TI OFFRO UN CAFFE’

– Dice che era lì a Gardaland sulle montagne russe e già sentiva qualcosa, ma lì per lì non c’ha dato peso. Poi però all’autogrill è cascato per terra. Infarto bello e buono.
– Dio, immagino la moglie.
– Figurati. S’è messa a urlare. Coi figli in coda alla cassa e questo che casca per terra.
– Brutta scena.
– Che poi Paolucci lo vedi com’è, un bombardone di 100 chili e passa. Ha tirato giù tutto il ripiano delle patatine.
– Il solito che se non combina casini.
– Ora pare che stia abbastanza bene. Affaticato, certo, ma intanto fuori pericolo. Il futuro, però, è un’incognita.
– Però dobbiamo organizzarlo un salto a Gardaland.
– Assolutamente, sono anni che non ci vado.
– Allora è deciso. Magari tiriamo dentro anche Corsini.
– E la Falloni. Non so se hai visto che tette ha oggi.
– Non me lo dire.

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25 Pensieri su &Idquo;TI OFFRO UN CAFFE’

  1. Mi raccomando Duch, attenzione: su certi giochi le tette della Falloni potrebbero rivelarsi per quel che veramente sono…
    Seps

  2. Beh stramazzare sul tornado blu di Gardaland sarebbe stato più dignitoso, certo mai quanto durante un’animata riunione… ma parliamone di queste tette!!!

  3. si, Duc, parla delle tette per tutti noi che siamo in ufficio il 2 novembre! io non sono avvocato d’affari, ma uno dei vostri clienti…come vedi what goes around comes around..
    Jubiabà

  4. La Falloni (il nome un programma) la volete tirar dentro per farle venire un infarto o per altro? Nel secondo caso, Takecareofyou la sa lunga: il Professionista sta meglio, si interessa di donne

  5. Un vecchio commento datato 2004..

    “E adesso ci sono anche i trainees del trainee…
    ovvero “i praticanti del praticante”…

    Non ho potuto fare a meno di leggere tutto il forum. Hide mi sembra proprio il prototipo del fanatico di questi studi legali. Addirittura mi viene da pensare che la sua sia in realtà una caricatura di uno stereotipo. Emigrato a Londra, lavora in uno studio del Magic Circle, si eccita solo a pensare al closing del mega-deal su cui sta lavorando, millanta di lavorare 2.600 ore (billabili, ovvero fatturabili) all’anno (fantascienza), esalta la potenza (in senso organizzativo) del suo studio (proof-readers a disposizione e trainees per la notte), sembra voler far capire che lui non si occupa più di diritto, ma di “business”, il diritto-lui- lo lascia ad altri. Lui padroneggia highly sophisticated transactions, come se il diritto fosse un optional. Probabilmente, qualche volta, in cuor suo si convince che avrebbe dovuto fare il banker o il consulente, non l’avvocato.
    Bene: Londra è piena di italiani. Ci sono anche un paio di dozzine di giovani “avvocati/giuristi” italiani che lavorano in queste law firms. Alcuni sono bravi, alcuni invece sono soltanto ben ammanicati e non hanno alcun merito o talento speciale rispetto a tanti (tantissimi) giovani avvocati o praticanti italiani. Insomma, non prendete per oro tutto quello che vi dicono. E’ fondamentale avere ottime basi di studi e tanta voglia di volontà, in poche parole: conoscere il diritto italiano, diritto civile e commerciale in testa, of course.

    Non me ne voglia Hide, ovviamente non voglio fare alcuna polemica con lui, che peraltro trovo molto simpatico e corretto nella dialettica, ma mi sembra utile dire la mia mettere su alcune cose:

    1. Avvocati italiani (ovvero non qualified in UK o USA) si occupano di diritto italiano (tranne ovviamente il caso di EU competition).
    2. Gli Avvocati italiani che lavorano in questi studi a londra si occupano (in massima parte) di diritto italiano nel contesto di operazioni cross-border. Alcuni, pochi, hanno un LLM inglese o americano o, meglio, sono dual qualified. In questo caso, potrebbero occuparsi di diritto inglese, ma ovviamente, e giustamente, preferiscono lasciare che questo lo facciano gli avvocati inglesi.
    3. In questi studi ci si occupa di diritto, e anche con una certa profondità. Quindi meglio sgombrare il campo da equivoci. Certo è richiesta una discreta conoscenza dei meccanismi del business per cui si lavora.
    4. La qualità della vita è davvero bassa.
    5. Avvocati italiani (o praticanti) senza il titolo inglese non hanno vita facile e non vengono pagati in base agli stipendi inglesi (o americani). Se vengono pagati come trainee non è certo un gran vivere a Londra con 26/30K Euro l’anno.
    6. L’estrema specializzazione verso cui si è spinti già dall’inizio della carriera è, a mio modesto parere, una vera jattura per un giurista. La pratica (da zero) in uno di questi studi non aiuta certo a formare un buon avvocato, insomma un avvocato completo.

    Hide, niente di personale, ok? In bocca al lupo per i tuoi deals.

    Saluti a tutti.”

  6. WOW che ardore!!! Credo che quel commento appartenga ad un forum che si svolge in un altro contesto e che ci azzecca qui non saprei. Qui si cerca di sorridere, easy gentlemen and chill out! 😉

    P.S.
    MrHide billava di brutto!!! 😉

  7. Mah… che sia vero o meno ritengo che la cosa abbia poca rilevanza nel contesto del blog. Quei post di quel forum riguardavano una discussione, molto interessante ed istruttiva, sul raffronto tra Italian law firm e International Law Firm, non credo a mio parere che abbia nessun significato il fatto che Duchesne fosse o meno uno di quei partecipanti.
    Who cares?? I don’t!
    Go on Duchesne facce sognà!!! 😉

  8. minchia pesante… ogni tanto compare qualche filosofo/detective…
    se devo tirare a indovinare, sulla base della conoscenza approfondita del blog che seguo con maniacale passione, dico che quel post non è di duch.
    Però, in realtà, proprio non riesco a capire che ce ne frega a noi.
    Ti prego benjamin, sono sicuramente limitato, assumiamo che sia stato duch a postare quelle cose nel 2004, ebbene, cosa ne deriva per questo blog?

  9. Fantastico!!!! Questo blog mi fa molto ridere! E se non fosse perchè descrive in maniera incredibilmente realistica la realtà avvocatizia non direi mai che tu, caro Duc, sia un avvocato. Esistono avvocati così simpatici?! Evidentemente sì. Per quanto mi riguarda dopo due anni in cui nemmeno una vecchia analfabeta ha avuto pietà di me, sono fuggito in un più sereno ufficio legale aziendale dove mi occupo di diritto in modo serio ma con serenità e con un uno stipendio. Un po’ mi manca essere insultato alla stanza 80 al 6 piano dall’Operatore Giudiziario B2, mi manca il Riccardone, ma ora sono molto più felice e sano (fisicamente e mentalmente). Ex pratiante felice

  10. In effetti il post del 2004, copiato da BenjaminSiegel, non è di Duchesne, ma di un collega che è semplicemente un lettore di questo blog.

  11. Io direi di non abusare con le richieste sugli studi stranieri….

    E che è! E non se ne può più! E ogni due e tre salta fuori uno che chiede uno studio straniero…e qua stiamo per lavorare non per fare bisboccia…che diamine! e Perbacco!
    Perbacco e che diamine.

    Me ne vado a casa…oggi mezza giornata…

  12. Un dubbio epistemologico: ma la Falloni ha le tette che mutano? E con che logica? Salgono e scendono come le maree sotto l’influsso della luna o che altro?
    Altrimenti come si spiegherebbe quel: “Non so se hai visto che tette ha oggi”.
    Perché, ieri com’erano?

    Tette work in progress…

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