SENZA TITOLO

– “…perchè se no non funziona. Dobbiamo assolutamente considerare il…”

Alzo gli occhi sul partner di controparte, un avvocato tedesco trapiantato in Italia, sui 38 anni, gonfio di palestra e alcool, che si è improvvisamente ammutolito e mi guarda fisso, con gli occhi sgranati e il labbro inferiore stretto tra i denti. Mi guardo intorno. Siamo soli.

Un incontro piuttosto informale, senza clienti, per chiudere i punti in sospeso meno importanti, quelli di cui il cliente non vuol sentire parlare, quelli che si devono gestire tra legali. Ho accolto la notizia con piacere. Mettersi in dodici intorno ad un tavolo a discutere può essere davvero poco efficiente: la discussione viene portata avanti da un paio di legali con grande volontà di mettersi in mostra, mentre, da un lato, i partner scompaiono dopo cinque minuti salutando tutti “purtroppo ho un aereo alle cinque ma il mio collaboratore conosce tutto e poi ho con me il blackberry vi seguo per ogni cosa” e, dall’altro, i clienti si perdono a scrivere messaggini oppure assaggiano le caramelline messe a loro disposizione oppure si alzano con la scusa di una telefonata improrogabile e vanno a fare presente alla centralinista che “è bello avere un raggio di luce così luminoso in un posto così cupo” oppure sparano cazzate. Più spesso sparano cazzate.

Ma come vorrei averli ora intorno mentre questo tedesco mi guarda fisso, in silenzio mentre allunga il braccio destro ed afferra la cartellina di cartoncino rosa che contiene i suoi documenti, cominciando ad arrotolarla. Mi faccio piccolo sulla sedia e resto fermo, come un cucciolo di labrador, inibito, cercando di non respirare e di mimetizzarmi nell’ambiente. Non sembra funzionare.

L’avvocato tedesco si alza lentamente, tenendo lo sguardo obliquo su di me e il manganello di carta arrotolata nella mano. Si sposta di lato per aggirare la scrivania, si avvicina pericolosamente e, improvvisamente mi è addosso. Lascio cadere sul tavolo la penna che stringo in mano e mi alzo di scatto indietreggiando, trattenendo a fatica un urlo isterico.

Dalla mia giacca vedo allontanarsi una zanzara molto simile ad un piccione. Il partner distoglie il suo sguardo assassino da me e comincia l’inseguimento della zanzara sbattendo ovunque la sua mazza casalinga. Mentre lo guardo salire sulla sedia ed assestare un colpo secco alla parete, comincio a scuotere la testa incredulo. L’essere pungente cade come piuma a terra. Il tedesco scende dal podio.

– “Presa in pieno. Colpita. Sterminata”, mi guarda con biasimo, “fosse stato per te, sarebbe ancora lì a girare. Ce l’avevi precisa sulla giacca. Non riuscivi proprio a stare fermo invece di muoverti come un ossesso? Ho rischiato di perderla”, mi dice e stringe forte la mazza.

Non pronuncio parola. Guardo inebetito la chiazza di sangue lasciata dalla zanzara sulla parete, dopo la flagellata del tedesco.

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30 Pensieri su &Idquo;SENZA TITOLO

  1. Ancora le zanzare al 9 ottobre?!
    Magari sono anche loro trapiantate dalla Germania e transgeniche…
    Seps

  2. l’anonimo 2 si è calato nei panni del capo… duchesne, neanche qui sei più tranquillo, prepara una nuova bozza per domattina 😉

  3. sono un’elegante praticante di uno degli studi indicati a margine..questo blog è esilarante è sconcertante nella sua terribile autenticità! è proprio tutto vero. sono una massa di stronzi presuntuosi. siamo una massa di stronzi presuntuosi. sono io in particolare una stronza presuntuosa.
    in più flirto con un “trainee” dell’altra sede italiana dello studio. via mail di studio. e lui ha una ragazza. ed io ho un ragazzo. e ci siamo baciati ad una cena post casual friday. ribadisco: siamo una massa di stronzi presuntuosi e pretenziosi.

  4. Trovo meraviglioso il fatto che potremmo anche esserci incontrati in riunione, potremmo esserci accapigliati su una rep, dicendo “a” se siamo lato lender e “non a” se siamo lato borrower (e magari la volta dopo a parti invertite via di nuovo, con rinnovata faccia di tolla), e poi invece poter stare qui a scrivere e sfogarsi. Sono in una stanza della nostra sede milanese a fare finta di lavorare, mentre vorrei aggirarmi per i piani a tampinare le noste praticanti (eccitato, lo ammetto, dal post della stronza presuntuosa).
    Scusate lo sfogo.

  5. Beh le zanzare tigre ci sono ancora si, perlomeno a Roma. Non so dov’e’ il tuo studio. Ma farei dare una disinfestata 😉
    Grande e sempre complimenti!
    L

  6. Nuove tecniche per distrarre l’avversario.

    Probabilmente al termine della disputa col volatile è riuscito a farti inserire una clausola vessatoria.

    Te ne sei accorto soltanto oggi, quando anche la clausola è solo una macchia di sangue sul muro.

  7. Nuove tecniche di distrazione della controparte.

    Dopo la disfida col volatile, ha inserito una clausola vessatoria a suo favore, di cui ti accorgi soltanto adesso.

    Ma è troppo tardi: ormai è solo una macchia di sangue sul muro.

  8. cara elegante praticante anonima no. 8, quello che fai tu non lo definirei essere stronzi e presuntuosi.
    direi, piuttosto, che si tratti di una certa pratica in cui le ragazze sono molto abili, una “qualità” innata nelle stesse, quasi a costituire elemento essenziale del loro essere.

    ecco, il mio commento, per esempio, potrebbe essere classificato stronzo, questo sì!

    Anonimo

  9. ciao leggo tutti i giorni il tuo blog. anche io lavoro in campo legale e mi piacerebbe scambiare due parole con te. ti lascio la mia mail, spero di poter ricevere presto tue notizie, max_to@hotmail.it

    max

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