NON SONO PAZZO

– “Me la dai una sigaretta?”
– “Duchesne. Tu non fumi.”
– “Davvero?”

Io non fumo. E’ uno di quei vizi che non sono mai riuscito a comprendere fino in fondo. Il fumo mi è sempre stato estraneo. E non certo per questioni di salute, io che mi aspetto un infarto intorno ai 45 anni. Il problema è altrove. Mi vanno le volute negli occhi. Non so bene con quali dita reggere la sigaretta. E continuo a guardarla e riguardarla per timore di cominciare a fumarmi il filtro. Per i vizi, come per tutto, bisogna esserci portati.

Tuttavia, passate le undici, ho deciso di scendere di un piano senza alcuno scopo, solo una passeggiata di pausa e riposo per occhi e mente. Ho visto una luce provenire dalla stanza ad angolo e mi ci sono diretto come ipnotizzato dai bellissimi colori di una vita che condivide il mio stesso destino. Busso leggermente e Federica, una ragazza poco più che trentenne, dagli occhi molto vivi e i capelli sfibrati, mi saluta, illuminandosi nella stanchezza che pure sembra intontirla.

Tramortisco il suo entusiasmo con la semplice richiesta della sigaretta. Federica, dopo aver constatato la mia persuasione, afferra il pacchetto e me lo lancia. Ne sfilo una, saluto e ritorno sui miei passi, imperterrito. Entro nella stanza e mi dirigo alla scrivania del mio compagno di stanza. Scombino tra i pacchetti dei medicinali che nasconde nel primo cassetto ed afferro un accendino. Mi metto la sigaretta in bocca e schiocco la fiamma.

I minuti scorrono nel silenzio più anonimo. La stanza si riempie di fumo. Tengo lo sguardo fisso sull’abisso dei miei pensieri.

Inaspettatamente, qualcuno picchietta alla porta. Non rispondo. La porta si apre, con esitazione.

– “Ehi, ma sei scemo? Io quelle le pago.”

Non muovo la testa e continuo a fissare ammaliato la sigaretta in piedi sulla scrivania, che si consuma lentamente, perfettamente in equilibrio sul filtro.

– “Shhhhhh. Guarda, che bello. Tutta la cenere sta su.”

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20 Pensieri su &Idquo;NON SONO PAZZO

  1. mmmh…. Quando deciderai di presentarti ad una riunione in mutande avvisaci prima che veniamo con il furgoncino bianco all’uscita dello studio.

  2. Il sigaro è magico ed incantatore: il profumo (stimolante quello del toscano o cohiba, rilassante quello del davodiff), la gestualità nel fumarlo e il rumore di come pian piano si consuma, fino alla parte finale dove esprime il suo gusto massimo.
    Duchesne… fumati un sigaro la prossima volta, che ha anche il vantaggio di scacciare i rompiballe vicino!

  3. Non ci credo che sei gia’ cosi’ pronto al collasso: guarda che da qui a dicembre e’ ancora lunga…
    Seps

  4. Hei.. ma non si può fumare in ufficio!!! Devo bacchettarti Duchesne.. dovresti uscire fuori come tutti gli sfigati viziosi che si ammassano all’entrata dei ristoranti e dei locali

  5. ho vaghi ricordi d’imberbe giovinezza… lo si chiamava “giro della morte” il non buttare la cenere della sigaretta e lasciarla su.. ma prima della fine cadeva sempre…

  6. La sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere: è squisita e lascia insoddisfatti.
    O. Wilde

    Anonimo

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