunta frustrati;
    p.p.s. venite a fare un colloquio da me e poi parliamo di autoironia ……

  9. “venite a fare un colloquio da me e poi parliamo di autoironia” assomiglia più a una minaccia che a un invito..

  10. All’equity partner perplesso: quei giovani avvocati d’affari che si sono trasformati via via in impiegati per giunta frustrati sono gli stessi che ti danno da mangiare, e ti permettono di fornire al cliente il lavoro raffinato (?!) che ti assicura fama e gloria. E’ una verità incontrovertibile e lapalissiana che in questo blog viene affrontata con ironia. Questa gente (NOI) fa il lavoro sporco. Incoraggerei l’equity parner perlesso ad avere un po’ più di rispetto (oltre che di autoironia)… altro che imparare l’arte della replica da Duchesne (suvvia). Adesso il tuo intervento maldestro (completamente fuori luogo e fuori tempo) dell’altro giorno lo chiami “provocazione” (mi compiaccio della marcia indietro), però anche oggi non ti risparmi, proprio non ci riesci a non fare la lezioncina (“lasciate stare la contrapposizione fra capi e sottoposti, frustrati che non siete altro” – vedi di nuovo Fantozzi:” IN BARCA SI E’ TUTTI UGUALI”). Il massimo è la captatio benevolentiae (così tipicamente subdola e mi si consenta un po’ patetica) con proposta di arruolamento a Duchesne. Puro Sun Tzu eh? Sogno un equity partner non obnubilato, un equity partner detached, e senza tic, un equity partner a suo agio in un social setting che non sia quello troppo spesso presente nelle sale riunioni: gente grassa, vecchia anche se giovane, brutta dentro e fuori, completamente inelegante (non sono solo clienti ad essere così, caro equity partner perplesso). Ripeto: lasciaci ridere un po’ anche di te, ma da soli! Le risate insieme a te, tanto, avremo tutto il tempo di farle al colloquio con te… o no? 🙂

  11. Azz sono arrivata tardi…volevo solo fare i complimenti al collega che finalmente ha trovato il coraggio di ribellarsi. Ma mettilo in guardia sui metodi, non sarà forse stato troppo duro? Trasgresivissimo…un vero diuro diuro da paiura

  12. carissimo 31, non ho obiezioni (anche se capisco che questa apparirà una benevolenza paternalistica) a che tu rida di me.
    Ti piace sentirti Fantozzi, sentiti Fantozzi non ho obiezioni
    Ti piace sentirti schiavo, liberissimo
    Ti piace pensare che io stia guadagnando sulle tue spalle, fallo serenamente
    Sappi però – altra inevitabile lezioncina – che:
    -io ho avuto la fortuna di sentirmi sempre parte del mio studio fin dal giorno 1 e ne ho tratto immenso giovamento;
    – i soci con cui ho lavorato quando ero un imberbe praticante hanno sempre valorizzato le mie poche ualità e rispettato il mio significativo impegno guadagnandosi affetto, stima ed imperitura riconoscenza;
    – la gran parte del mio utile è frutto del mio lavoro e non di una leva spietata o di uno sfruttamento vergognoso;
    – ho una sincera ammirazione per la gran parte dei miei giovani colleghi di cui ammiro (come per Duchesne) l’arguzia e l’ironia prima ancora che le qualità professionali;
    – che vorrei veramente avere Duchesne come collaboratore perchè chi è spiritoso raramente è stupido;
    e che quindi se tu alla fine ti senti un coglioncello sfigato e ti diverti solo a mandarmi a quel paese non posso che lasciartelo fare notando come evidentemente ti manchino le qualità per fare bene il nostro lavoro

  13. Mi sa che qualcuno si e’ dimenticato di nuovo la firma…Pero’ se e’ svelto con gli aumenti cosi’ come e’ svelto con gli insulti, Duchesne io fossi in te ci farei un pensierino…
    Seps
    PS: ma pensi veramente che si possa credere a quello che scrivi “equity partner perplesso”?!

  14. Esimio “collega” equity partner perplesso: sono l’anonimo 31 ora chissà quale numero. Constato tristemente che ancora una volta non hai capito né il senso degli interventi di questo blog, né soprattutto i miei. Continui ad essere fuori tempo e a fare lezioncine (sono proprio inevitabili, vero? Le senti proprio come inevitabili, dì la verità!). Io NON MI SENTO FANTOZZI. Non mi sento un coglioncello sfigato. Potrei esserlo di fatto ma non mi sento tale. Il punto non è questo. E’ vero proprio il contrario. SEI TU CHE CONSIDERI ME E QUELLI COME ME degli sfigati. Lo hai sempre fatto, nelle lunghe ore notturne in cui la gente come me si andava a divertire e tu (legittimamente e giustamente) dicevi “cazzo un giorno sarò equity partner, sarò pompiere”. Sono aspirazioni legittime. E certamente a portata di mano di persone (come tu sicuramente sarai) fortunate, intelligenti, portate per questo lavoro, e ambiziose (alcune sanamente ambiziose, altre a dire la verità patologicamente ambiziose). Bene hai fatto tu a seguire la tua strada, altrettanto bene abbiamo fatto noi a seguire la nostra. Io non ti ho mandato a quel paese, ho solo detto che sei fuori tiro (purtroppo la tua spocchia tremenda mi fa pensare che tu abbia la tendenza ad andare fuori tiro in campi ben più delicati – e divertenti – della discussione in un blog). Il mio primo intervento era volto proprio a questo: qui si cazzeggia vivaddio, si fa quello che si è sempre fatto in ogni ambiente sociale. Si sorride con ironia nei confronti di certe distorsioni del nostro ambiente. Bene ha fatto Duchesne a coglierle e a offrire spunti per un sorriso in più. No, cazzo, eh no, mica si può dire due cazzate in compagnia ai danni del professore. NO. Il professore prima ci tiene la lezioncina su quanto siamo fortunati. Poi ci tiene l’altra lezioncina di lasciare a casa la contrapposizione fra capi e sottoposti che è il motivo perché tanti giovani avvocati d’affari di oggi sono via via sempre più impiegati frustrati. Adesso altra – inevitabile, per carità! – lezioncina sul fatto che a me mancano le qualità per fare bene il NOSTRO lavoro… A me mancheranno sicuramente le qualità (sto male al pensiero che mi manchino), ma è chiaro o no (mi sembra che sia chiaro a tutti tranne che a te) che non ti ho mandato a quel paese né che mi sono sentito fantozzi (coglioncello sfigato è una parola che hai usato tu, tra l’altro, riferendoti a me, ma guarda che soddisfazione che ci dai)? Ho detto che è l’attività che si fa qui dentro ad essere simile a quella che PAOLO VILLAGGIO descrive magistralmente, e cioè l’attività di prendere in giro i “superiori” [altra nota per l’equity partner, repetita iuvant: superiori tra virgolette]. E qui mi fermo. Sono stanco. Torno a lavorare per te [nota finale, e altro repetita iuvant: trattasi di una battuta. Non mi sento schiavo dell’equity partner per cui sto lavorando in questo momento. il lavoro che faccio sebbene spesso mi risulti ingrato e incomprensibile, non mi è ancora così intollerabile, continuerò a farlo secondo il best of my ability, e se questo non mi porterà a diventare equity partner, pazienza]. In bocca al lupo, equity partner, e, come dice Duch.. VERY VERY BEST REGARDS.. 🙂

  15. Sto finendo la mia tesi sul prive equity… “equity” ..”equity” e m’è venuto in mente…
    Duc… non è che per caso potresti fare spionaggio tra un caffè e l’ altro?
    Mi serve materiale..

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