C’È SEMPRE SOTTO QUALCOSA

Qui in drafting session, il tempo scorre lento.

Sto legando molto con un avvocato romano, advisor delle banche. Grasso, sempre paonazzo, con un grosso tatuaggio sull’avambraccio. Se si scalda, balbetta. Qualche volta lo prendo in giro.

– “Ehi, Co-co-co-consob, come stiamo?”
– “Va-va-va-ffanculo”, risponde lui.

Poi mi scaglia una pacca fortissima sulla spalla e mi dice grande Duchesne, senza mai balbettare. Scendiamo di un piano, gli offro il caffé alla macchinetta e lo ascolto. È un appassionato di complottistica e teorie strane. Sa tutto di massoneria, colpi di stato orchestrati ad arte, occultismo, autopsie di alieni. Quando attacca a parlare non lo si può fermare. Sull’11 settembre, neanche a dirlo, fiocca di ipotesi. Dice che c’è pure un fumetto di Topolino che aveva già tutto in nuce.

– “Tutto cosa?”, lo provoco io, “su, su, non dire cazzate”.
– “Cazzate? A-a-a-ltro che cazzate. Disney era una massone, lo sanno tutti. Co-co-con i suoi film, i fumetti e tutto il resto non faceva che fa-fa-fare passare messaggi in codice.”
– “Adesso non mi tirerai mica fuori la solita storia di Bianca e Bernie e la donna con le tette di fuori.”
– “Bianca e Bernie, bravissi-si-si-mo. Ma fo-fo-fosse solo quello. Per dire, hai mai notato che To-to-topolino è uguale a Minnie? To-to-togli sopracciglia e abiti, e sono proprio u-u-u-guali. E pure Paperino con Paperina, Trudy con Gambadilegno. È come se la Disney veicolasse un messaggio ra-ra-razzista, mogli e buoi dei paesi tuoi.”
– “Ah. Ecco.”

Ho pensato agli investitori italiani. Questo è l’uomo che sta curando i loro interessi. Poi uno dice che manca la fiducia nella ripresa dei mercati.