LA TEORIA DELL’ICEBERG

Quando un nuovo progetto sta per essere affidato al professionista serio, egli, in gergo tecnico, suole dire: “Sta entrando una nuova operazione”. Ecco, dire dove mi è entrata l’operazione su cui sto lavorando fa parte di un bagaglio di ironia che non credo di potermi permettere.

Nella stanza si è formato un capannello di umanità varia. La consumazione della cena costituisce ormai l’unico momento di socialità, ma non mi sento dell’umore giusto per partecipare attivamente.

Stasera è in voga il dileggio della concorrenza.

– “Io da GOP mi tengo ben lontano”.
– “GOP e pure Freshfields. Freshfields è morto. Mor-To.”
– “Oggi Beatrice, quella del tax, mi ha scritto tanti kiss. Me la faccio sicuro.”
– “E vogliamo parlare di Cleary? Facevano gli splendidi e ora…”
– “Tu guarda anche Bonelli. Dov’è la tanto celebrata qualità? Zero, finita, deleted”.
– “Guarda che Beatrice gioca, lo fa con tutti. E poi tanti kiss lo dici a un pechinese.”
– “Beh, da Clifford ormai anche gli uomini delle pulizie ne sanno di più degli avvocati”.
– “Ah ah ah, cattiva questa”.
– “Pechinese, va bene, ma con un trivellone così.”
– “No, sarei cattivo se parlassi di Allen&Overy”.
– “Poveri, quelli mi fanno quasi pena”.

E via così. Un assembramento di farneticanti professionisti. Mi arrivano parole come “fasti del passato” “crisi completa, crisi totale” “sono tutti in fuga” “non se l’incula più nessuno”. Ascolto in disparte, partecipo poco, ma sto attento a cogliere le indicazioni che potrei ricevere. Ascolto e cerco di capire quali siano gli studi migliori, più forti, più considerati dal mercato, più attivi. Soprattutto, però, cerco di capire, tra tanta irrisione, quali siano gli studi posizionati peggio, malmessi, quelli in crisi, senza grosse prospettive. Quelli senza lavoro. E’ lì che conto di inviare il mio curriculum. Mi sento senza stimoli, senza motivazioni, senza ambizioni. E la cosa sembra procurarmi sollievo.

Quando ero bambino, la maestra mi chiese: “Duchesnino, cosa vuoi fare da grande?”. Risposi: “Voglio comprare il Pirellone”. Ora, io davvero non so da dove mi è uscita una risposta del genere. Presumo sia stato il modo ingenuo con cui cercavo di concretizzare l’educazione ricevuta dai miei genitori, che mi hanno sempre spinto a non arrendermi, a combattere per ottenere il risultato inseguito, a rincorrere i sogni, anche quelli più grandi. Ci ripenso ora: sono le undici passate, sto mangiando una pizza fredda e sfoglio la sfida dei dodici mesi di Jennifer Rodriguez, commentando belle tette, belle tette, bel culo, belle tette, fino a Dicembre, con questo, tra l’altro, esaurendo la mia vita sentimentale delle ultime settimane. In sottofondo Giorgio racconta come il fatto di pensare ad un closing in cui ci si è dimenticati della procura lo aiuti a ritardare il coito. Cosa direbbe quel bambino se vedesse che il suo futuro si è materializzato così?

Alzo il telefono.

– “Pronto.”
– “Mamma.”
– “Duchesne, ma che ore sono? Tuo padre ed io stavamo già dormendo. Ci fa paura il telefono nella notte.”
– “Ti ricordi cosa risposi alla maestra. Cosa vuoi fare da grande?
– “Che tenero. Volevi comprare il Pirellone.”
– “Ecco. Io una stronzata del genere a sei anni non posso averla concepita.”
– “Duchesne, ma cosa stai dicendo?”
– “Tu e tuo marito mi avete rovinato.”
– “Ma Duchesne…”
– “Notte”.

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110 Pensieri su &Idquo;LA TEORIA DELL’ICEBERG

  1. Oddio ma c’è davvero tutta questa grande crisi nei grossi studi.
    Io sto in uno di quelli, da te non menzionato, e non mi sembra ci sia questo trend.
    Boh…

  2. Normale. Sei assolutamente normale, se è questo che vuoi accertare esorcizzando i tuoi pensieri buttandoli giù sul tuo blog. Tutti perdiamo gli stimoli ad un certo punto. E’ una fase, poi passa. Secondo me, anche se so che non te ne frega niente della mia opinione, ciò che più ti pesa è la mancanza di una vita sentimentale, un’alternativa alla tua esistenza lavorativa. Traspare leggendo fra le righe. Coraggio. Pensa che, anche se tu avessi una fidanzata, poi te ne lamenteresti, magari desiderando avere più libertà e accusandola di sottrarre tempo prezioso alla tua carriera. E’ assolutamente umano, lamentarsi di ciò che il destino ci ha riservato. Fatti un giro su qualche blog: “La vita è uno schifo”, “Il mio lavoro fa cagare”, “I fiori appassiscono al mio passaggio”, “Oggi il mondo ce l’ha su con me”… Siamo tutti fondamentalmente paranoici, e un po’ ci piace crogiolarci nelle nostre false angosce. Soprattutto se un sacco di gente ci legge, perchè adoriamo farci fare *pat* *pat* sulle spalle. Buona giornata! Sei troppo forte!

  3. Ma una causa dal giudice di pace può essere più interessante di un decreto ingiuntivo da 1 mil. di €.
    Il gioco è in sé bello, ma si rovina se viene misurato solo sul fatturato. La parcella serve per consentire all’avvocato di aver la provvista necessaria per continuare a giocare. Magari è una cazzata, ma, almeno per me, è un buon motivo per continuare a lavorare.

  4. Homo faber fortunae suae… Caro Duca, non sfogarti sulla tua povera mamma… Non te l’ha mica detto il dottore di fare l’avvocato… Che poi in quel mestiere ci sia qualcosa di satanico che risucchia l’anima, beh hai ragione…
    Forse ha ragione Will, una compagna non sarebbe male e sicuramente tu hai i numeri per trovarne una: se simpatico, hai una buona posizione lavorativa e suppongo tanti soldi. Non voglio parlar per luoghi comuni, ma ormai la gente ti ama non per quello che sei ma per la tua posizione (ne faccio continuamente esperienza).
    Ps la Regione Lombardia sta costruendo un nuovo grattacielo dove fare la nuova sedeed è probabile che venda il Pirellone… pensaci!!!

  5. neanche una parola su dieci giorni senza post?
    dopo un centinaio di commenti lasciati sul post precedente era il minimo…

  6. Pechinese… trivellone… Pirellone… Bene un freudiano avrebbe materiale a sufficienza per lavorarci sopra per almeno un decennio di sedute.
    By the way, tutti ci vogliono entrare e tutti ci vogliono uscire (dalle Law Firm)… credo che ci sia qualcosa che non funzioni.
    Scherzi a parte, all’estero nelle Law Firm danno la possibilità di cambiare dipartimento quando l’avvocato non carbura più bene in quello dove si trova, potrebbe essere un idea per trovare nuovi stimoli. Il problema è che in Italia non lo fanno fare quasi mai troppo impegno per i managing.

  7. Sono d’accordo con #1, è tutto molto normale, ancorchè secondo me la mancanza di rapporto sentimentale non c’entra una fava. Ho iniziato questa meravigliosa professione 16 anni fa e il nostro mondo è davvero cambiato. Prima la nostra professione aveva una dignità che si identificava con la capacità individuale, con il rispetto delle regole e con un certo distacco (un po’ snob) dal vil danaro. Oggi invece è veramente il vil danaro ciò che tutti cercano e vogliono. Ergo, l’inaridimento di una bellissima professione. Aggiungerei che ho anch’io qualche risentimento verso i miei. All’età di 12 anni infatti dicevo di volere fare l’avvocato. Anch’io non penso che questa idea mi sia venuta da solo, ma che me l’abbiano trivellata dentro. Mio padre voleva che i propri figli avessero un lavoro sicuro, poco ribelle e lucrativo. Quindi anch’io incolpo i miei ogni tanto. Ma sappiamo entrambi che è inutile vero ?
    Sempre un piacere leggerti.
    Avvocato Samoano

  8. Duchesne sei diventato il mio mito. Molto Anonymous Lawyer a cui immagino ti ispiri (ma non nel finale mi raccomando!).
    Secondo me sei da Mazziotti Segni.

    Ad ogni modo sei diventato un faro per molti di noi.

    L´umore di un avvocato d´affari muta come un aggiornamento di pagina di Repubblica online. Dal niente al notizione.

  9. Ribadisco: homo faber fortunae suae. In questo periodo di liberismo sfrenato la cosa meno usata è la libertà. Perchè? Perchè libertà = responsabilità, x cui meglio dar la colpa ai genitori, alla società, alla famiglia, alla povertà, al comunismo, al fascismo etc etc, così la colpa delle mie scelte errate non sarà mai mia… Certo, non nego che l’esterno sempre influisce però uno è sempre libero.
    Caro Avvocato Samoano concordo con te! Oramai tutti gli avvocazzi pensano solo ai soldi, al denaro, alla moneta, ai dollari e agli euro, non c’è più un’etica, una deontologia, niente. Solo una montagna di ipocrisia borghese. Ormai sono solo dei figli di….

  10. Incolpare i genitori per averti fatto il lavaggio del cervello e buttato al vento le tue capacità artistiche e creative che avrebbero reso la tua vita magari meno agiata ma sicuramente più divertente e stimolante? Tutto normale. Io lo faccio tutti i finesettimana, quando vado a trovare i miei che, sempre sorridenti, mi chiedono del lavoro con l’orgoglio di chi vede il proprio figlio occuparsi di questioni “importanti” e retribuito come neanche lui avrebbe immaginato ai tempi dell’università.. Scuoto la testa e ripeto: “voi non potete capire”.

  11. la frase dei sei anni non era il massimo, in effetti. a quell’età tutti vogliono fare il pompiere, il pilota degli aerei, il falegname. mica comprare “roba”. ma sei ancora in tempo per rifarti. dicci, ora: “che cosa vuoi fare da grande?”. bada che siamo tutti qui ad ascoltare

  12. help!!
    io ODIO lavorare in questa cavolo di azienda…non ce la faccio più!
    Odio revisionare i contratti redatti da ingegneri che a quanto pare non conoscono neppure la lingua italiana…figuriamoci la terminologia legale…! Mi sento una maestra che corregge i compiti dei bambiniii! Ma che sto facendo? chi sono?un revisore di bozze??? no…non è quello che volevo…non è quello che immaginavo…che sognavo…
    che faccio???passo in una law firm..?
    ammesso che dopo i vari colloqui che continuano a propormi…poi mi assumano!
    e poi…se è davvero l’inferno dantesco che mi voi descrivete con tanto sarcasmo? almeno quì…dalle 17 in poi sono libera di coltivare i miei interessi, le mie passioni…
    ma che schifo di facoltà ho scelto??

    ps: mi sono laureata appena 1anno e mezzo fa…

  13. Duch la soluzione ci sarebbe: compra un pechinese e portalo a sfogare i suoi umori attorno al Pirellone. Poi lascialo a Beatrice, lei di sicuro sapra’ cosa farci. Col pechinese, no col Pirellone.
    Seps

  14. C’e’ chi, sentendomi dire “mi e’partita un’operazione” si e’chiesto se mi fosse per caso saltata un’otturazione. Ammetto che la senzazione che mi da’ sfogliare un info memo (information memorandum per i non addetti) intonso e’, a distanza di anni, sempre goduriosa. Adoro questo limbo, quando tutto (il bello, ma in particolar modo il brutto) deve avere inizio. Quando arrivo alla pagina finale, quella con i nomi dei contatti degli advisors, mi ostino ad immaginare che al nome a destra corrisponda un banker d’assalto moro, con ciuffo sbarazzino su occhi ribelli, una collanina etnica che fa capolino sotto la solita camicia con le iniziali cifrate, mentre -al nome a sinistra- associo inevitabilmente un biondino dal sorriso aperto, mani delicate ed una giacca rosso ciliegia. In altre parole non mi sono mai ripresa dalla dicotomia Terence – Anthony. It goes without saying che, quando il sogno si stempera alla prima riunione, invece degli archetipi della mia infanzia mi trovo davanti le copie sputate di Renato Balestra e di Bruno Sacchi de “I ragazzi della Terza C”. Life is hard.

    Lady Windermere

  15. Ferma lì!!!! Almeno in azienda ti occupi di diritto, passando in una law firm (o anche in uno studio medio-piccolo) ti occuperesti di tutto meno che di diritto!!! Divenendo una moderna schiava….

  16. Grande Lady, condivido… l’ebbrezza del infomemo e del kick off…
    Solo che mettiti nei nostri panni che sappiamo pure che 98% dei partecipanti saranno dei simpatici banker e/o avvocati di controparte…

  17. Dimenticavo che la questione delle procure e del coito è geniale nella sua tragica verità, io qualche volta confesso di aver pensato ad email mai aperte ché contenenti verosimilmente frasi tipo “did you have time to look at x” o “when can we expect to receive x”…

  18. ma dai!! è una gag!!!
    se invece è vero considera di fare un bel regalo a tua madre per natale…pirellone a parte, una che ti risponde tutta dolce di notte e non ti manda a ca*are subito è una gran mamma!
    ps per essere un’alternativa degna alla carriera, il partner di un avvocato deve essere una persona speciale, che ti aspetta a casa fino a ore improbabili e non si incavola mai e che, infine, quando tu, lacerata dai rimorsi te ne esci con un “tu non mi meriti” ti dice “può essere, ma ormai ti ho sposata!” e si fa una risata.
    Come mio marito, insomma!
    (c’è un modo per disegnare la faccia con gli occhi a cuore?)
    c.

  19. condivido…tutto: a sei anni volevo fare “perrimeson”, ero innamorato di Iriza e mi stava pesantemente sulle p*lle Candy….mò chiamo mio babbo
    Plinsky

  20. Io sono tra quelli che “fanno davvero pena”… e mi faccio pena da solo…però mi rassicura che anche il mondo esterno mi veda così… Grazie

  21. per #16
    qualcosa contro le maestre???!!!!Che con tanta dedizione e pazienza ogni giorno correggono i compiti di 25 alunni almeno!E fosse solo qui…Se vuoi ti invito solo un giorno nella mia classe e vedrai che l’inferno dantesco non è solo lì….:)cieo!

  22. Alla domanda della mia maestra delle elementari “cosa vuoi fare da grande?”, quel bel fagotto pacioccone e spensierato che ero rispose “giocare al computer!”, ma poi mi corressero, spiegandomi che probabilmente quello che intendevo dire era “ingegnere informatico”. Così, solamente cambiando la definizione delle mie passioni, riuscirono a farmi perdere tutto l’amore per quello che mi piaceva sul serio.

    Ora faccio pratica in uno studio illegale, e non riesco proprio a comprenderne il perchè, dal momento che l’avvocato non l’ho mai voluto fare.

    Ho scelto la facoltà di legge tanto per fare, massì, tanto mi avrebbe aperto molte porte. (probabilmente quelli del “apre molte porte” sono gli stessi di “ingegnere informatico”).

    Però non mi hanno detto a quali porte si riferissero.

    Se mi chiedessero ora: “cosa vuoi fare da grande?”, risponderei: “il killer o la testa di cuoio”.

    Così, giusto per scaricare lo stress…

    Anonimo

  23. Non un’altra sera qui non un’altra sera qui non un’altra sera qui….

    A me piace fare l’avvocato, ma non così…no, non così…più tipo Azzeccagarbugli seicentesco. Cmq a chi chiedeva come fosse il diritto delle Samoa, rispondo che non è una cattiva idea: il mio progetto è di resistere almeno 3 anni qui da MARVEL DE CUIUS DIETAMAGRO e poi andare a fare lo stesso (c…o) di lavoro alle Cayman o alle Isole Vergini.
    Ti fai il mazzo tutta la settimana, ma il weekend stai ai caraibi… Tze, vedrete se non lo faccio!

    BRILLOGALLO

  24. Io all’epoca risposi che non avrei lavorato, ma che avrei fatto lavorare mio marito e mi sarei fatta mantenere da lui… adesso mi è un po’ più chiaro il motivo per cui la maestra si mise a ridere…

  25. Mia moglie ha sempre voluto fare l’infermiera…oggi è un’ottima fisioterapista che ha ceduto qualcosa ai propri sogni, ma non molto… nel complesso è più che soddisfattta.

    Quando le parlo di ambizione, orgoglio, autoaffermazione mi guarda sospettosa e non capisce (o simula di non capire)…Io sul momento penso che pecchi di superficialità, che si lasci vivere incosapevole come un girasole o un gattino….

    Poi però rifletto e capisco: il suo lasciarsi vivere è in realtà il vivere intensamente una vita che la rispecchia fino in fondo, da cui si sente appagata e che non abbisogna di altro; la mia ambizione ed il mio orgoglio, invece, altro non sono che la reazione di chi conduce una vita che non ha scelto e che vorrebbe riscattare (all’infinito) raggiungendo traguardi sempre nuovi, per sentirsi ristorato del prezzo che ha pagato e che paga quotidianamente.

    Tenemus cimam, superiora tendemus (tristemente)

  26. non ho mai avuto il desiderio di fare una certa cosa da grande.
    a scuola mi veniva tutto abbastanza bene. sono finita a fare l’avvocato. non in una low firm ma in un normale studio di provincia che ha molto lavoro. sono anche io stanca, senza stimoli: l’uomo è un animale sociale e non può realizzarsi solo nel lavoro. e la cosa più difficile sta nell’uscire dalla spirale del lavoro per riemergere alla vita “normale”. è il momento di scelte nuove (forse lo dico più per me che per te).
    cmq IN BOCCA AL LUPO

  27. questo post lascia l’amaro in bocca.
    vai a vivere al polo sud e apri un chiosco di cioccolata calda alla nocciola. ne guadagni in salute…. mi sa che è una vita che sei stressato e sotto pressione. se il polo nord nn ti piace, almeno prenditi una vacanza.
    ti stimo. Vlr.

  28. Io mi sono alzata da tavola incazzata dicendo: “Vado a cercarmi un’altra mamma e un altro papà”. Avevo tre anni, mi sono seduta sul ciglio della strada guardando lontano e facendo progetti.
    Così ora non posso incolpare nessuno. O quasi.

  29. Quanta amarezza negli ultimi post… Caro Duca sei ancora in tempo per riprenderti in mano la vita… Il lavoro, il dio lavoro, è diventata la religione del terzo millennio… Ma più che una religione è una schiavitù! Soprattutto nel mondo avvocatizio. Cmq dato il tono dei post credo che questo blog stia giungendo al termine, spero però di sbagliarmi.

  30. Beh, avere l’odore delle cronache di stefanoni è inquietante.
    Una volta tanto però, sono d’accordo con lui. Piuttosto che vedere finire questo meraviglioso blog, preferisco di gran lunga mai sapere chi sia Duchesne.
    p.s.: anche se duchesne potrebbe rintracciare facilmente l’identità di chi scrive grazie ai numeri IP 🙂

  31. Prima l’interrogativo era “chi ha ucciso laura palmer”, poi è stato “what is the matrix” ed ora… “chi è duchesne”

    Sempre Vostro Anonimo Numero 11

  32. Io sono con anonimo 56. Secondo me è semplicemente ironico, come lo era prima.
    Personamente continuo a pensare che sia contento, molto, del lavoro che fa, che si diverte un mondo a scrivere il blog (e un po’ se la ride sotto i baffi per i nostri commenti da psicologia d’accatto, questo in testa), che non si possa dedurre dai post che non ha una donna (e semmai un blog come questo è un’arma micidiale…).
    Semplicemente vede il nostro lavoro con intelligenza e distacco e stigmatizza tante nostre piccole o grandi nevrosi e debolezze. Se scrivesse il post descrivendosi in prima persona partecipe alle deliranti discussioni che ad esempio cita nel post di ieri risulterebbe forse meno “puro” a molti lettori. Ma non sono convinto che se nella realtà si fanno discorsi sugli altri studi tipo quelli che cita in questo post lui se ne tira sempre fuori con altero distacco, io me lo immagino che partecipa più o meno come gli altri; solo, ne coglie la dimensione surreale e con intelligenza non ne fa una questione di vita o di morte.
    In ogni caso questo blog è geniale. L’altro giorno un collega ha detto, di frotne ad un commento sul suo telefonino da 1000 euro con funzioni totalmente inutili o comunque inutilizzate, “sai, io quando compro elettronica mi rivolgo all’alta gamma”. Giuro che ha detto “alta gamma”. Mi è venuto in mente il post sull’ipod 300 giga con 40 canzoni, sulla cinta di pitone ecc.

  33. Homofaber, Stefanoni è un giornalista del Mondo (inserto del Corriere). Oggi nella sua rubrica parla del Duca chiedendosi “Chi è Duchesne?”

  34. ovviamente, anche lo stare a discutere su quanto Duchesne ami o odi il proprio lavoro è perfettamente inutile.

    non è così difficile cogliere il senso di questo blog e della sua ironia, come dimostra il commento sopra il mio.. e stupisce il fatto che sia necessario chiarirlo a chi ancora si ostina a chiedere a Duchesne perché non cambia lavoro o a chi si cimenta a “consolare” un uomo che non ha alcun bisogno di essere consolato o infine a chi, indefesso, sottolinea sempre quanta “tristezza” ci sia nei suoi post o nelle situazioni para-reali in essi descritte.

    forse è necessario dotare il blog di disclaimer tipo “parental advisory: explicit irony” oppure “nessun avvocato e/o praticante è stato ferito o torturato nella realizzazione di questo blog”.. perché sembra che in molti – fra crocerossine dell’ultimo minuto e amiconi dai consigli spassionati – ancora non abbiano ancora colto il senso di studioillegale.splinder.com.

    r.

  35. Macerie macerie…. Dai duchesne, è da un pò che mi aspettavo da te questo senso di rifiuto. Ma perchè? Il nostro piccolo piccolo mondo, con le sue certezze…. Per quanto può servire, io ho sempre voluto fare la paleontologa, ma in fondo non c’è una gran differenza: ti metti lì, esplori, analizzi e poi…. scopri il fossile. Nel nostro mestiere il fossile viene a galla prima sottoforma di dopobarbatissimo cliente e ti offre un sacco di elementi per depistarti e metterti alla prova. Comunque alla fine sono d’accordo: meglio fare il passeggiatore di pechinesi, coi cani si rimorchia un sacco, sai?

    GPquellavera

  36. errata corrige: “due post sopra il mio” (visto che anonimo #60 è intervenuto medio tempore).

    r.

  37. che c’è di male a voler comprare il pirellone a sei anni…!?la cosa triste è che,da quanto è dato di capire, non l’hai più comprato…!perchè,poi? rox

  38. Sono troppo stanca per leggere tutto…siete troppi e i molti anonimi,come al solito, non facilitano il compito. Cmq, ero passata per farti un saluto e vedere se c’era il mio amico Callipo.
    Ciao Cally, come va? ma lo sai che ho trovato il tuo nome al supermercato? Ho acquistato un vasetto di tonno alla nduja (piccantissima ovviamente) con il seguente marchio : Callipo. Quando l’ho visto son scoppiata a ridere e ho pensato che dovevo informarti…potresti sempre rivendicare i diritti d’autore ;)!
    Besos.

  39. Cianto Entina… no no, sono io che devo tutto al commendator Callipo…
    io mi chiamo così proprio per quella marca di tonno…
    te l’ho detto che voleva dire qualcosa e che il calippo non c’entra nulla…

  40. Dal tuo blog appare un senso di lamento corale che non ci azzecca per niente.

    Mi appare assai evidente che lavori per Bonelli. O comunque uno studio molto triste. O comunque uno studio dove ti sei fatto metti i piedi sopra. Si puo essere avvocati e avere il fine settimana libero e una vita sessuale che non si limita a pugnette davanti ai calendari.

    Non ti dico di cambiare vita, perche se non riesci a dire no a chi ti impone la nottata o il fine settimana, non hai certo la spina dorsale per cambiare vita. Ma seriamente cambia studio!!! Sei vecchi dentro.

  41. Numero 67 dal tuo commento invece si capisce che non hai capito veramente niente, e che non sai nulla di questa professione (dire di no alle nottate, salvare i week end), per cui prima di offendere con la tua psicologia da poveraccio dovresti almeno fare il piacere di approfondire le cose. DUca continua così

  42. Caro 67, temo che tu abbia sbagliato. Quello “io al mio capo je faccio un culo così” è quello accanto, appena uscito sulla destra. Se prosegui dritto, troverai anche il blog “avvocati a membro eretto”, dove potresti trovarti a tuo agio, lasciando perdere il branco di onanisti impenitenti e frustrati che popola il blog di Duchesne

  43. Caro r., forse invece “gli amiconi e le crocerossine” hanno capito lo spirito del blog meglio di te (che cmq distribuendo i tuoi giudizi a destra e a manca ti inserisci nella categoria amiconi) e si divertono anche a prendere sul serio. Personalmente rido molto leggendo questo blog, Saluti
    Ps
    Bentornata GP! A questo punto mi comprerò un cagnolno…

  44. Caro 68,
    La professione la conosco anche troppo bene.
    Sono un avvocato d’affari anche io (tante migliaia di euro, master all’estero, e tutto il resto).
    E (quasi) tutti i venerdì sera stacco la spina per due giorni. Se mi si dà una scandenza il lunedì mattina, comunico che sarò via per il fine settimana e se dunque posso consegnare il lunedì sera. E siccome non sono da Bonelli (ma in uno studio internazionale) e dunque i soci non sono “figli di” ma gente che si é fatta la propria strada da sola, allora capiscono (tranne le rare poche volte in cui vi é davvero unos scadenza e non é inventata).

  45. si nota tra l’altro che dei tuoi we liberi non sai che fartene visto che ieri pomeriggio scrivevi qua sopra e stamattina subito a rispondere…

  46. Non vi lamentate! pensate ai tanti (come me) che vorrebbero essere al vostro posto e che invece non possono! c’è sempre chi sta peggio…

  47. [Sarcastic Mode On] E’ proprio bello avere tanta gente che legge il proprio blog. Sei molto fortunato Duchesne! Ti invidio molto…[Sarcastic Mode Off]

    Coraggio…

  48. i ritmi sono uguali per tutti, ma ci sono persone che supinamente accettano i diktat dei soci (contratto entro le 9 del lunedì mattina) e persone con più personalità che sanno anche difendere la propria vita privata. Il fatto è che dopo una vita passata in ginocchio non si sa più stare in piedi….

  49. caro (onniscente) avvocato di studio internazionale che (i) non sta mai in ginocchio (magari però sta a 90), e (ii) al socio che gli chiede il lavoro entro il lunedì mattina lui risponde “te lo faccio per lunedì sera, perché questo weekend sono via” (un grandissimo, questa la adotterò anch’io), non so se nel tuo infinito acume (e preoccupante prosopopea, ma questa pare venga data in omaggio con il master all’estero) hai notato che i post di duchesne sono una PARODIA del nostro mestiere. Non c’è bisogno di dare a Duch lezioni di vita, o consigli particolari. Coraggio. tiemminnànz

  50. Caro 78,
    non occorre rispondere “te lo faccio per lunedì sera”, ma “sono via questo fine settimana, va bene ugualmente se consegno il lavoro per lunedì sera? Provaci una volta, non cascherà il mondo.
    Anche se dubito che uno che commenta un blog con i cliriani numeretti (i) e (ii), possa mai provarci..
    Con amicizia.

  51. Nella diatriba fra chi dice che Duchesne soffre e fa una brutta vita e coloro che dicono che Duchesne fa solo parodia, sono confusa.
    Le soluzioni sono due:
    1) Duchesne si inventa le storie del blog e allora fa parodia
    2) Duchesne non si inventa le storie del blog e allora — oggettivamente — non é felice.
    Delucidazioni?

  52. Gentile GP,
    mi sfuggono le ragioni della tua risposta in difesa di crocerossine ed amiconi (che di difesa non hanno bisogno in quanto non aver compreso lo spirito di un blog non è un’accusa, ma solo un fatto). Ovviamente non mi riferisco a chi dispensa consigli amiconi o chi si improvvisa crocerossina con lo stesso spirito ironico dei post di Duchesne: sarebbe una vera e propria considerazione fuori luogo la mia. Mi riferisco invece a chi ostenta vera e propria tristezza e/o vero e proprio disgusto nei confronti di un decadimento morale descritto in modo caricaturale.

    In effetti, non vedo come le mie considerazioni possano averti turbato (a meno che tu non rientri a pieno titolo nella categoria di cui sopra, ma questa è una cosa che non so.. confesso infatti di non essermi dato pena di esaminare tutti i tuoi post).. nè vedo come il mio “distribuire giudizi a destra e manca” (leggi: un post) possa inserirmi nella categoria degli amiconi.

    Ma spero con fiducia che tu possa chiarirmelo.

    r.

  53. Ciao GPquello vero, non vorrei dirlo, ma… ero in un closing….. Mi sembra che gli eventi raccontati da Duc siano presi da molti a pretesto per parlare di tutto e per sfogarsi. Sai che forse (purtroppo) è diventato troppo famoso?

    baci
    GPquellavera
    ps mi sono nickizzata ma non so come entrare.. da vera disabile informatica!

  54. 82, perchè dici “purtroppo”? tutti i numeri:nessuno di voi si è chiesto che fine ha fatto duchesne, che non scrive da un bel pezzo?

  55. Ah i closing… Grazie a Dio non so cosa sono!!! (anche se in questo blog se ne parla molto!!!) Beh nickizzarsi è molto semplice: quando “posti” troverai in basso a sinistra un scritta in piccolo con scritto “entra” cliccaci sopra e inserisci nick e password ti si aprirà la tua scheda personale. Chiudila e riclicca su lascia un commento e così puoi postare col nick.
    Forse è più semplice fare un closing… Cmq se qualcuno sa farlo + velocemente lo dica!
    Un abbracio, GP

  56. Trovo molto giusta l’osservazione del no. 76: a meno che non ti trovi a lavorare con un socio completamente folle e dispotico (il che’capita), c’e’ chi, tra noi, riesce a difendere abbastanza egregiamente la propria vita privata e chi invece ha paura anche di abbandonare 5 minuti una sala riunioni per fare pipi’. In sintesi: chi ha un minimo di palle riesce a mettere dei paletti (nei limiti del possibile: e’ovvio che se hai un closing lunedi’ mattina, e’un atteggiamento puramente suicida salutare nel primo pomeriggio del venerdi’ dicendo che hai un volo che ti aspetta), chi non le ha subisce in silenzio e passa le domeniche in Studio a dilettarsi in attivita’ altamente qualificanti quali l’assemblaggio di un DD Report. Per inciso, piu’delle volte la seconda categoria e’ quella che al di fuori delle mura dell’ufficio non ha famiglia/amici/interessi/amanti da coltivare, quindi il troppo lavoro diventa un alibi giustificativo di altre carenze. Sul tema “una domenica in Studio”, non per ergermi ad arbitra elegantiarum, ma.. mi spiegate perche’ voi omeni vi presentate sempre in tenute indecorose? Voglio dire: va bene che dev’essere una liberazione non dover indossare l’uniforme abito grigio/blu + cravatta, ma sotto i 30 anni sembra che stiate andando a un raduno di skaters, sopra i 40 comincia quella strana attitudine al colorato, meglio se pastello (che non si palesava da quando all’asilo indossavate il vostro grembiulino azzurro) che si estrinseca in jeans di colori improbabili che vanno dal rosa salmonato, all’arancio albicocca, sino al classico jeans rosso (che, abbinato a camicia azzurra e a polacca a fianco, fa davvero pappone al Nephenta). Sono certa che prima o poi vedro’ passare nei corridoi qualcuno ridotto all’ultimo stadio: 50 enne dotato di occhiale da sole con lenti azzurrate alla Briatore.

    Lady Windermere

  57. PS. Caro r. hai fatto bene a non leggere i miei post (significa che dai valore al tuo tempo e ciò è positivo). In ogni caso non sono nè un amicone, nè un compagnone nè una crocerossina, semplicemente sono un lettore di questo blog e mi diverto e comunque, non me ne voglia, della vita di Duchesne poco mi interessa. Semplicemente mi diverto a leggere i vari post e mi scoccia un po’ quando il solone di turno pontifica sugli altri. Insomma, r. duchesne non ha bisogno di amiconi, nè tantomeno di avvocati…

  58. approvo in toto quanto scritto da Lady Windermere. è tutto vero! i weekend in ufficio trasformano i costumi (rectius gli abiti) delle persone!
    Meglio tuttavia fare qualche domenica in studio che passare settimane in studi di provincia a fare la fame! beati voi!

  59. Caro 79, sono il 78 a cui hai risposto. Ringrazio del suggerimento e dell’amicizia. Immagino tu sia uno pieno di amici e molto ben voluto. Noto però che non hai risposto all’obiezione fondamentale del mio commento (non aver capito che Duch fa una PARODIA), forse implicitamente confermando la tua poca aderenza all’ironia (mi sei sembrato più portato per gli insulti e la denigrazione, senza naturalmente contare l’ottusa autolecebrazione) con il commento acido sui numerini romani – i cliriani numeretti – come li chiami tu (numeretti che sono stati da ma utilizzati, appunto, per PARODIARE)

  60. sono 76 aka bancario e come al solito mi trovo d’accordo con Lady, anche per quanto riguarda l’abbigliamento da weekend. Per quanto riguarda la mancanza di personalità, coloro che rimangono supini poi ben difficilmente riusciranno a fare carriera a meno che non riescano a fare solo i soci “gestori” perchè un avvocato d’affari deve avere personalità, sapersi imporre con il cliente e con la controparte. Certo un avvocato supino non offre grande senso di affidabilità e fiducia.

  61. Che bello! Qui si è trasformato lo spazio per i commenti in un forum! Che simpatica trovata… Che sia per questo che Duchesne non si fa più vedere? Ma se avete tutte queste cose da dire, perchè non aprite un blog? E’ gratis, sapete?…Un abbraccio a tutti!

  62. Sentiamo Will, qual è il modo corretto di commentare un post. Perchè se rispondi a qualcuno fai un forum e non va bene, se dai consigli sei un crocerossino, insomma come ci si deve comportare? Grato per la cortese attenzione che Ella vorrà accordarmi, Le porgo cordiali saluti

  63. Vorrei spendere poche parole a difesa del look da week end.

    Non siate cattiviti con il povero professionista che lavora il sabato pomeriggio (e magari anche la domenica).

    Egli ha bisogno di sentire almeno il profumo del week end…di dire a stesso “oggi non è come gli altri giorni, posso violare le forme, non rispondere al telefono, andare al bar per un cappucino senza guardare l’orologio”.

    In tale contesto esistenziale, si inseriscono il jeans informale, il maglioncino un pò consumato, le scarpe morbide….anche la barba non fatta (la si fa più tardi, che tanto e sabato e si esce, esauriti, ma si esce…!).

    Stravolgere le regole (anche se il risultato e lo stesso!) aiuta a sopportare la vertigine del lavoro festivo; vero è che lo si potrebbe fare senza mortificare il buon gusto, epperò anche quel “cattivo gusto” fa parte del profumo di libertà, dell’illusione di autodeterminazione; anche la camicia un pò fuori dai pantaloni aiuta a dire a te stesso : “oggi è sabato anche per me, è faccio un pò come caz…. mi pare”.

    Un pizzo di compassione. Please.

  64. io non so per quale motivo, quando ero piccola dicevo che da grande avrei vissuto in un monolocale a Milano, avrei fatto la giornalista di giorno e di notte avrei scritto libri, avrei mangiato sregolata cibi precotti e pizza fredda….
    gh io lo dicevo perchè volevo imitare gli eroi dei miei film preferiti. Ora ci son dentro fino al collo!!
    Però in fondo mi piace…almeno trovo ispirazione per i miei libri

  65. Grazie GP per la risposta. Hai ragione, suonano sempre antipatici quelli che pontificano.. Probabilmente, quando si spendono due parole per alcune considerazioni personali – peraltro per prendere una posizione in merito ad un già stantìo dibattito sul blog (-> “ma il buon Duchesne sarà felice o no”) e non tanto per sparare a zero su tutti – si viene facilmente presi per per soloni pontificatori. Ed ho capito col tempo che questo è vero soprattutto nei luoghi di discussione virtuali..
    Perciò ben venga la tua risposta a farmi ricordare quanto più saggio sia misurare le proprie considerazioni personali, per non sembrare quello che non si intende essere.

  66. Oh, io di solito sono una pontificatora compulsiva, che diamine ci ho aperto un blog apposta per non scassare le balle ai bipedi quelli che se vedono:))

    Però questo post era così caqrino così ben scritto:)
    E quindi non pontifico, saluto:))

    Zauberei

  67. Grande Concorso: inserisci e commenta la clausola più stupida che hai mai visto in un contratto.

    Verrà stilata una classifica delle migliori in assoluto. Al vincitore una foto su top legal.

    Coraggio, fatevi avanti!!

  68. Le parti si impegnano reciprocamente a comunicare tempestivamente ogni evento rilevante sulle sorti del contratto (interruzione delle prestazioni, momentanea situazione di insolvenza, trasferimento della propria attività, decesso delle parti contraenti….)…!!!

  69. facile: per Giorno Lavorativo si intende un giorno che non sia sabato e domenica in cui le banche sono aperte….qualcuno ha mai visto le banche aperte di sabato o domenica????

    – bancario –

  70. @ 103:
    Ci sono altri posti dove le banche sono aperte anche di sabato o domenica.
    Per es, in America lo sono di sabato.

  71. Duch sei troppo simpatico.
    e hai ragione su tutto.
    La gente è proprio stupida (basta leggere i commenti qui sotto….)

  72. DUCH, FINALMENTE DAI SEGNI DI VITA!!!! Ci STAVAMO CHIEDENDO CHE FINE AVESSI FATTO,NOI,MOMENTANEAMENTE ORFANI DEI TUOI POST……!!!!

  73. quanto interesse intorno a te,duc…ma, mi chiedo, se invece che la nevrotica e costipante giornata meneghina dell’avvocato d’assalto e di successo tu descrivessi la banale, monotona e piccoloborghese quotidianità di un vigile urbano,saresti comunque così appassionatamente letto?…

  74. sono 108 e aggiungo:ad ogni modo sei geniale.troppo per essere davvero un avvocato d’affari…

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