TI SEI DIVERTITO? (OVVERO L’ESAME DI AVVOCATO)

Nonostante quello che si può pensare, io non sono nato Avvocato. Ero uno qualunque prima che il superamento di un esame mi elevasse a un rango tale per cui la gente sbadiglia quando dico di cosa mi occupo.

Dicevo. Ho superato un esame per essere quello che sono. Io, che vivo la mia vita professionale come un totano nella rete, ho superato un esame per essere quello che sono. Lo ripeto perché mi sembra molto divertente.

Ed è questa la caratteristica principale dell’esame d’avvocato. E’ una delle cose più divertenti che possa capitare di fare. Scherzi, lazzi, giochi, burle. In una parola, un gran divertimento.

Come ogni esame che si rispetti, l’esame d’avvocato è diviso in due fasi: lo scritto e l’orale. E questo sembra quasi banale. Ma sarebbe un errore pensarlo, perché, a differenza di ingegneri, architetti o altri professionisti poco spiritosi, la cosa divertente del nostro esame è che tra i due momenti – scritto e orale – può passare anche un anno.

Un anno.

Ci pensano le commissioni d’esame a creare la giusta suspence, rilasciando i risultati dopo sei/sette mesi dallo svolgimento delle prove, con il popolo dei candidati che, al rullare dei tamburi, dice “oooooooooOoOoOOOOOOOHHH”. E sembra proprio di stare allo stadio prima di un rigore. Un rigore con una rincorsa di sette mesi. Spassosissimo. E, per quelli che ce l’hanno fatta a fare centro, una media di altri tre/quattro mesi prima di sostenere l’orale. Col risultato di un esame che, come un bellissimo e lunghissimo gioco, occupa un anno di vita. Questo io lo trovo assolutamente divertente, perché permette di assaporare mille sensazioni (tra cui, l’ansia, l’agitazione, l’angoscia, l’amarezza, la demoralizzazione, ecc.) e di sentirsi gioiosamente parte di un felice meccanismo di selezione. Per alcuni colleghi, poi, è tutto ancora più divertente. Siccome può capitare che l’iter si prolunghi oltre l’anno senza che siano riusciti a sostenere l’esame orale, sono costretti, in attesa dell’orale, a rifare l’esame scritto nonostante l’abbiano già passato l’anno prima. E’ uno scherzo bellissimo. E loro si divertono molto, essendo persone che sanno stare al gioco. Certo, alcuni, all’inizio, si arrabbiano un po’, sostenendo che il Consiglio nazionale forense si disinteressa della dignità o della sorte dei suoi futuri appartenenti. Ma poi lo capiscono subito che è solo un bellissimo scherzo. Anzi, io credo che il Consiglio semplicemente voglia che il candidato arrivi al titolo con gradualità. Il successo, quando è improvviso, può dare alla testa. E poi si diventa presuntuosi. E non ci si diverte più.

Oggi, è cominciato l’esame scritto.

Dura tre giorni. Tre giorni per tre elaborati: un parere in materia civile, un parere in materia penale e un atto su una materia a scelta (civile, penale, amministrativo). A questo punto, in maniera molto superficiale, ci si potrebbe chiedere: io che mi occupo di fusioni e acquisizioni societarie, perché devo svolgere un tema d’esame su Caia, vicina di Tizio, che sbatte i tappeti fuori dalla finestra? Ha Tizio diritto a un risarcimento per il danneggiamento del cortile? E se Caia compie l’azione di pulitura del tappeto tutta nuda, ci sono profili per riconoscere la legittimità del gesto? Di più, sempre ingenuamente, si potrebbe notare che un chirurgo non è tenuto a saper curare una carie o un cardiologo a saper togliere le emorroidi. E allora perché l’avvocato deve provare di conoscere la disciplina del matrimonio e quella del tentato omicidio, la contrattualistica e il diritto condominiale, l’infanticidio e il contratto di locazione? Ma questo, come si diceva, è tutto frutto di ingenuità. E l’Ordine degli Avvocati non risponde all’ingenuità. E poi, finché il cliente paga, queste sono quisquilie di cui possiamo anche non tenere conto.

Il fatto è che si fanno tre prove scritte per divertirsi. Presentarsi per tre giorni in un capannone dove solitamente tengono la fiera del ciclo e motociclo, insieme ad altri 3000 ragazzi, stipati in banchetti di 40×80, dalla mattina alle 8.00, per uscirne solo intorno alle 19.00, è qualcosa di molto divertente. Sembra un po’ di stare in colonia. Si mangiano i panini fatti in casa, ci si ritrova nei bagni per parlare, si fanno tante amicizie. E, proprio come in colonia, alle volte viene da piangere, con la malinconia della mamma. Ma è solo un attimo e poi si torna tutti a ridere felici.

Purtroppo, però, si sentono dire tante cattiverie.

In particolare, è facile sentire tanta gente che non sa stare allo scherzo dire una certa parola e fare la faccia di chi ha capito tutto. La parola in questione è Catanzaro.

Catanzaro per un avvocato non è solo il capoluogo della Calabria. Catanzaro è un simbolo. Catanzaro è la Mecca del praticante avvocato. A Catanzaro, nel 1997, avvenne qualcosa di molto bello. I commissari d’esame, la mattina di una delle prove, entrarono con un foglio in mano e dissero: “Ora fate attenzione perché non ripeteremo”. E cominciarono a dettare la soluzione del compito. Pensate quante risate si sono fatti quando il 98% dei candidati ha passato l’esame, mentre nella maggior parte del resto d’Italia le teste dei candidati cadevano impietosamente (con percentuali tra il 10 e il 30% di promossi). Furono in 6 su 2.301 a non copiare. Naturalmente furono i meno spiritosi. Perché quando si scherza, è importante fare gruppo. Poi successe che qualche malvolente magistrato mise in piedi un’inchiesta, ma si scoprì presto che anche quello era solo un gioco e all’esito del processo si è festeggiata una prescrizione da tutti attesa e felicemente accolta. In fondo a Catanzaro quella era la tradizione. E, ancora più in fondo, si stava solo giocando. Chi non ha mai sbirciato le carte di quello andato al bagno? Chi non s’è mai aggiunto delle armate sulla Kamchatka mentre gli altri erano distratti? Chi non ha mai mosso un pochino il maglione per stringere la porta quando giocava a calcio ai giardinetti?

Il legislatore, tuttavia, in quel caso se ne ebbe un po’ a male ed orchestrò una soluzione. Oggi, per evitare ingiustizie, si procede così: da ogni sede d’esame, partono alcuni tir che portano i compiti svolti, per esempio, a Roma e li fanno correggere a, per esempio, Bologna. E’ un po’ come se a scuola, invece di mantenere la disciplina durante un compito, si lasciassero gli studenti a fare quello che gli pare e poi si prendessero i temi e si facessero correggere alla professoressa del piano di sotto. E’ evidente che è tutto uno scherzo. Uno scherzo ancora più gustoso se si pensa a quanto può essere professionalmente importante questo esame per un ragazzo che impiega un paio di anni per potervi accedere.

Come si vede, le premesse per divertirsi ci sono tutte.

Ah… quanti ricordi che ho anche io del mio esame.

Ricordo che, alla vigilia, ho dovuto presentarmi insieme a tutti gli altri candidati, con un trolley pieno di codici e una catena, presso la sede della Fiera Campionaria. Dopo cinque ore di coda, ho potuto raggiungere il mio banco all’interno di un enorme capannone e lì ho legato il bagaglio. I candidati, infatti, devono portare all’esame il proprio materiale di consultazione. I commissari d’esame, furbi come lepri marzoline, pretendono, però, di controllare tale materiale affinché nessun furbacchione introduca libri non autorizzati e/o bigliettini e/o note e/o appunti. E allora si deve passare in mezzo a una serie di controlli di questo manipolo di giovani e meno giovani professori/magistrati/avvocati che giocano al sergente controllore, per vedersi approvati i propri codici. Ogni codice ha più di 5.000 pagine. Ogni candidato ha almeno 4 codici. 3.000 i candidati. Che fanno 60.000.000 di pagine da controllare. A rifletterci ora, a mente fredda, sono stato fin troppo pessimista, visto che avevo infilato gli appunti nei calzini. Quello che non ci stava nei calzini, comunque, l’avevo messo in una tasca del trolley che non è stata aperta. Tutto questo avviene il giorno prima dell’inizio dell’esame, quando il candidato è in quello stato d’animo di contagiosa gioia che anima chiunque alla vigilia di una prova e lo spinge a riversarsi in piazza. Chi di noi ha bisogno di concentrarsi, studiare e/o rilassarsi? A noi piace fare una coda di ore, nella Milano di dicembre, per farci perquisire come terroristi legali. E anche tutto questo contribuisce al divertimento.

E poi cominciò l’esame vero e proprio.

Gli epici tre giorni.

Ma quello che ivi avvenne – tra commissari compiacenti, errori nella dettatura dei temi d’esame, carabinieri che sorvegliavano i cessi, tentativi di rimorchio, svenimenti, acrobatici suggerimenti, scene isteriche, allarmi in funzione per ore, ecc. – non lo posso raccontare. Fa parte di quei ricordi personali che noi ex praticanti serbiamo nel cuore tra le cose più care e per i quali non esistono parole.

(Dedicato a N. che ha fatto l’esame sette volte. Poi l’ha passato. E la moglie l’ha lasciato.)

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145 Pensieri su &Idquo;TI SEI DIVERTITO? (OVVERO L’ESAME DI AVVOCATO)

  1. Come Praticante Illegale non posso che confermare che le cose funzionano esattamente così, oggi come ieri, se non che si è in 4000 e non tremila e si va alla fiera a Rho che con la nebbia di stamani alle 8 era davvero inquietante….

    Mi preparo per la terribile seconda giornata.

    Un saluto “gioioso”,

    L’esaminando Praticante Illegale

    P.S bisogna anche sapere di successioni per passare l’esame ecco la traccia di quest anno, come di dice “ a buon intenditor poche parole” oppure, anche, “fate vobis”. Buona lettura

    “Tizio, vedovo, il 10.01.1996, muore lasciando testamento olografo, pubblicato il 20.03.1997, nel quale dispone dell’intero suo patrimonio in favore della badante Venia, in segno di riconoscenza per averlo accudito con affetto e premura durante gli ultimi anni della propria vita, evitando volontariamente di istituire eredi i suoi tre figli, Caio, Sempronio e Filano.
    Venia, che precedentemente alla pubblicazione del testamento, era tornata nel suo paese di origine, al ritorno in Italia, a tre anni dalla morte di Tizio e, venuta a conoscenza del lascito in suo favore, accetta l’eredità devolutale.
    Il 20.06.2007, Caio, che sta affrontando delle difficoltà finanziarie, decide di promuovere azione di riduzione nei confronti di Venia.
    I suoi fratelli, invece, nel rispetto della memoria del genitore deceduto, decidono di non seguire il suo esempio, e rinunciano all’azione di riduzione.
    Successivamente Venia viene pertanto convocata, con atto notificato il 20.09.2007, di fronte al tribunale competente con la richiesta di Caio di procedere a riduzione della disposizione in suo favore, con attribuzione della quota di legittima pari ai 2/3 dell’asse ereditario, per accrescimento della quota ex art. 522 c.c. o in via subordinata alla metà dell’eredità, ai sensi e per l’effetto dell’art. 537 comma 1 c.c..
    Venia dunque si rivolge a un legale di fiducia per conoscere di quali mezzi dispone, per tutelare le proprie spettanze.
    Premessi brevi cenni sull’azione di riduzione, il candidato, assunte le vesti del legale di Venia, rediga motivato parere evidenziando le problematiche relative alle conseguenze della rinunzia all’azione di riduzione e alla prescrizione dei termini per proporre suddetta azione”

  2. Cxxxo, avevo rimosso dalla memoria il “premessi brevi cenni …”. In bocca al lupo a tutti coloro che si stanno sottoponendo all’immane tortura (rectius, al grande scherzo)

  3. Tutto vero, o quasi.

    Ma si potrebbe anche dire “c’est la vie” o, come dicono i simpatici investment b(w)ankers della city “tough life”. Piuttosto verrebbe da chiedersi dove trovi il tempo per tenere aggiornato il tuo blog. E soprattutto, perchè lo fai? Da come scrivi si capisce che non lo fai “per te stesso”, come un adolescente che scrive il suo diario segreto – e d’altra parte cosa c’è di meno segreto di un blog? Allora verrebbe da pensare che lo fai per aiutarci a vedere le cose nella giusta prospettiva (ma queste cose non le sapevamo già?), o forse per dare un senso alla tua vita, visto che la nostra vita un senso non ce l’ha… Oppure, a pensar male – che si fa peccato, ma spesso ci si azzecca – perché sei uno scrittore mancato, o perché non hai ottenuto quello che avresti voluto, e allora la butti sul qualunquismo e sull’autoironia, che è poi rivolta a tutti noi. In fondo sei diventato una celebrity del nostro club di onanisti autoreferenziali e qui sei riuscito a conquistarti quello spazio che, forse, non sei riuscito a conquistarti altrove. Scherzo, Duchesne. Il nostro club sarebbe più grigio senza tuo blog, e di questo ti siamo grati, a prescindere dal resto.

    Eppure non riesco a fare a meno di pensare alla funzione sociale dell’ironia. E tu, che hai questo dono, dovresti ricordarti la regola dell’uomo ragno: da un grande potere deriva una grande responsabilità. Allora, ecco, potresti usare la tua sprezzanza per la nostra speranza, cominciando proprio dall’acquario, dove ci sono i pesciolini che ancora pensano che essere lì sia un privilegio, come in fondo è (rispetto alla miniera, si intende). E i pesci pagliaccio possono fare grandi cose per i pesciolini, si sa. Ma per far questo l’acquario non può più essere il luogo dove i pesciolini nuotano solo per compiacere il megadirettore Cobram. Forse assomigliano più a girini che si affannano per diventare rane e, se baciati, re. E per far questo è bene che le rane imparino non farsi pungere dagli scorpioni, a costo di annegare tutti assieme.

    Tutto questo per proporti il tema di uno dei tuoi prossimi post, oltre al gossip e alla leggerezza di sempre.

  4. il ricordo più vivido del mio esame di avvocato è stata a coda alle 6 di mattina con un freddo becco in corso di porta vittoria (si faceva ancora a palazzo di giustizia) per accaparrarsi i posti migliori. Il tipo in testa alla coda ad un certo punto è svenuto e quello immediatamente dietro si è girato verso la coda in stolida attesa e ha gridato: “c’è un medico qui????”
    …………
    P.S: il tipo svenuto poi si è rimesso e, di fronte ai portantini dell’ambulanza (che qualcuno aveva chiamato nel frattempo), ha poi negato di essersi mai sentito male
    Non so chi fosse, eravamo in 1500.Spero abbia passato l’esame.

  5. Sono commosso!
    L’esame di avvocato è un esperienza che per quanto si tenti di descriverla nessuno potrà mai capirla senon la prova sulla sua pelle.
    La mia prima volta, il primo giorno, tornai a casa alle 9 pm, mio padre credeva che me ne fossi andato in giro dopo l’esame enon voleva credere che fosse possibile che fosse durato così tanto.
    Ma la cosa più bella è quando le persone dopo ti chiedono “come è andata?” come se fosse logico potere fare delle previsioni come un qualsiasi altro esame.
    Un abbraccio a tutti quei praticanti che pieni di fiducia non sanno ancora che dopo la vita sarà ancora peggio.

    Lexap

    P.S.
    I tempi sono cambiati e non si usano più i fogliettini per copiare, internet ha influenzato anche l’esame infatti è pieno di forum che intorno alle 12 hanno già fornito la soluzione alle tracce che verranno copiate dai tencologici aspriranti avvocati.

  6. Commento un po’ generale, sollecitato da post vari di questi giorni.
    Essere praticante in uno studio illegale è un privilegio rispetto alla media dei coetanei (per favore lasciamo stare le miniere, paragone che anche se fatto a contrario è offensivo per chi ci scende tutti i giorni).
    Mi pare lo dimostri un dato semplice semplice che si dimentica troppo spesso: nessuno obbliga i pesciolini a restare lì. Basta andare in uno studio tradizionale, fare un concorso pubblico (Notaio, magistrato, segretario comunale, ufficiale giudiziario, Banca d’Italia, Consob, Isvap, Covip, Ministeri, scuola superiore della P.A.), entrare in una società, prendere l’abilitazione per insegnare diritto a ragioneria, il mondo è pieno di opportunità per un laureato in giurisprudenza. Dici che in uno studio tradizionale non ti pagano? Che per diventare non dico notaio, ma anche coadiutore della Consob, ci vogliono anni a studiare? Che dire “lavoro allo sportello del Banco Popolare, agenzia n. 11”, non suona così fico come “faccio M&A da BEP”?
    Scusatemi, ma io sono solidale con chi campa (transitivo, alla siciliana) famiglie a 1000 euro al mese e non ha alternative reali, lo sono un po’ meno con chi avendo preso 110 e lode ed essendo stato chiamato da BEP o simili pensava di andare a strutturare la fusione Intesa Sanpaolo e scopre che per arrivare lì (e guadagnare quello che si guadagna) tocca, ma guarda un po’, faticare.

  7. Quando facevo gli scritti per M….icina&Ch….urgia mettevo sempre la gonna. Le colleghe pensavano cercassi di distrarre il prof. Povere illuse. Avevo il foglietto sotto i collant. Il bello di essere donne.

  8. L’esame…è con nostalgia che ripenso a quelle scherzose e fulgide mattine bresciane, dove tra frizzi e lazzi, in mezzo a tanti amici e amiche, trascorrevo beato le mie ore giovanili. Quanta gioia, quanta armonia, tra noi giovani ed i commissari, ciascuno dei quali (erano una ventina) per ogni singola questione giuridica proponevano venti soluzioni possibili ( assolutamente antitetiche le une con le atre): ah il pluralismo!!! E come cancellare il ricordo dei bagni, elevati al rango di “foro cloaca” , dove dotte disquisizioni giuridiche cedevano il posto a risate e battute, ed ai conciliabili più strani e variegati, così come strana e variegata è l’umanità del mondo.
    Ah…che sospiri…beata gioventù.

  9. Quando ho fatto l’esame io, dietro di me c’era uno che era l’undicesima volta che faceva l’esame. Quando gli ho chiesto perchè continuava a farlo, mi ha risposto “c’ho una moje e un fijo che devono magnà”. Poi mi ha spiegato che si occupava dei permessi di soggiorno per extracomunitari, prevalentemente, nel suo caso, trans brasiliani e colombiani. Mi spiegò che aveva creato questo filone perchè una notte fu chiamato nell’ambito del patrocinio gratuito a difendere alcuni trans brasiliani che erano stati coinvolti in una rissa…e da lì i clienti sono piovuti. Alla fine ha messo su uno studio con due avvocati, che firmavano gli atti al posto uso e una segretaria.
    All’esame è stato bocciato per l’undicesima volta. Non so se lo abbia mai passato.

    monkeylawyer

  10. Io non lo so. Ma questo post, come una bustina di te nell’acqua calda, mi sta diffondendo una tristezza senza aggettivi.. Poveri ragazzi! Ci sono passata anch’io, a Roma niente trolley: codici nudi consegnati il giorno prima e perquisizioni della polizia penitenziaria il giorno dopo. Uno fu trovato a copiare (un parere già scritto) e la commissione venne commissariata. A maggio sapevo di aver passato lo scritto, insieme ad altri 679 (su 3.500).
    Effettivamente, però, ci fecero divertire: l’orale fu sostenuto il novembre successivo. Ricordo che nella sala c’era anche Pietro Mennea (proprio lui) che, nonostante il gran tifo di tutti, non passò nemmeno quella volta (dedicato al tuo amico lasciato dalla moglie).
    Che sistema barbaro. Poi se superi tutto fai il giuramento e lì è un altro divertentissimo scherzo: giuriamo di difendere i clienti? I sani principi del diritto? Le basi della vita civile? No giuriamo di fare sempre i “superiori interessi della nazione”…. Quindi nulla, un piffero di giuramento …. EVVVVVAIIII!

    GPquellavera

  11. Da quando dire “faccio M&A da BEP” suona fico? Anonimo #6, sei come il giapponese rimasto nella giungla armato di tutto punto pronto ad affrontare il nemico ma che non è stato informato che la seconda guerra mondiale è finita da più di 50 anni! E’ ormai da un sacco di tempo che il passante medio quando sente qualcuno dire “faccio M&A da BEP” o non capisce di cosa si tratti (se è un outsider) o ha la certezza che quell’avvocato “non sappia fare un cazzo” (se è un insider – cfr. mitico post di Duchesne “Ma Tu Che Lavoro Fai”). A parte gli scherzi (mica tanto), grazie Duch per il bellissimo post. A me nella famigerata 3 giorni di follia organizzativa del mio scritto i custodies – dopo aver controllato le 60.000 pagine dei miei codici intonsi – mi lasciarono entrare in aula (e in bagno) con un Simone di diritto privato intero nella amplissima tasca interna del Woolridge (ve lo ricordate il Woolridge?). Un in bocca al lupo a tutti i lupacchiotti.

  12. Ciaooo!!!!

    Io ho fatto l’esame scritto a Catanzaro nel 1998 e mi ricordo bene che oltre a noi, 2500, circa, che sostenevamo l’esame per la prima volta, c’erano anche tutti coloro che avevano sostenuto l’esame l’anno prima e che, mogi mogi, hanno dovuto ripeterlo…
    🙂

    In ogni caso: grande la Calabria!!!!

    Se all’epoca non avessi fatto il quarto semestre di pratica nella stupenda cittadina di Paola e poi l’esame a Catanzaro (superato al primo tentativo) forse a quest’ora sarei ancora a Torino a provare l’esame con i capelli già un po’ bianchi……

    In bocca al lupo a tutti i praticanti!!!

    🙂

  13. Ammetto che ogni volta, a dicembre, in concomitanza con l’inizio degli scritti dell’esame d’avvocato, penso ai poverini rinchiusi in quella 72 ore di girone dantesco un po’ come quando indugio davanti al camino sorseggiando un the caldo mentre fuori fa freddo e piove che Dio la manda. Eh gia’, perche’ io HO GIA’ DATO. E, soprattutto, qualche Santo del Paradiso o nume tutelare o piu’ prosaicamente una sana botta di culo hanno fatto si’ che non dovessi ripetere l’esperienza una seconda volta, lanciandomi nell’empireo degli avvocati at the very first shot (ognuno ha le sue fortune: forse avrei preferito ricevere in dono una taglia 38, di quelle “mi strafogo di quello che mi pare che tanto non ingrasso”, ma e’ andata cosi’..).
    L’avventura dell’esame mi ha segnata davvero poco: nelle giornate degli scritti solevo sfamarmi con le mie merendine preferite (Flauti del Mulino Bianco alla frutta: a pensarci, che sia per quello che la taglia 38 me la posso scordare?). Ecco, adesso solo adocchiare una confezione di Flauti al supermercato mi fa invertire la direzione del carrello perche’, se ne sento inavvertitamente il profumo, mi viene da vomitare.
    Nonostante lo stress dello scritto stia a quello della preparazione dell’orale in proporzione 1/ 8 volevo fare un mega in bocca al lupo a tutti i praticanti (illegali e non) che si stanno cimentando nell’impresa.

    Lady Windermere

  14. Che ricordi! Ad una tizia incinta chiesero di sollevare il maglione e scoprirono appunti in gran quantità al posto del feto.

    Ti sei dimenticato di precisare che alla fine della prima dettatura si verifica la corsa ai bagni, dai quali promana, dopo un paio d’ore, uno spiccato profumo di canna…

  15. Io ho deciso che non sono abbastanza abile per la mia professione, e di soldi all’Ordine, basta così.

  16. esame scritto dicembre 2005
    esame orale 18 aprile 2007
    porto ancora i segni visibili (5 kg in più) e invisibili (incubi notturni e momenti di isteria acuta di difficile gestione) di questa parentesi di divertimento puro nella mia vita lavorativa.
    in bocca al lupo ai tutti!!

  17. Ehi Duchesne, sei contento del successo che sta avendo il tuo blog? Partendo da zero, in pochi mesi, sei arrivato decine (centinaia?) di post al giorno, da parte di pochi fedelissimi (quanti? non credo più di 100)… Non male per un esordiente. A questo punto mi sa che ti tocca fare come dice Anonimo #3: perchè non sfrutti il tuo successo per renderci un servizio utile? Nello studio illegale in cui lavoravo in ammerega usavano tutti The Vault (www.vault.com), che è nato proprio da un blog come il tuo. La leggenda narra che grazie un post di Vault Clifford Chance (il più grande studio illegale del mondo) sia stato costretto a fare una profonda riforma (http://www.averyindex.com/clifford_chance_memo.php). E chissà, magari il suo fondatore è diventato miliardario (di dollari) e schiavizza suoi ex colleghi nelle SUE operazioni di M&A…

  18. ma quindi dite che qui posso parlare del mio esame a naples (scritto 2001…orale 2003) senza sentirmi dire che sono una “forum shopper” (ebbene sì, pare che alcuni non sappiano cos’è…)??? MITICO!
    scherzi a parte, i sei giorni (sì, ho fatto anche quello che viene pomposamente chiamato “scritto cautelativo”, al quale credo di essere stata segata,peraltro) di esame sono stati stancanti ma davvero belli. giuro!
    serbo ricordi intoccabili del tizio di fianco a me che mi mangiò TUTTO quello che avevo finchè scrivevo, per poi impormi di dettargli il mio compito. o il ricordo della tizia che controllava che non si copiasse, la quale, giunta in bagno per un’urgenza improrogabile ci urlò:”ma lasciate il bagno a chi deve pisciare (sic!) e leggeteli fuori gli appunti!”. O ancora, il ricordo delle nottate tra l’uno e l’altro scritto passate nella hall dell’albergo a fumare l’impossibile, cazzeggiando.
    E come dimenticare il mio amico (divenuto amico in seguito) torinese che, alla mia osservazione: “mi ha detto il portiere dell’albergo che c’è un coglione che si fa svegliare alle quattro di notte per andare a fare la fila fuori dalla Fiera !!!” mi disse solo “sono io”, senza mandarmi a kakà?
    che tempi, ragazzi che tempi….
    c.

  19. mio marito, in questo momento, è rinchiuso con altri 2600 a redigere il parere penale.

    ma giuro che anche se supera l’esame non lo lascio.

  20. Non è che lo stiamo mitizzando un po’ troppo, quest’Esame?
    In fondo non è poi così difficile prepararlo, e, diciamolo, nemmeno passarlo.
    (non lo è per il prestigious business lawyer di una prestigious law firm, che solitamente era bravo a scuola)
    (ok, lo so, a volte la bravura non c’entra una mazza)
    (e non è detto che proprio tutti tutti tutti fossero bravi a scuola)
    (sorry)
    (l’Esame è difficilissimo)
    I nostri veri miti sono altri.
    – l’email delle 7.47 del venerdì sera “vi saremmo molto grati se poteste [no, scriverebbe “potreste”] farci avere una prima risposta per lunedì mattina”;
    – “è una cosa semplice semplice, in un’oretta te la cavi, mi raccomando l’email di risposta massimo due paragrafetti concisi” – e tre giorni e due notti dopo sei ancora lì a rifinire la quattordicesima versione di quel c***o di parere di 12 pagine in inglese tecnicissimo, con la variante dell’ultimo minuto “ora che ci penso facciamo anche una traduzione rapida rapida in italiano per il sieffò della controllata…”;
    – “ho un problema serio col computer stavo scrivendo una cosa era almeno un’ora che non salvavo ti prego dimmi che si può recuperare ti prego” “hai provato a spegnere e riaccendere il computer?”
    – “ma è ovvio che i giorni di ferie non utilizzati nell’anno li puoi recuperare entro il primo semestre dell’anno successivo…”.

    Le merendine. Le merendine di quando ero bambino. Non torneranno più.
    K

  21. K, nel post non si dice nulla sulla difficoltà di passarlo o prepararlo. Si parla di tutto un sistema incredibile che calpesta ogni ragionevolezza (si è mai visto un altro paese al mondo che ti fa rifare un esame che hai passato? o in cui si fa il trasporto dei compiti sul presupposto che non puoi fidarti delle stesse commissioni d’esame?). Questo è il punto che si affronta, come al solito con ironia

  22. Anche io ho il mio ricordo.
    Avevo sostenuto da alcuni mesi il concorso in magistratura per il quale avevo investito molto tempo e preziose energie.
    L’esame da avvocato era solo un sistema per ammazzare la noia nell’attesa dei risultati del concorso in magistratura (nei quali confidavo oltre ogni dignitosa ragionevolezza…).
    Mi sono seduto al mio banchetto senza alcuna tensione, nè la benchè minima intenzione di cogliere il risultato finale, come se fosse una tappa necessitata, un piccolo fastidio che il senso del dovere ti spinge ad affrontare anche se la tua vita sarà ben diversa.
    E poi…
    poi tutto è stato diverso: non ho superato il concorso in magistratura, epperò mi sono ritrovato miracolosamente per le mani il titolo di avvocato..bizzarra la vita…davvero bizzarra.
    Da allora sono passati alcuni anni ed oggi, come per magia, sono un avvocato con alcuni anni di esperienza alla spalle e molta strada da percorrere.
    Chi lo avrebbe mai detto che in quelle giornate seduto al banchetto avrei scritto il mio destino ed il mio (inatteso) futuro!
    Busillis.
    Comunque confermo…tutto molto divertente!!

  23. L’ironia l’avevo colta. Diciamo che trasuda in gran copia da tutto il post (e da alcuni commenti).
    Il mio punto, sommessamente, era proprio questo: la vale, l’Esame, tutta questa ironia? Non rischiamo di mitizzare troppo un evento che, al più, meriterebbe del gran sarcasmo?
    AH, ma eccolo il punto, allora. L’ho trovato. Quello del Duke era sarcasmo. Non ironia.
    Viva il Duke. L’ironia. E il sarcasmo. E chi non li capisce.
    K

  24. @k, dovresti chiederlo a chi non l’ha passato al primo colpo, o addirittura al secondo e via così (e sappiamo tutti quanto è aleatorio, ci sono nomi altisonanti di professionisti che non ce l’hanno fatta), rimanendo professionalmente bloccato a stipendi da fame, ma avendo dedicato troppo per poter abbandonare tutto. La vale quest’ironia (o sarcasmo), la vale tutta

  25. Grande Duch, il tuo post è un piacevole appuntamento anche per chi non lascia spesso commenti, continua please

  26. Duch, se gli associates degli studi illegali si coalizzassero come i TIR, altro che verdura che manca nei supermercati.

  27. L’esame di avvocato è come una palude, dove conta la bravura, la furbizia e il culo. Esattamente come nel lavoro. Viva l’Italia, che non ti intorta con l’american dream.

  28. Caro Avv. Io ieri ho fatto il parere in materia successoria. Avevo accuratamente studiato la sentenza e per questo mi sono addentrato in quel ginepraio. Ho finito a pelo. Un lavoro discreto, mi pare. Poi però ho scoperto che i “commissari” avevano fatto entare le famigerate “rassegne” Giuffré… sicché tutti – o buona parte – di quelli che han fatto il parere come il mio, l’hanno fatto con la sentenza DAVANTI al naso….
    Trai tu le conclusioni, se ti va, alla luce della tua esperienza. Le mie sono che è proprio l’Italia il paese dei furbi. “Noi” avvocati (io nn ancora) ne siamo la créme….
    Ricki

  29. Mi sembra di tornare indietro..quando dopo aver sudato un numero imprecisato di ore prima di uscire, ho concluso la prima prova.. la seconda…la terza.. E PER FINIRE (in senso lato, ovviamente) l’orale .
    Mi associo ai bigliettini sotto l’orlo della gonna. Un metodo infallibile. Dal primo esame di Diritto Pubblico del primo anno.
    E comunque, in bocca al lupo alle “nuove leve”.
    Un solo consiglio : TANTA, TANTA PAZIENZA.
    Passerò molto spesso da queste parti..

  30. toh, bada ganzo, si parla del diavolo..

    giusto oggi ho fatto iol secondo scritto, il parere pinale.

    confermo che è tutto molto divertente. ci sono i puliziotti con la pistolona, che mi guardano torvo mentre sfoglio i codici commentati, c’è pure la vigilessa poco-pudica, che l’ho riconosciuta – è quella che mi multa sempre dietro lo studio – c’è il vigilino che oggi mi voleva suggerire il compito perché lui queste cose le sa.

    Poi ci sono tanti che provano questo compito da anni.
    E’ bellissimissimo.

    Ieri c’era un capannello intorno ad uno che narrava ai suoi tempi, quando aveva passato il compito a Previti.

    Oggi ho conosciuto una tizia che ha provato l’esame sei volte. ha fatto tre orali.
    Ha cominciato a ventottoanni e ora è quasi nonna.
    Sferruzzava il compito con un ferro del quattro.

    Poi viene l’ora del pranzo e ci sono quelli che si portano le barrette energetiche; quelli che hanno lo sfilatino alla nduja; quelli che hanno la pasta in crosta nel tegame e un fornello da campo.

    Hanno pure espulso due, beccati a copulare in tenda.

    Ci sono le madri coi loro bambini, con uno strano passeggino grande quanto una Subaru.
    I bambini piangono, ma poi con la voce di sandro ciotti dettano il compito alla loro praticante.

    le matte risate.

    ho già deciso: lo voglio rifare per un po’ di volte.

    E’ un po’ la sindrome di Peter Pan, forse non sono ancora pronto a far sbadigliare la gente al mio passaggio.

  31. Grazie Duchesne. Sei stato inappuntabile.Ci si sta divertendo parecchio anche qui a Genova.Ma voi tutti avete la giusta distanza. Io invece ci sono dentro. E chissà per quanto quella troia di Tizia e quella merda di Caio continueranno a perseguitarmi. Oggi poi, quello stronzo di Mevio ha fatto un bel numero alla Esselunga, come dite voi. Truffa o furto aggravato? Tanti baci a todos.DOtt. Patr. Scianel Totti

  32. sì, forse l’esame d’avvocato è come la visita militare….difficile da raccontare e da rappresentare. al di là della forma, è difficile raccontare l’universo parallelo fatto di regole, prassi e rituali tutti suoi…..nell’indifferenza del mondo fuori……i tuoi vicini di banco per tre giorni è come se li avessi conosciuti da sempre, e poi finito l’esame chi li rivedrà più….beh sì, forse l’anno dopo di nuovo seduti al banchetto 🙂
    lo stesso spirtio cameratesco tra praticanti, il commissario buono, il commissario severo, il commissario povero cristo….un campionario di umanità

  33. COMPLIMENTISSIMI a Duchensne!Ho scoperto per caso (quasi…)questo blog ,non sono avvocato nè tantomeno praticante e probabilmente dato la mia professione del tutto opposta alla tua(sono insegnante)non dovrebbe interessarmi nulla di tutto ciò che scrivi ma è così piacevole e divertente leggerti che fai sempre sorridere anche me .Continua così…spero di leggerti presto…

  34. oddio io sono al quinto anno di giurisprudenza , e leggendo cio’ che c’è scritto in queste pagg sinceramente mi sta passando la voglia di continuare,anzi a dirvi la verita sento gia nascere dentro di me un desideriodi suicidio… non so se ce la faro’ a fare 2 anni di praticantato ,facendomi schiavizzare e frustare , per poi metterci 7 anni a diventare Avvocato….
    perchè non ho scelto scienze della comunicazione?sarebbe stato tutto piu facile..
    in bocca al lupo futuri colleghi 🙂

  35. Grande Duca ! Con la tua ormai proverbiale e sottile ironia sei stato capace di farmi ricordare momenti (non so se belli o brutti, sicuramente di grande ansia) che ormai avevo seppellito tra i ricordi.
    Mi unisco al “in bocca al lupo” a tutti i praticanti.

  36. Ammettilo, Duchesne: ti stai facendo tentare dalla massa. Passare dal narcisismo dell’avvocato d’affari stressato, al piagnisteo da esame da avvocato è un pò come scegliere il Big Mac al posto del Sushi (anzi, del Black Cod di Nobu). Non ci siamo: al prossimo post saremo al livello di piove governo ladro.

  37. per #43: non ti spaventare, può esser dura a volte, ma fare l’avvocato è quasi una missione. Secondo me capisci subito se ti piace o meno. Se riesci a stare nel sistema accetti la bolgia, altrimenti arrivederci. Il mondo è pieno di lavori. In bocca al lupo.

  38. anonimo #45: il big mac è molto meglio del black cod di Nobu. Il black cod di nobu lo scelgono gli immigrati (a Milano, a Londra, a New York) arricchiti (spesso nel settore fondi, investment banking) che hanno chiesto in giro e ci hanno creduto… Oppure i loro disgraziati avvocati (avvocati forzati, peraltro, non scelti per le loro qualità, ma solo per il brand dello studio illegale in cui sono schiavi) che dicono “faccio M&A/ PE da BEP” e vanno anche loro da Nobu a ordinare il black cod… bleah. W il Big Mac.

  39. Dimentichi i giuslavoristi, parte datoriale.
    Grandi niche law firm.
    Sono una categoria a parte.
    Attendo con ansia commenti.

  40. Voi la fate facile ma la situazione è drammatica per coloro che non si sono laureati a 24 anni con 110 e lode e che qundi non si possono permettere di entrare in queste law firm.
    il numero di avvocati è diventato insostenibile e l’esame è una farsa, prima o poi lo passano tutti (i 110 e lode al primo colpo di solito). ormai la professione è fattibile solo da chi ha uno studio avviato o può permettersi questi grandi studi spaccandosi la schiena, per gli altri cìè solo la miseria. siamo ormai in 180.000 e l’anno prossimo 200.000. non è più sostenibile questo andazzo, le univesità non selezionano, la pratica pure e l’esame men che meno. siamo ormai al collasso di una vecchia e nobile professione. si salvi chi può!!!

    P.S.
    andate a leggervi la rassegna stampa di oggi del CNF all’indirizzo che segue. è agghiacciante!

    http://www.consiglionazionaleforense.it/visualizzazioni/vedi_dettagli.php?areanumber=40&action=view&idmessaggio=4856

  41. arrivai il primo giorno, trovai il trolley on codici chiuso accanto banco…. Ma non avevo la chiave!
    Un bellissimo pompiere mi è venuto in soccorso…. Mentre scrivevo un parere su bucche e smuovimenti di terra nel giardino del vicino me lo figuravo lì a spalare a torso nudo, il secondo giorno era un portantino della barella dello sventurato Tizio morto per colpa medica, ed il terzo giorno vagheggiavo su di lui in un campo di calcio con la divisa sbagliata… Troppo stretta… Che ricordi…:-)

  42. Io ho iniziato Giurisprudenza quasi 5 anni fa pieno di entusiasmi e voglia di diventare avvocato.

    Ora sono a 5 esami dalla laurea e mi rendo conto che è un mondo che mi disgusta, fatto di ipocrisie e ingiustizie dalle quali voglio tenermi alla larga perchè di Duch ce ne sono pochi…Lascio ai figli di papà e ai martiri il piacere della professione, io andrò a fare altro (anche se con un pizzico di dispiacere).

  43. Esami, troppi candidati poca qualità

    Ieri mattina, dinanzi ai cancelli dell’hotel Ergife di Roma si sono presentati in 9 mila aspiranti per affrontare l’esame di avvocato. Tale numero fa il paio con gli abitanti di una cittadina di media grandezza. È questo il risultato della dissennata politica forense perseguita dalle istituzioni governative e non solo in tanti anni di fruttuoso lavoro svolto da commissioni istituite dal ministero di giustizia. Non si vuole pertanto porre rimedio, per motivi populistici ed elettorali, al proliferare di un sistema che ormai fa acqua da tutte le parti, con la conseguenza ineluttabile del degrado di una professione che fino a non molti anni fa veniva considerata la più nobile del mondo. L’università sforna laureati in giurisprudenza a iosa che, non trovando collocazione nel pubblico impiego, non hanno altra via che quella di intraprendere una professione che dia loro possibilità di sopravvivenza. Senonché continuando di questo passo, i 180 mila avvocati iscritti agli Albi diverranno nel giro di qualche anno 200 mila e così via con il trascorrere del tempo. La professione pertanto è tumefatta nei numeri e non può che segnare il passo dinanzi alle professioni forensi degli altri paese europei che si preoccupano di proteggerla con metodi selettivi consoni all’esercizio di un’attività professionale prestigiosa in relazione ai delicati interessi di varia natura, civile, penale ed amministrativa che per dettato costituzionale sono protetti. Gli avvocati in tutta la Francia sono 14 mila, numero questo inferiore a quello degli iscritti al solo albo di Roma; in Germania ancor meno e così via negli altri paesi. Si pensi che in Francia, paese a noi culturalmente vicino per quanto riguarda le scienze giuridiche e il diritto, gli avvocati cassazionisti sono in tutto 115, mentre in Italia si sta raggiungendo il numero davvero impressionante di 40 mila. Stando così le cose a che serve lamentarsi per la mancanza di cultura giuridica, di professionalità e diligenza, virtù proprie della professione forense, se non vi è alcun controllo riferito al facile accesso? Il Consiglio nazionale forense, espressione istituzionale massima dell’avvocatura, invece di condurre battaglie utili, come le conducono gli altri paesi europei, a una selezione mirata alla migliore tutela degli interessi dei cittadini, si è appiattito sui diktat governativi favorendo il proliferare di corsi di formazione e di aggiornamento destinati a raggiungere un solo scopo, l’arricchimento di enti ed associazioni che hanno colto immediatamente l’opportunità. Io che mi sono occupato per tanto tempo del problema, avendo fatto parte del Cnf per sei anni e che attualmente mi occupo di previdenza forense, non posso rimanere inerte e impassibile di fronte al degrado della professione, degrado che è foriero di effetti negativi anche nei confronti della previdenza. Scemando la qualità della professione diminuisce anche la qualità del contributo che l’avvocato versa a fini previdenziali ed assistenziali, dando luogo a preoccupazioni fondate circa la sicurezza proprio per i tanti giovani che si affacciano alla professione e che negli anni futuri dovranno godere del necessario beneficio pensionistico. È il tempo della protesta e dell’assunzione di responsabilità per far sì che venga frenato l’accesso indiscriminato alla professione, premiando quei giovani che, muniti di passione, intendono confrontarsi quotidianamente con i gravi problemi che affliggono i cittadini, e giustamente penalizzando coloro che cercano nella professione un rifugio. Che senso ha controllare avvocati con tanti anni di professione forense, anziché preoccuparsi di istituire strumenti selettivi, gli unici in grado di assicurare cultura, professionalità e diligenza. Crediti e debiti sono concetti, forse utili per formare i giovani, non certo utili per il controllo della qualità professionale.

  44. bravo #53!!! esiste altro oltre l’avvocatura!!! In Francia lo sanno e sono 14.000 in Italia non lo sanno e siamo 180.000….ma forse è anche una questione di selezione della specie Darwin docet

  45. ASSITENTE AFFARI LEGALI

    Per azienda multinazionale francese operante nel settore GDO ricerchiamo Assistente Affari Legali.

    La risorsa prenderà in carico una parte del contenzioso civile e della contrattualistica commerciale connesse all’attività della Società, proporrà soluzioni stragiudiziali e svolgerà attività di ricerca e approfondimento degli aspetti giuridici di contratti commerciali e di attività corrente della Società.

    Titolo di studio richiesto: Laurea in Giurisprudenza.

    Requisito è aver svolto la pratica legale presso studi legali medi/piccoli o un’esperienza almeno biennale presso uffici legali di aziende.

    E’ gradita una buona conoscenza della lingua inglese e/o francese.

    Completano il profilo l’attitudine al lavoro di gruppo e al problem solving.

    Sede di lavoro: Centro Direzionale Milanofiori – Assago (Mi)

  46. Caro utente anonimo,
    in francia per fare l’avvocato, bisogna passare obbligatoriamente da una scuola di specializzazione che sono a numero chiuso. quindi sono pochi gli avvocati perchè il percorso è più difficile del nostro, ossia più selezione. è un po’ quello che avviene da noi per i notai: pochi e tutti benestanti. il problema sono i numeri ma questo in italia non lo si vuole considerare…

  47. coi coup de thèatre che tiri fuori dal cilindro, non ci credo proprio che fai sbadigliare come molti avvocatoni saccenti. ps l’esame di giornalismo è uguale..

  48. Si ma si può fare il giornalista senza aver passato l’esame e poi voi non avete 2 (in verità 3) anni di pratica abbligatoria (e se nln sbaglio non è richiesta nemmeno la laurea). comunque non è il confronto il punto, è il sistema paese che non va.

  49. Caro duch io avvocatessa rampante illegale dopo aver patito da dentro lo studio ora gli avvocati, i vostri capi of course, potendomelo permettere, me li porto a letto. I più carini , certo anche se ahime, vecchi spesso. E che goduria sputtanare questi rain makers che tanto bravi fuori, sotto le coperte sono una frana.. avvocatessa illegalmente kinky e vendicatrice.

  50. Scusa 60 spiegati meglio? fai ancora l’avvocato oppure ti dedichi, diciamo, alle pubbliche relazioni?

  51. Capite che per serietà “professionale” non potrò più rispondere. Siccome mi fate molta pena, tutti, in casi gravi posso intercedere per qualcuno di voi. Ovviamente rimanendo nell’ambito di consolidati studi d’affari..Bando alle fresche associazioni di fuoriusciti, io sono una old fashon lady. kinky

  52. Cari utenti anonimi #48, #50 e tutti i portatori sani di moralismo spicciolo, ne ho una migliore: abbasso i cinici cattivoni, viva quelli che trovano sempre una buona ragione per i propri insuccessi

  53. Io son tagliato fuori: sono un avvocato dell’operosa provincia lombarda…per me l’acronimo BEP stà per “brofadei e polenta”…e alle 22,00 invece che in studio sono a casa a guardare l’infedele con Lerner o qualche documentario di Travel&Living su Sky. Facciamo vite diverse: non so però chi si diverte di più…

  54. guarda kinky che se ti piace farti trombare da avvocati ricchi anche se brutti e vecchi puoi dirlo, ti possiamo anche capire. Non c’è bisogno di giustificari dicendoti che è una vendetta.
    Come se poi quelli non lo sapessero che gliela dai perché hanno i soldi.

  55. Caro 67, se tu sei tra chi si è spaccato la schiena e si è laureato bene e presto e adesso sei in un grosso studio, magari con anche un L.L.M., nulla quaestio, se invece sei un figlio di papà che ha lo studio di famiglia, bhè, risparmiaci i tuoi pensieri dei quali facciamo volentieri a meno. grazie

  56. caro /a 69, (credo che tu pensi sia solo un numero date le ore che trascorrerai in studio..) di categorie con soldi ce ne sono tante.E magari anche a me non mancano. Credimi è pura vendetta e che piacere quando riesco a fagli fare tardi ai meetings e a non rispondere a sfigati come te. kinky

  57. Kinky, ma perché tanta acrimonia?
    Forse con un po’ di analisi trovi modi migliori e meno dolorosi (e a questo punto non so se il dolore è solo mentale o anche fisico, sai, sti vecchi che conosco io sono esigenti a letto, no?) di sfogare la tua rabbia,
    Immagino non debba essere facile in pubblico dover dichiarare che non riesci a comprendere quelle che la danno agli uomini ricchi, stracciarti le vesti, e poi dover cercare un blog di avvocati per confessare che ti vai facendo scopare on a seniority basis, non credere che non lo capisca.
    69

  58. oh che belllo – la querelle su e con Kinky. Un po’ di pepe. Io sono con te, Kinky, capisco il tuo desiderio di vendetta, e non concordo con chi ha cercato di buttarla in caciara deridendoti (non sono peraltro nemmeno sicuro che tu non sia semplicemente un buontempone che ha lanciato il sasso nello stagno per vedere l’effetto che fa). Però devi ammettere che da un punto di vista meramente negoziale, la donna che la dà (foss’anche – da un suo punto di vista – per vendetta, o per avere conferma che il pisell(ino?) di un equity partner di studio illegale (EP) si rizza solo esaminando uno SPA, o un ISDA master agreement), compie SEMPRE un azzardo. Non puoi non essere d’accordo sul fatto che i reputational pitfalls (a danno della pretesa vendicatrice) rischiano di essere – e solitamente sono – di gran lunga più rovinosi di quelli che potrebbero derivare in capo al summenzionato EP dovesse la vendicatrice contribuire allo sputtanamento sulle mancate qualità amatorie dello stesso. La donna fa sempre meglio a non darla. Sempre (almeno in Italia). A meno che la vendetta della vendicatrice non riguardi semplicemente il piacere personale di verificare una defaillance, ma si estenda alla preordinata videoregistrazione del fattaccio, con tanto di spedizione anonima a moglie e figli dell’ EP in vacanza a Courma…. Ciao a tutti e forza Duch

    Illegal Gatsby

  59. Caro illegal Gatsby, a parte la ventata di moralismo sul non darla devi essere di successo e quindi rilassato e papabile candidato per me. Non ho nessuna intenzione di filmare ma lo faccio solo per piacere mio e loro. La vendetta sta nel fatto, mio personale, di vedere che il potere di uno studio d’affari si può muovere anche senza lavorarvici. K

  60. cara Kinky, vediamo se ho capito bene: per vendicarti dei soprusi subiti dai tuoi capi, te li porti a letto e li umilii se non performano bene. I see the point. Ma cosa fai se quelli ti massacrano anche a letto?

  61. Dunque abbiamo capito che non ti fai trombare da “avvocati ricchi, anche se vecchi e brutti”, ma da “avvocati di successo, anche se vecchi e brutti”, effettivamente ora sì che è diverso.
    A me però resta poco chiaro un punto, non so se ti vuoi degnare: di che ti devi vendicare? Che hai “patito” di così grave?

  62. Cara Kinky, ti assicuro che il mio non voleva essere moralismo (anzi, a differenza dei molti commentatori sul tuo caso, credo davvero che tu non faccia alcunché di censurabile moralmente – mi riferisco al sano sesso fra adulti e vaccinati da te evocato). Semplicemente, non mi era chiaro (e ancora non mi è chiaro) dove sta esattamente l’utilità marginale della tua vendetta. La tua spiegazione sul “muovere il potere all’interno di uno studio illegale pur senza lavorarvici” non è convincente. Voglio dire: da che mondo è mondo una donna fisicamente attraente ha il potere di smuovere un sacco di cose (“tira più un pel de pota, che cent cavài che tròtan”, mi sembra dicano i bergamaschi – non sono bergamasco). Sotto questo profilo, non è che la tua attività all’interno dello studio illegale (da esterna, per di più) rappresenti la dimostrazione di chissà quale teorema sui giochi di potere. Ma forse ho capito male.

    Illegal Gatsby

    p.s. mi lusinga che tu mi consideri “di successo” e dunque “candidato papabile” per te (anche se la disinvolta espressione mi sembra più adatta a un furbacchione in vena di scherzi che a una femme fatal). Debbo confessare tuttavia di non essere un avvocato d’affari di successo (per lo meno secondo i canoni in voga all’interno degli studi illegali), ma solo un povero associate di studio illegale (“totano nella rete” come ha detto magistralmente Duchesne) che si diverte a leggere, come tantissimi altri, questo blog. Ad ogni modo, la mia mail è.. 🙂

  63. Adorabile l’idea di farsi trombare a destra e a manca da tristi sessantenni con pancia cadente con la pia illusione di poter “muovere il potere di uno studio d’affari”. Sono assolutamente certa che Sergio Erede dopo un pompino ben fatto affidera’ un’operazione giusto all’avvocato indicatogli da Miss Kinki mentre si pulisce la bocca.

    Lady Windermere

  64. Voglio diventare anche io un avvocato di successo per godere dei vantaggi collaterali.

    Aperto a vendette di ogni tipo.

    Ma questa storia della vendetta, mio nonno la chiamava in un altro modo…non ricordo esattamente, ma aveva a che fare con lo scambio di prestazioni sostenuto da una causa contraria a norme imperative..

    …no no…ricordo male…lui la chiamava in altro modo….ahhhh…ora ricordo.. (ma un infantile senso del pudore mi impedisce di riferire)…

    ..comunque ben vengano mille di queste vendette per chi ha la fortuna di meritarle.

  65. Grande Lady!! sono con te. Ma tu pensa una persona che ha così tanta rabbia che non solo ritiene che trombare sia una vendetta (da fare ad ochi chiusi, sembra) ma poi lo dice anche all’universo mondo!!!! Basta parlarne, chissà se è vero, secondo me sta godendo come un riccio ora che tutti parlano di lei, o lui, che ne sappiamo??

    Baci

    GPquellavera

  66. Lady windermere espone un concetto immediatamente declinabile nell’adagio “in fellatio non fit interpretatio”….o sbaglio.

    Avv.KATO

  67. Kinky, come forse saprai, da quando il blog di Duchesne è letto da buona parte dei partner degli studi illegali dello stivale (esclusi i rainmaker), pensi che ce ne sia qualcuno che ti sei scopata? E’ questa la tua vendetta?

  68. Lady Windermere, premesso che i tuoi interventi (come è stato già ampiamente riconosciuto) sono sempre meravigliosi, e che sono anch’io (come molti) un tuo fan, quest’ultimo tuo commento #81 (a parte la innegabile e fulminante potenza sarcastica, ovviamente) tradisce quell’eterna crudeltà, tipica della femmina contro femmina, che ogni tanto rischia di passare per invidia. Intendiamoci: non voglio dire che sei tu quella invidiosa di Kinky (figuriamoci), ma semplicemente che se il tuo commento fosse stato depurato dal feroce attacco personale ai danni di Kinky (o anche, al limite, se il tuo stesso commento fosse stato proferito da un uomo), non si avrebbe quella sgradevole sensazione della perenne lotta fra donne, che a noi maschietti piace di più solo se fatta senza vestiti sotto la cruda luce delle lampade alogene, o in una vasca piena di fango.. 🙂
    Illegal Gatsby
    p.s. mi accorgo ora del commento di GP quella vera (complimenti anche a lei, sempre simpaticissima), al quale mi sento di poter applicare più o meno le stesse considerazioni. Insomma, un po’ di misericordia per una provocatrice! (che peraltro continuo a pensare si tratti di un buontempone in vena di scherzi, e non di una ex professionista seria che si cimenta nella difficile arte di farlo rizzare a Sergio Erede & C. per un improbabilissimo “piacere di vendetta”)

  69. Ragazzi, vi ricordo che la settimana prossima aprono la data room, e che se vi becco a fare post su questo blog vi potete dimenticare del bonus.

  70. caro #90, ti ringrazio del tifo che fai per me, ma sono felicemente e fedelmente fidanzato (salva naturalmente la possibilità di essere lasciato in tronco, da bravo associate di studio illegale) con donna splendida! Soprattutto continuo a pensare che un bocchino da Kinky avrebbe lo sgradevole inconveniente dell’irritazione da barba incolta.. 🙂

  71. Mah…perchè criticare tanto Kinky? ognuno ha il suo modo di vedere la vita, e il proprio successo. Lei lo intende così.. e forse un po’ anch’io..ma credo di esser troppo schizzignosa per riuscirci con panzoni cadenti e rinvigoriti dal Viagra..

  72. ho recuperato un programmao che riesce a tracciare i post. 3 utenti risulterebbero di GOP, 5 di BEP, 4 di Cleary, 3 di A&O e 1 di Chiomenti. E se facessimo un altro spin-off e lo chiamassimo DuchLex?

  73. Sai duch, io ho fatto l’esame l’anno scorso ed era davvero molto divertente, perchè dove ho fatto io lo scritto c’erano i piccioni che volavano e cacavano nei padiglioni della fiera, per non parlare poi di quel commissario che si è seduto accanto alla sua praticante e le ha dettato la soluzione del compito… Grasse risate.
    Una cosa strana c’era però, una ragazza ha fatto l’esame nella mia città, ma è nata, guarda il caso certe volte, nella stessa città dove i compiti sarebbero stati corretti… che coincidenza. Però devo dire che questa era proprio brava, ha preso il voto più alto di tutti agli scritti…

  74. Sono tra i reduci dell’esame scritto di questo giorni che mi è sembrato, più che una prova diretta a testare le capacità logico-argomentative e le cognizioni degli aspiranti avvocati, una vera e propria sagra del diritto. Candidati sforniti di codici commentati che vagano disperatamente tra i banchi cercando uno straccio di spunto -vincente o meno che sia- per riempire il foglio; persone che nella vita non si sono mai occupate di diritto che, seminando il terrore e il panico tra i candidati, sfornano improbabili soluzioni sulla base di qualche voce frammentaria giunta non si sa bene da chi; e in questo marasma, c’è anche qualcuno, non la maggiornaza, che, dopo il biennio di sudore nello studio legale presso cui ha fatto pratica, deve affrontare le prove scritte, non tanto con la preoccupazione di redigere un buon lavoro, quanto più con l’attenzione di non venir risucchiato nella spirale di fantasia che serpeggia tra i banchi. Emblematico il mio vicino di sx che, durante le prime due prove, ha sfiorato il patetico, nella terza l’ha raggiunto. Dopo la dettatura, si rivolge ad un altro candidato (il ragazzo alla mia dx che non cercava conforto o sostegno in tesi altrui, si studiava la traccia, ragionava e scriveva, facendosi prevalentemente i cazzi propri) dicendogli: “tu quale fai che così lo faccio anch’io”. non ho ben capito quale fosse la questione ma ho seguito le 7 ore di interazione tra i due, inizialmente insopportabili, nell’intermezzo divertenti, in conclusione drammatiche. si avventura nell’atto di penale. Il mio vicino di dx impugna il codice col capo chino, concentrato. Quello di sx, dopo 5 minuti dalla fine della dettatura sentenzia con ostentata sicurezza all’altro: “ho trovato, si tratta di atto di appello. È ovvio, guarda l’art…”. L’altro segue l’imbeccata, apre il codice, legge attentamente la norma indicata, corruccia il volto e replica: “ma questo articolo non c’entra niente con il nostro caso, perché si applicherebbe secondo te?”. Quello di sx ridà uno sguardo all’articolo, si gira verso un altro candidato nelle vicinanze e gli dice: “ma che cazzo dici che si applica l’art…”. dopo un’oretta, quello di dx prende la decisione: opta per un ricorso per cassazione (possibile alternativa a quello della nuova istanza di riabilitazione, ritenuto dalle info circolate più idoneo al caso concreto). Avvenuta la scelta dell’atto, non pienamente condivisa da quello di sx, si va nel merito. E qui le comiche. Quello di sx, sfornito, tra l’altro, di cp e cpp commentati, affronta la questione, inizia un’infinita sequenza di “psssssss” per richiamare l’attenzione di quello alla mia dx, impegnato nella redazione del suo atto, e proporgli improbabili soluzioni chiedendo conforto a quest’ultimo il quale, a sua volta, aveva da tempo ormai suggerito la sua soluzione e su quella stava procedendo. A un certo punto, l’attrito: quello di sx, dopo aver letto almeno quattrocento articoli di tutti e quattro i codici, aver interpellato anche le sedie per avere un’opinione, si reca per l’ennesima volta al cesso per carpire informazioni più convincenti. Dopo 5 minuti fa ritorno, impettito, con il sorriso sulle labbra e il foglio del suo compito in mano. Con fare di rimprovero si rivolge a quello alla mia destra e gli dice “ohhh, siamo stati dei coglioni, i decreti penali della traccia si sono estinti, non avevamo ragionato su questa circostanza…”. Quello alla mia sx lo osserva, riflette, ripercorre la traccia e gli dice: “ma cosa cazzo dici, ma non c’è alcun riferimento temporale a ‘sti decreti. E poi, anche fosse, cosa cazzo c’entra, il problema non è quello, non dire cazzate..”. sul volto dell’altro l’immagine dello sconforto. La conclusione è drammatica: manca un’ora al termine, quello di sx incalza quello di dx sulle conclusioni da riportare, sulla forma dell’atto da adottare, su cosa scrivere…alla fine crolla: “senti, mi lasci la copia della tua brutta, ti prego. Io non sono tanto bravo in penale..e poi un ricorso in cassazione non l’ho mai scritto. Secondo me poi – quasi per discolparsi -, neanche molti avvocati l’hanno mai fatto..”. Un’ultima chicca: vado al cesso, faccio ritorno e non trovo più il mio foglio di brutta sul banco. Mentre mi siedo e rifletto su dove possa essere finito, si volta quello avanti a me e, impugnando la mia brutta, mi chiede, un po’ scocciato: “ma cos’hai scritto qui che non capisco…”.

  75. Caro 88… e che due cotoni sto luogo comune della rivalità femminile!!! Ma chi frequenti? Guarda che, tutt’ al + possiamo essere sferzanti con la strappona di turno che il nostro cavaliere (da quel vero gentiluomo che è) continua a fissare facendo la bava come lumache. E andiamo!! Lady ha perfettamente ragione e tu, da bravo maschiotto, già ti figuri la Kinki, o cime cavolo si vuole chiamare, come una figa che “la da” e quindi vorresti tanto anche tu….

    GPquellavera

  76. @99: Per caso si faceva chiamare Kinky?…:)))

    Bel post! Come sempre, d’altra parte… Io valuterei seriamente la stesura di un libro-raccolta di questo blog. Potresti diventare un valido candidato per le vendette della bella K.
    (Appena esco dal lavoro brevetto l’idea, così mi dovrai dare una percentuale…).

    Un inboccallupo a tutti gli esaminandi. Mio cugggggggino ha passato tutte le prove all’ultimo giro prima di questo e adesso fa lo stesso lavoro di prima. Ora pero’ non gli spengono più le sigarette sulle mani.

  77. Kinky ha i peli sul petto…

    Una donna, pur potendo rimanere anonima, si sputtanerebbe così tanto?

    Se la risposta è positiva vuol dire che non lavora in uno studio illegale, ma in uno di quelli dove l’avvocato non è affatto ricco…..ma piuttosto, si fa prendere per il culo dagli operatori di sportello (B2 o B3).

    megafox

    ps: perchè esistono persone così porca vacca!

  78. a proposito… noto che Duc ha aggiornato la lista degli studi illegali… ora c’è anche il mio….

    Bravo duch.

  79. Cara GPquellavera, non ho capito dove nei miei interventi hai potuto leggere che io mi immagino Kinky come tu dici che me la immagino (per di più ipotizzando un mio interesse – this is scary). L’ho detto 2 o 3 volte che per me è un buontempone..Tu ritieni veramente che la rivalità femminile sia un luogo comune? Mi verrebbe veramente da contro-domandarti “Ma chi frequenti tu?” Nel mio intervento ho semplicemente detto che l’intervento di Lady (sarcastico e divertentissimo) sarebbe stato davvero perfetto se depurato dall’acidità donna-contro-donna.. Alla faccia di essere dell’essere sferzanti solo con la donna che insidia il vostro uomo! Questa è una provocatrice (con ogni probabilità pure falsa, tra l’altro), e voi lì a massacrare (si fa per dire, ovviamente) come delle faine incazzate.. Poi il fatto di negare che le femmine si odiano fa parte del buon bagaglio di ogni femmina che si rispetti (e tu non fai certo eccezione) 🙂
    Con molto affetto

    Illegal Gatsby

  80. Mitico anonimo 100.
    Ricordo anche io di un mio vicino di banco che al momento della consegna, livido e disperato, rivolgeva una supplica incessante a tutti coloro che gli erano intorno: “ma la comparsa….la comparsa di risposta, la devo notificare????…nel senso che…cioè…devo scrivere la relata di notifica…???”.
    In quel momento ho pensato seriamente di mandarlo a ….!
    Poi il senso di pietà ha avuto il sopravvento.

  81. Ah, ma allora non è capitato solo a me il rain maker che a letto è un disastro, meno male…in effetti è stato uno solo, non fa media, certo però che credevo che quel piglio si riflettesse tra le lenzuola e la delusione è stata forte,
    ciao kinky e ciao duch, il tuo blog è uno dei più divertenti che mi sia capitato di leggere!

  82. wow … anche io mi sono divertita un sacco quando i parrucconi si sono appellati salutismo e ci hanno impedito di fumare pur uscendo sui balconi della fortezza da basso l’anno scorso… (quasi quasi mi dispiace non aver bissato il gioco, va!)
    ehehehheheh che grasse risate che mi son fatta quando l’astinenza da nicotina ha iniziato a martellarmi in testa (fortuna che ha fatto lo stesso effetto a qualche commissario che ha aperto le danze del tabagismo).
    Bravo Duch***(come diamine si scrive??), come dettoti già mi piace un sacco l’ironia che leggo qui, e scopro adesso con piacere che molti colleghi illegali sono pure simpatici e spiritosi… però una cosa da provinciale ve la voglio dire: campereste tutti molto meglio se aveste il coraggio di ridere in pubblico delle burle della nostra professione…. a prendersi troppo sul serio s’invecchia prima, occhio!!
    A.

  83. Io l’ho dato a Rimini!!!!!!!Ti dio solo che se lo annullano il primo omicidio volontario di un patrocinatore sarò io a compierlo e sterminerò la commissione e tutta la città di Catanzaro :).Avvocati iscritti inclusi.

  84. Non so perché, ma sento di doverti ringraziare per questo post. Però ora mi domando: quanto tempo ci vorrà per riprendersi da questa “tregiorni”? No… perché io mi sono divertita così tanto che sto ancora ridendo… anzi, credo che continuerò a farlo per almeno altri sei/sette mesi…

  85. ogni tanto penso: “Cavolo però, mi piacerebbe essere chi ogni tanto pensa che, cavolo però, gli piacerebbe essere Duchesne”.

  86. Anche io sono un reduce della tre giorni edizione 2007 ed ho avuto la stessa impressione di anonimo 100: tra i candidati c’è un numero impressionante di cialtroni che con il diritto hanno poco o niente a che fare.
    Adesso non voglio passare per il sedicente Carnelutti di turno (anche perchè non lo sono), ma trovo che la carenza di contenuti, logica e ragionamento di tanti aspiranti avvocati debba fare seriamente riflettere. E ciò per almeno due ordini di ragioni: la prima è che tutti i candidati hanno, in qualche modo, una laurea in giurisprudenza in tasca!
    La seconda è che questi mostri del diritto che tentano di diventare avvocati, più di qualche volta ci riescono pure! Che dio ce la mandi buona…
    Intanto lunedì rimetterò piede nel mio studio illegale dove mi aspetterà sicuramente una settimana durissima: punizione per il mese di “licenza premio” appena trascorso…

  87. che meraviglia..
    io mi sono portata il Danup e i Pocket Coffee, e la sera andavo a far bordello per l’Aquila con i miei compagni di banco. Sembrava veramente di stare in colonia..
    divertente sì.

  88. Sono preoccupato per Duchesne, a causa della sua prolungata assenza. Ho formulato tre ipotesi:
    1) è in crisi creativa;
    2) è sommerso da chiusure varie di fine anno;
    3) è stato beccato.

    Naturalmente, l’ipotesi numero tre è quella che mi atterrisce maggiormente.

    Daje, Duca! Si tifa per te.

  89. IO!

    IO non ho MAI (ma proprio MAI) imbrogliato ad un gioco di società… (e ne sono orgoglioso)

    Però fossi stato a Catanzaro, non lo so… magari avrei accettato l'”aiutino”… ; )

  90. Ho letto sulla stampa che alcune procure (di certo Bari e Roma) stanno indagando sui fatti accaduti nel corso degli ultimi esami di avvocato.

    Confido nella serietà degli inquirenti e spero nel mericolo, spero che finalmente ci si svegli e ci si accorga della follia di questo esame e del modo scandaloso in cui sono state gestite le relative prove negli ultimi tempi.

    Che senso ha elaborare atti e pareri sapendo in anticipo le relative tracce: è un esame o una sorta di esercitazione collettiva o forse ancora un triste sfoggio della insana furbizia italica?

    Nei giorni dell’ultimo esame ho letto i messaggi scambiati sui vari forum tematici: sembrava che tutti i candidati avessero con se il palmare, che tutti potessero parlare al telefono con amici e parenti (anche gli zii d’america ed il portiere del condominio), che gli argomenti fossero già trapelati da tempo in diversi ambienti, che insomma si stesse celebrando un rito collettivo avente come scopo ultimo la denigrazione più asciutta della professione e la mortificazione più gratuita della dignità individuale dei partecipanti.

    E’ una follia: o questo farsa la eliminamo e lasciamo decidere al mercato chi merita di lavorare, oppure cancelliamo la farsa e creiamo un esame che sia veramente tale…lo so dalle nostre parti è difficile, ma per la magistratura con tanta buona volontà ed un certo grado di fisiologica approssimazione ci si riesce.

    Che schifo!

  91. bene. io, studentina di giurisprudenza e nel tempo libero hostess, ho ben pensato ieri sera di lavorare ad una cena aziendale, di giubilo natalizio di uno studio legale.
    a parte l’essere stata trattata malissimo dal capo dei capi, magari ottimo avvocato ma individuo che non sa distinguere un’hostess da una cameriera, mi sono imbattuta in personaggi davvero esilaranti. ed ora leggo te. che il mondi stia girando solo per farmi cambiare idea al quinto anno???Bianca

  92. Caro Illegal Gatsby, contento te… voglio dire, se ti piace pensare che vi sia odio tra donne solo perchè si è in più di una nel medesimo posto, per me va pure bene, tanto lo so che non cambi idea. Però la definizione di faina incazzata non credo che mi si attagli. Infatti non sono incazzata, sono depressa: possibile che i maschi siano tutti così?? Vabbè, allora è vero le donne si odiano. Contento? Comunque, se ti interessa sapere chi conosco io, ti posso assicurare che io connosco donne, molte avvocato d’affari, che non si odiano, pensa un pò, e anzi nelle feste se ne fregano abbastanza, perchè l’importante è divertirsi. Certo, se qualcuno si approccia sconsideratamente al mio uomo, credo che la definizione di faina incazzata non potrebbe nemmeno rendere lontanamente l’idea della reazione, ma credo che sarebbe lo stesso per voi maschietti, giusto?

    Se vogliamo andare avanti poi, mi ha fatto pensare anche il riferimento all’acidità tipica delle onne….. ma tu ce l’hai una ragazza?

    Con affetto

    GPquella vera

  93. I ricordi che ho io degli esami scritti sono altalenanti tra le risate isteriche di terrore nei corridoi, le sigarette in bagno da schiattare di tosse, le valige e chi più ne ha più ne metta per i codici, ed una mia collega di studio che, caduta a terra, è stata calpestata, lungo le scale, da una folla di corridori assatanati. Quando si alzò aveva le pedate di chissà quanta gente dietro la giacca. Il resto è, come dici tu, bel serbato.
    Quando ci penso, sorrido. Non sono stati giorni malvagi.

  94. Ho fatto anch’io lo scritto quest’anno…e mi sono ammazzata dalle risate per una serie di ragioni:
    1) per due giorni consecutivi non trovavano la mia busta (quella dove inserire gli elaborati)
    2) hanno espulso il candidato di fianco, quello dietro e quello avanti a me…facendomi il deserto intorno!
    3)due posti più in là c’era una pazza che mi ha dato il ormento er 3 giorni di fila….secondo me era laureata in architettura…non sapeva nemmeno fare una nomina!!!
    …che ridere!!!

  95. ahhhh…ahhh bravo ….sei simpaticamente ironico…ma quel che è incredibile è che ti sei già rotto le palle della professione illegale…….ne so qualcosa anch’ioooooooooo.Dopo quanto tempo..dimmi..i rituali ti hanno già stufato….beh basta saperlo e riderci sopra
    ciao…ah dimenticavo di dirti che sono una illegale anche io….

  96. Davvero divertente è soprattutto quando il 3° giorno, mentre i poveri praticanti fanno colazione in una modesta pensione, già pregustando l’imminente libertà, al tg5danno notizia dell’annullamento dell’esame perchè a Roma hanno beccato qualcuno a copiare..e non sai se essere felice o buttarti sotto il bus che sta passando in quel momento…

  97. Oh bella megafox (alias u.a. 103), ergo lavorare in uno studio che non sia illegale significa indefettibilmente farsi perndere per il culo dalgi operatori di sportello (B2 e B3)?

    Non è che per denigrarne una(presunta, kinky), devi offenderne cento (e più).

  98. Io ho fatto l’esame quest’anno a Roma e sono in attesa dei risultati…
    Nella mia aula cia saranno stai un 10% di praticanti e un restante 90% di strani elementi che non facevano che ripetere “mica sono scemo io. La pratica l’ho fatta fittizia…” e ridevano alle spalle dei poveri praticanti illegali che hanno passato 2 o + anni in uno studio a fare di tutto e di più… Io ero accerchiata da gente così… che oltretutto, dopo avermi dato della scema per aver resistito in uno studio sottopagata per tanto tempo invece di trovarmi un lavoro da commessa mi hanno chiesto di passargli i compiti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  99. mi appresto martedì a fare per la prima volta gli scritti..a Napoli..e già mi vien da ridere:)ho segnalato a più amici questo post e ho pensato di richiamarlo sul mio blog:) se ti da noia avvisami..complimenti ancora..

  100. Oggi ho sostenuto la prova di Civile qui a Cagliari..
    Dopo aver letto questo blog ero preparato al peggio…. alla fine è andata meglio di quanto sperassi…
    Però lo stress c’è tutto… un ragazzo vicino a me è svenuto…

  101. Non ho mai fatto l’esame di stato da avvocato, ma ho fatto quello di architettura… e vi assicuro che non è per niente meglio… siamo tutti sulla stessa barca…

  102. Voglio salutare affettuosamente e fare un grosso in bocca al lupo a tutti gli amici e colleghi che lo scorso anno non sono riusciti a passare la prova scritta per l’esame abilitativo alla professione d’avvocato e che dovranno sostenere nuovamente a partire dal prossimo martedì i fatidici ”tre giorni del militare”. A loro aggiungo anche gli amici che lo dovranno sostenere per la prima e mi auguro unica volta. Ricordo quei fatidici tre giorni come se fosse ieri, eppure è già trascorso un anno. Quando uscii dalla Mostra d’Oltremare di Napoli, il terzo giorno mi sentii un pò più libero, a prescindere da come sarebbe andata la prova. Fu un’esperienza di vita, che mi ha segnato e maturato, una grande esperienza di socializzazione; un grande studio antropologico .In sede d’esame vi erano le persone più disparate, provenienti da diverse classi sociali e da tutta la Campania : per la verità c’erano persone più preparate di me, ma anche persone con dei gravi deficit grammaticali.Tutti insieme avevano l’obiettivo comune di passare l’esame. Su questo esame circolano molte leggende e molti luoghi comuni, come d’altronde in tutti gli altri ambiti della vita. Francamente io lo presi con sportività ed ironia : non ho fatto file kilometriche, anzi, addirittura il terzo giorno mi presentai alle 9.30 del mattino; non fui uno di quelli che restò tutto il tempo con il deretano sul banco, ma anzi, giravo quanto più potevo per sgranchirmi le gambe e respirare l’atmosfera da esame. Molti colleghi possono testimoniare che scrissi i pareri di mio pugno, ed è il consiglio che sento di dare a tutti dall’alto della mia piccolissima esperienza. Non sempre copiare è un vantaggio, a volte vi passano anche ”spazzatura”.
    A prescindere o meno dalla meritocrazia di questo esame e dalle scene surreali che vedrete all’interno di quei padiglioni, mi auguro che lo passi chi ci metterà il cuore

  103. Io non potrei aggiungermi ai commenti, perche` l`esame l`ho passato al primo colpo. Se si studia, si passa brillantemente. Il resto e` rosicare da invidiosi e incapaci.

  104. Un esame meritocratico. Chi sa ed e` bravo, come il sottoscritto, passa brillantemente. Gli altri rosicano. Punto.

  105. La cosa bella del discutere con te, Jano, è che non c’è nemmeno bisogno di rispondere, i tuoi commenti stanno lì e fanno tutto il lavoro da soli.

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